In questo articolo vedremo insieme come funzionano Legge 104 art 3 comma 1 e invalidità al 50 per cento - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Handicap e invalidità civile: le differenze
C’è differenza tra invalidità civile e handicap, due concetti che molto spesso vengono confusi o ritenuti simili.
È invalido civile chi, affetto da patologie o minorazioni fisiche o psichiche, ha subito una riduzione della sua capacità lavorativa. Se l’individuo non è in età lavorativa, quindi ha meno di 18 anni e più di 67 anni, si fa riferimento alle difficoltà persistenti a svolgere compiti o funzioni proprie dell’età.
L’handicap è, invece, una conseguenza della disabilità: si valuta la difficoltà che ha l’individuo affetto da patologie o minorazioni fisiche o psichiche a inserirsi nella società. Si fa riferimento, dunque, allo svantaggio sociale causato dai problemi di salute.
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Il riconoscimento dell’invalidità civile o dello stato di handicap sono diversi e indipendenti, che danno luogo a benefici diversi. Il primo ha un carattere sanitario (quanto la menomazione incide sulla possibilità di svolgere le funzioni e attività della vita quotidiana in rapporto all’età).
Il riconoscimento dell’handicap, invece, è legato a un fattore più sociale che sanitario (quanto la patologia o la menomazione incide sulla vita di relazione e sulla possibilità personale di integrazione). Lo stato di handicap è compatibile con tutti i riconoscimenti di invalidità, a prescindere dalla loro origine.
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Verbale di riconoscimento dell’handicap: quali diciture?
Al termine del controllo medico a cui è sottoposto l’individuo, la commissione medica rilascia un verbale, sul quale è indicato il grado di handicap riconosciuto, ognuno dei quali dà diritto ad agevolazioni lavorative (permessi retribuiti, congedo straordinario) e fiscali.
Distinguiamo:
- la persona con handicap senza connotazione di gravità (articolo 3 comma 1, Legge 104/1992);
- la persona con handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, Legge 104/1992);
- la persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi (articolo 21, Legge 104/1992).
Cosa spetta con Legge 104 articolo 3 comma 1?
Con la Legge 104 articolo 3 comma 1 è possibile ottenere quattro tipologie di benefici fiscali, cumulabili, per l’acquisto di un veicolo:
- l’IRPEF al 19% sulle spese effettuate, fino a un massimo di 18.075,99 euro di costo;
- l’IVA ridotta al 4% sull’acquisto del veicolo;
- l’esenzione dal pagamento del bollo dell’auto;
- l’esonero dal pagamento dell’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.
Non tutti i disabili possono usufruire di queste agevolazioni, ma solo:
- sordi e non vedenti;
- portatori di handicap grave, qualora si tratti di disabili psichici o mentali titolari d’indennità di accompagnamento;
- disabili affetti da pluriamputazioni o con capacità di deambulazione notevolmente limitata;
- soggetti disabili con capacità motorie ridotte o assenti.
Legge 104 articolo 3 comma 1: le altre agevolazioni
Con la Legge 104 articolo 3 comma 1, inoltre, spettano:
- la deduzione dal reddito delle spese mediche generiche e di assistenza specifica; la detrazione dall’IRPEF delle spese sanitarie per i disabili;
- la detrazione dall’IRPEF dei costi per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
- agevolazioni sulle tariffe di Internet e telefonia per gli utenti non vedenti e non udenti;
- la riduzione del 50% sul canone mensile dell’abbonamento TV (limitato dalle soglie di reddito, tranne per le persone sordomute che sono esentate del canone mensile a prescindere da limiti reddituali).
- incentivi per l’acquisto di mezzi tecnici ed informatici a beneficio dei portatori di handicap grave secondo la Legge 104.
Cosa spetta con l’invalidità civile al 50%?
Abbiamo detto che handicap e invalidità civile sono due cose distinte e separate. Dopo aver visto cosa è possibile avere con la Legge 104 articolo 3 comma 1, passiamo all’invalidità civile al 50% e le agevolazioni ad essa collegate.
Con una riduzione della capacità lavorativa al 50% non si ha diritto ad assegni mensili o a pensioni di invalidità: queste scattano con una percentuale di invalidità minima del 74% (assegno mensile di assistenza, fino al 99% di invalidità) e del 100% (pensione di inabilità civile).
Non si ha diritto neppure all’esenzione dal ticket (dal 67% in poi), tantomeno al congedo straordinario per cure, ovvero 30 giorni l’anno di assenza da lavoro per sottoporsi a cure legate alla propria infermità (dal 51% a salire).
Col 50% di invalidità si ha sicuramente diritto ad ausili, protesi e ortesi gratuiti previsti dal nomenclatore (dal 34% a salire) e all’adesione al collocamento mirato (dal 46% a salire).
Collocamento mirato: requisiti e regole
Per collocamento mirato (o obbligatorio) si intende quella serie di strumenti che consentono a un lavoratore invalido o appartenente alle categorie protette di trovare lavoro con più facilità.
Per godere del collocamento mirato è necessario iscriversi alle liste del centro per l’impiego.
Ricordiamo che, tranne in casi particolari, le aziende e i datori di lavoro privati hanno l’obbligo di assumere:
- un lavoratore appartenente alle categorie protette se ha dai 15 ai 35 dipendenti assunti;
- due lavoratori appartenenti alle categorie protette se ha dai 36 ai 50 dipendenti assunti;
- il 7% di categorie protette se ha oltre 50 dipendenti assunti.

Faq su Legge 104 e invalidità civile
È possibile rinunciare al collocamento mirato?
Sì, è possibile fare rinuncia al collocamento mirato. Il collocamento mirato, infatti, non è un obbligo ma un’opportunità per il lavoratore disabile. Non essendo un obbligo, hai la possibilità di iscriverti e di cancellarti dal collocamento mirato in qualsiasi momento, senza alcun tipo di problema ma rinunciando, ovviamente, a tutti i diritti ad esso collegati.
Le categorie protette possono essere licenziate?
Le persone appartenenti alle categorie protette godono di una certa protezione dal licenziamento. Tuttavia, se l’azienda ha una valida ragione economica o organizzativa per procedere, anche i dipendenti delle categorie protette possono essere licenziati. In questo caso vengono offerti loro degli adeguati strumenti di supporto per la ricerca di un nuovo impiego.
Cosa si deve fare dopo aver ottenuto la Legge 104?
Dopo aver ottenuto il certificato medico attestante l’invalidità, è fondamentale inviare all’INPS le informazioni relative alla situazione economica e ai redditi personali. L’ente previdenziale esaminerà queste informazioni al fine di determinare se approvare o respingere le richieste di benefici e/o agevolazioni. È possibile presentare la richiesta attraverso la modalità online o attraverso l’assistenza fornita da CAF ed enti patronati.
Da quando decorrono i benefici della Legge 104?
I permessi 104 iniziano a decorrere dal primo giorno del mese successivo rispetto a quello in cui è stata presentata la richiesta. Il lavoratore dipendente riceverà una notifica scritta di conferma.
Anche un bambino con diabete può richiedere la Legge 104?
Certamente! Anche un bambino con diabete può richiedere l’applicazione della Legge 104. Questa legge, infatti, tutela le persone con disabilità, comprese quelle affette da condizioni mediche come il diabete, al fine di assicurare loro i diritti e le agevolazioni necessarie per vivere una vita serena e per affrontare gli ostacoli che possono incontrare nel percorso scolastico.
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