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Pensione invalido di guerra reversibilità: come funziona

Reversibilità della pensione per invalido di guerra: come funziona, a chi spetta e quali sono gli importi aggiornati al 2023? Scopri tutto in questo articolo.
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07/07/2023

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Cos’è la pensione di guerra?

Con il DPR numero 915 del 23 dicembre 1978, lo Stato ha previsto l’erogazione di una pensione di guerra ai cittadini vittime di menomazioni fisiche o colpiti dalla perdita di un congiunto, a causa di un conflitto bellico.

Più che una vera pensione, parliamo di una sorta di risarcimento che lo Stato riconosce a chi, senza colpa, ha subito gravi danni fisici o gravi lutti.

La pensione di guerra non rientra tra i redditi per il calcolo del reddito individuale ed è irrilevante ai fini sanitari o previdenziali.

Dal 1° marzo 2011 le erogazioni spettano alle Ragionerie territoriali dello Stato e non più alle Direzioni territoriali dell’economia e delle finanze.

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Reversibilità della pensione per invalido di guerra

Oltre alle pensioni dirette di guerra, lo Stato eroga anche pensioni indirette ai congiunti di una vittima di guerra, ai coniugi, ai figli o ai genitori.

A chi spetta la reversibilità della pensione per invalido di guerra?

Lo Stato riconosce la reversibilità sulla pensione di guerra:

  • al coniuge superstite, se mantiene lo stato vedovile, anche se divorziato a condizioni particolari;
  • ai figli orfani minori di 21 anni, o studenti universitari (non oltre il 26° anno di età);
  • ai figli orfani maggiorenni inabili in condizioni economiche disagiate del titolare di pensione di guerra deceduto per infermità non interdipendente con quella per la quale beneficiava della pensione di guerra (nella misura della Tabella N);
  • ai figli orfani maggiorenni inabili in condizioni economiche disagiate del titolare di 1^ categoria o di assegno di incollocabilità e del titolare di pensione di guerra dalla 2^ all’8^ categoria, deceduto per infermità interdipendente con quella per la quale beneficiava di pensione di guerra (nella misura della Tabella G).

Inoltre, la reversibilità della pensione per invalido di guerra spetta anche ai genitori che hanno perso uno o più figli in guerra o per cause belliche.

Importi reversibilità della pensione per invalido di guerra

Purtroppo gli importi delle pensioni di guerra sono piuttosto modesti. Il valore dell’assegno è calcolato sulle variazioni dell’indice ISTAT delle retribuzioni minime contrattuali degli operai dell’industria (articolo 9, della legge numero 160 del 3 giugno 1975 e legge numero 342 del 10 ottobre 1989).

In riferimento alle pensioni indirette, nel 2023 gli importi delle prestazioni, in base alla categoria di riferimento e alla gravità della menomazione subita (categorie tabellari DPR 915 del 1978), sono i seguenti:

Tabella N – Pensione di guerra reversibilità

  • 1^ categoria: 398,49 euro
  • 2^ categoria: 231,89 euro
  • 3^ categoria:  204,91 euro
  • 4^ categoria: 179,86 euro
  • 5^ categoria: 154,26 euro
  • 6^ categoria: 128,49 euro
  • 7^ categoria: 117,99 euro
  • 8^ categoria: 114,78 euro.

Tabella G:

  • Orfani e vedove/i di guerra o invalidi di 1^ categoria (Tabella G): 398,49 euro;
  • Assegno di maggiorazione Tabella G: 98,66 euro;
  • Assegno supplementare 1^ categoria semplice: 101,19 euro.

Pensione di guerra ai genitori dei caduti in guerra

La pensione di guerra spetta anche ai genitori del caduto in guerra, se versano in stato di bisogno economico e hanno già compiuto 58 anni di età.

L’importo della pensione viene maggiorato del 90% per ogni figlio caduto successivo al primo e incrementato del 50% in caso di perdita di tutti i figli deceduti a causa di guerra.

La reversibilità sulla pensione di guerra non spetta, invece, ai fratelli e alle sorelle del caduto in guerra (articolo 5, legge numero 656 del 1986).

Ecco gli importi:

  • Per 1 figlio caduto: 189,64 euro;
  • Per 2 figli caduti: 360,32 euro;
  • Per 3 figli caduti: 531 euro;
  • Per 4 figli caduti: 701,68 euro;
  • Per 5 figli caduti: 872,35 euro;
  • Per 6 figli caduti: 1.043,04 euro;
  • Per 7 figli caduti: 1.213,71 euro;
  • Per 8 figli caduti: 1.384,39 euro.

Per i genitori rimasti senza figli:

  • Per 1 figlio caduto: 284,46 euro;
  • Per 2 figli caduti: 455,14 euro;
  • Per 3 figli caduti: 625,82 euro;
  • Per 4 figli caduti: 796,50 euro;
  • Per 5 figli caduti: 967,18 euro;
  • Per 6 figli caduti: 1.137,86 euro;
  • Per 7 figli caduti: 1.308,54 euro;
  • Per 8 figli caduti: 1,479,22 euro.

Pensioni speciali di guerra ai genitori superstiti

  • Per 1 figlio caduto: 186,12 euro;
  • Per 2 figli caduti: 353,62 euro;
  • Per 3 figli caduti: 521,12 euro;
  • Per 4 figli caduti: 688,63 euro;
  • Per 5 figli caduti: 856,14 euro;
  • Per 6 figli caduti: 1.023,64 euro;
  • Per 7 figli caduti: 1.191,14 euro;
  • Per 8 figli caduti: 1.358,64 euro.

