Pensione di invalidità civile e Legge 104

Pensione di invalidità civile e Legge 104: quali sono le differenze, come richiedere e come avviene il riconoscimento delle prestazioni? Scopri tutto qui.
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05/09/2023

In questo approfondimento parleremo di pensione di invalidità civile e Legge 104: quali sono le differenze e come ottenerle? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Invalidità e handicap: le differenze

Molto spesso si tende a confondere l’invalidità con l’handicap, due condizioni diverse, che abbracciano situazioni diverse.

Invalidità civile

L’invalidità civile è la riduzione della capacità lavorativa di un individuo, causata da una menomazione o da un’infermità fisica o psichica.

Quando la percentuale di riduzione della capacità lavorativa supera il 74% si ha diritto all’assegno mensile di assistenza per invalidi parziali (fino al 99% di invalidità). Con una percentuale del 100% si ha diritto alla pensione di inabilità.

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Se la persona non è più in età lavorativa (dai 18 ai 67 anni), la valutazione dell’invalidità civile si riferisce alla capacità di svolgere compiti e funzioni proprie dell’età.

Handicap

Quando parliamo di handicap, invece, ci riferiamo allo svantaggio sociale che deriva da una menomazione o da un’infermità fisica o psichica, sia stabile che progressiva, che causa difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e sociale.

Se l’handicap non è grave si rientra tra gli aventi diritto delle agevolazioni legate alla Legge 104 (articolo 3, comma 1), mentre se l’handicap grave o in situazione di gravità si avrà diritto alle agevolazioni previste dalla Legge 104 articolo 3, comma 3.

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Riconoscimento invalidità ed handicap: come avviene?

Ora la domanda che ci poniamo è la seguente: se è riconosciuta la Legge 104, automaticamente è riconosciuta anche l’invalidità civile?

Spesso i due riconoscimenti avvengono in contemporanea, ma si tratta comunque di valutazioni differenti.

Il riconoscimento della condizione di handicap si ottiene in seguito alla visita medica tenuta dalla commissione medico-legale dell’Asl, che dovrà valutare il grado di svantaggio sociale che deriva dalla patologia o dalla menomazione fisica o psichica dell’individuo.

Il riconoscimento dell’invalidità civile, invece, si basa sull’individuazione della capacità lavorativa residua dell’individuo sottoposto a visita medica.

Ricordiamo che sotto il 34% di invalidità non si è riconosciuti invalidi e che in base alla percentuale assegnata si ha diritto ad agevolazioni sanitarie (ad esempio la concessione gratuita di ausili, protesi e ortesi), agevolazioni economiche (esenzione dal pagamento del ticket), assegni o pensioni mensili, dal valore di 313,91 euro al mese.

Come richiedere il riconoscimento di invalidità civile e handicap?

La procedura per richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile o della Legge 104 è la stessa. Si inizia con l’emissione di un certificato medico introduttivo da parte del proprio medico di base, che verrà inviato telematicamente all’INPS, per dare inizio alla pratica.

Nel certificato introduttivo sono segnati i dati anagrafici del richiedente, nonché le patologie di cui soffre. Successivamente, entro 90 giorni l’interessato dovrà completare la domanda, autonomamente oppure facendosi aiutare da un Caf o da un patronato. Quindi sarà chiamato a sottoporsi a visita medica.

Se l’interessato è un malato oncologico avrà diritto a una tempistica più ristretta (15 giorni di attesa per la convocazione, rispetto ai 30 giorni riservati agli altri richiedenti).

Pensione di invalidità e Legge 104: quando spettano?

A questo punto, una volta conclusa la visita medica, se l’interessato ha richiesto il riconoscimento dello stato di handicap (e delle agevolazioni con la 104), riceverà un verbale sanitario, sul quale sarà presente il giudizio della commissione medica.

Giudizi stato di handicap

I giudizi sono 4:

  • persona non handicappata;
  • persona con handicap non grave (articolo 3, comma 1, Legge 104);
  • persona con handicap grave (articolo 3, comma 3, Legge 104);
  • persona con handicap superiore a 2/3 (articolo 21, Legge 104/1992).

Il riconoscimento dell’handicap può essere:

  • definitivo: il quadro patologico è irreversibile o ingravescente, non sono previste visite di revisione;
  • tale da poter essere sottoposto a revisione: nuova chiamata a visita dopo un certo periodo di tempo.

In base alla gravità dell’handicap si ha diritto ad agevolazioni fiscali (IVA agevolata al 4%, IRPEF al 19% sulle spese sostenute) e lavorative (permessi retribuiti, congedo straordinario).

Pensione di invalidità: importo e reddito

La pensione di invalidità, invece, è strettamente collegata al riconoscimento di una percentuale piuttosto alta di invalidità.

Come detto in precedenza, con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%, si avrà diritto all’assegno mensile di assistenza, pari a 313,91 euro al mese, per 13 mensilità, ma soltanto se il reddito personale del richiedente sia pari o inferiore a 5.391,88 euro annui.

Con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa pari al 100% si avrà diritto alla pensione di inabilità. Il suo importo è di 313,91 euro al mese per 13 mensilità, ma cambia il limite massimo di reddito personale annuo: 17.920 euro.

Pensione di invalidità civile e Legge 104
Pensione di invalidità civile e Legge 104: in foto due medici si confrontano durante una visita.

Faq su pensione di invalidità civile e Legge 104

La quattordicesima spetta agli invalidi civili?

Purtroppo essendo una prestazione di tipo assistenziale, quindi erogata a prescindere dai contributi versati, la quattordicesima non spetta ai pensionati invalidi civili, né parziali (dal 74 al 99% di invalidità), né totali (100% di invalidità).

Chi può richiedere i tre giorni di permesso retribuito con la Legge 104?

I tre giorni di permesso retribuito previsti dalla Legge 104 possono essere richiesti dai dipendenti che hanno ottenuto il riconoscimento della condizione di handicap o che assistono un familiare con disabilità grave. Questo diritto è esteso ai lavoratori del settore pubblico e privato che rientrano nelle categorie previste dalla legge.

Cosa rischio se abuso della Legge 104?

L’abuso della Legge 104 comporta rischi e conseguenze sia dal punto di vista legale che lavorativo. Le conseguenze possono variare a seconda del contesto specifico e della gravità dell’abuso commesso. Ecco alcuni dei rischi che si possono correre:

  1. Sanzioni disciplinari: l’abuso dei permessi retribuiti di 2 anni può essere considerato un comportamento non conforme alle disposizioni aziendali o contrattuali. Ciò potrebbe portare all’applicazione di sanzioni disciplinari, come richiami scritti, sospensioni o addirittura il licenziamento, a seconda della gravità dell’infrazione e delle politiche aziendali.
  2. Recupero delle retribuzioni indebitamente percepite: se viene accertato l’abuso dei permessi retribuiti di 2 anni, l’azienda potrebbe richiedere il recupero delle retribuzioni corrisposte durante il periodo di congedo non dovuto. Questo può comportare una riduzione delle future retribuzioni o richieste di restituzione delle somme già percepite.
  3. Azioni legali: in caso di abuso grave e sistematico del congedo Legge 104, l’azienda potrebbe intraprendere azioni legali contro il lavoratore. Ciò potrebbe comportare il licenziamento per abuso Legge 104 e richieste di risarcimento danni.

Cos’è l’incremento al milione sulla pensione di inabilità?

Oltre alla normale maggiorazione, lo Stato riconosce un’ulteriore aggiunta sulla pensione di inabilità, come disposto dalla legge 443 del 2001: il cosiddetto incremento al milione.

Inizialmente la maggiorazione era prevista soltanto dopo aver compiuto 60 anni di età, ma dal 2020, dopo la sentenza della Corte di Cassazione numero 152, il beneficio scatta al compimento dei 18 anni di età e consente di integrare la pensione di invalidità fino a 660,79 euro al mese.

Per l’incremento al milione cambiano i limiti reddituali da rispettare: 9.102,34 euro di reddito personale e 15.644,85 euro di reddito da coniugato. Più alto è il reddito dichiarato, minore sarà la maggiorazione ricevuta.

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