Genitori rimasti senza figli

  • Per 1 figlio caduto: 279,18 euro;
  • Per 2 figli caduti: 446,68 euro;
  • Per 3 figli caduti: 614,19 euro;
  • Per 4 figli caduti: 781,68 euro;
  • Per 5 figli caduti: 949,19 euro;
  • Per 6 figli caduti: 1.116,70 euro;
  • Per 7 figli caduti: 1.284,20 euro;
  • Per 8 figli caduti: 1.451,71 euro.

A chi spettano gli assegni aggiuntivi?

Lo Stato prevede anche l’erogazione di assegni aggiuntivi, liquidati su domanda, ma solo se si rispetta il limite reddituale fissato a 17.828,64 euro nel 2023 (nel 2022 era di 17.598,10 euro):

  • al coniuge superstite: aumento di integrazione se convive con orfani minorenni o studenti universitari o maggiorenni inabili in possesso dei requisiti economici di legge;
  • al coniuge superstite e agli orfani: assegno di maggiorazione, se non superano i limiti di reddito previsti dalla legge;
  • al coniuge superstite del pensionato di 1^ categoria: assegno supplementare, se ha convissuto con il dante causa e gli ha prestato assistenza;
  • al coniuge superstite e agli orfani: indennità speciale annua se non svolgono attività lavorativa e vivono in condizioni economiche previste dalla legge.

Invece, viene liquidato d’ufficio l’assegno accessorio agli orfani: un aumento d’integrazione che spetta nel caso in cui il trattamento pensionistico venga suddiviso tra più aventi diritto.

Reversibilità della pensione per invalido di guerra domanda

La domanda di reversibilità della pensione per invalido di guerra va richiesta entro 5 anni dal diritto:

  • alla competente Ragioneria territoriale dello Stato (se residenti in Italia);
  • al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione dei Servizi del Tesoro, Uff. VII, via XX settembre, 97 – 00187 Roma, tramite la Rappresentanza consolare di competenze o degli altri organi riconosciuti nello Stato di residenza (per i residenti all’estero).

Trascorsi 5 anni dall’insorgere del diritto, non sarà più possibile richiedere la reversibilità (prescrizione).

Alla documentazione vanno allegati gli stessi documenti previsti per la pensione di guerra indiretta.

Inoltre, nella domanda di pensione nella misura della Tabella N, il coniuge superstite o gli orfani dovranno specificare se intendono richiedere pure il riconoscimento dell’interdipendenza del decesso del titolare della pensione con l’infermità per la quale beneficiava della pensione di guerra.

In questo caso sarà necessario allegare alla documentazione anche:

  • il certificato necroscopico del titolare la pensione;
  • la certificazione medica circa l’insorgenza, il decorso clinico e l’episodio che ha determinato il decesso del pensionato, dalla quale risulti l’eventuale interdipendenza con le infermità riconosciute dipendenti da causa di guerra.
Reversibilità della pensione per invalido di guerra
Reversibilità della pensione per invalido di guerra: in foto l’elmetto di un soldato.

Reversibilità della pensione per invalido di guerra: revoca e ripristino

La reversibilità sulla pensione di guerra non dura per sempre, ma può essere revocata nel caso in cui dovessero venire meno le condizioni reddituali previste dalla legge o il requisito di inabilità a proficuo lavoro.

Per ottenere il ripristino della prestazione sarà necessario ripresentare domanda, chiedendo gli eventuali assegni accessori, allegando alla documentazione la certificazione che attesti la presenza dei requisiti per poter godere, nuovamente, della pensione:

  • alla competente Ragioneria territoriale dello Stato (se residenti in Italia);
  • al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione dei Servizi del Tesoro, Uff. VII, via XX settembre, 97 – 00187 Roma, tramite la Rappresentanza consolare di competenze o degli altri organi riconosciuti nello Stato di residenza (per i residenti all’estero).

Faq sulla pensione di reversibilità

1. Entro quanto tempo arriva la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità viene erogata dal mese successivo al decesso del pensionato, il primo giorno bancabile del mese di riferimento. Questo avviene indipendentemente dalla data di presentazione della domanda di pensione all’INPS. Se la domanda viene inoltrata mesi dopo il decesso del pensionato, si ha diritto agli arretrati, ma dopo 10 anni gli importi non riscossi cadono in prescrizione.

2. A chi spetta la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti del pensionato deceduto. Questo include il coniuge (anche se separato o divorziato e titolare di assegno divorzile, a patto che non si sia risposato), i figli minorenni, inabili, studenti fino a 21 anni o studenti universitari a carico fino a 26 anni, e i nipoti a carico del nonno o della nonna deceduti. In assenza di questi, la pensione spetta ai genitori del defunto con più di 65 anni di età, non titolari di pensione e a carico del pensionato deceduto, o ai fratelli o alle sorelle, celibi o nubili, a carico del pensionato.

3. Come si calcola l’importo della pensione di reversibilità?

L’importo della pensione di reversibilità è calcolato in base alla pensione percepita dal dante causa e varia a seconda del grado di parentela e del reddito del ricevente. Le percentuali variano dal 30% della pensione per entrambi i genitori o per due sorelle o fratelli, fino al 100% della pensione per il coniuge con due o più figli o per sette o più sorelle o fratelli. L’importo erogato viene poi ridotto in base ai redditi del beneficiario, con riduzioni che vanno dal 25% se il reddito è superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo, fino al 50% se il reddito è superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo.

4. Come si richiede la pensione di reversibilità?

Per ricevere la pensione di reversibilità è necessario presentare all’INPS un’apposita domanda, in via telematica sul sito dell’istituto, o tramite contact center, o rivolgendosi a un patronato o agli intermediari dell’INPS. La prestazione non viene erogata automaticamente.

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