Invalidità civile al 50%, tutti i diritti

Invalidità civile al 50%, tutti i diritti concessi al cittadino a cui è stata dimezzata la capacità di lavoro. A cosa possono accedere, quali sono le agevolazioni e cosa comportano. Non si ottengono dei benefici economici ma si può comunque accedere a qualche beneficio, soprattutto per la ricerca di un lavoro. Vediamo insieme.
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29/08/2022

Invalidità civile al 50%, tutti i diritti concessi al cittadino a cui è stata dimezzata la capacità di lavoro. Vediamo nello specifico quali solo le agevolazioni e i benefici che la legge concede quando viene riconosciuta una invalidità civile con questa percentuale (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Diciamolo subito: nonostante le commissioni mediche rilevino che la capacità di lavoro si è ridotta della metà, la normativa non offre nulla di buono per ciò che concerne benefici e pensioni. Sul lavoro ad esempio, non si ha la possibilità di scelta delle sede, che viene invece riservata agli invalidi che hanno dal 67% in poi.

Se sei interessato a questo argomento potrebbe interessarti anche un focus su come funziona il collocamento mirato, una guida completa sulle categorie protette e un articolo su cosa significa la riserva di posti per invalidi.

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Altri incentivi sono invece riservati a chi ha una invalidità civile riconosciuta superiore al 74%, e in particolare: la pensione di invalidità civile, l’Ape sociale, la pensione anticipata per i lavoratori precoci, la maggiorazione contributiva per invalidità (due mesi di contribuzione per ogni anno lavorato).

E quindi, a cosa ha diritto chi ha il 50% di invalidità civile? Non molto. Ma non molto non significa nulla. Vediamo insieme.

Invalidità civile al 50%: congedo straordinario (quasi)

Chi ha l’invalidità civile al 50% non ha diritto al congedo straordinario per cure (da non confondere con il congedo biennale retribuito legge 104, che spetta ai dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave).

Lo inseriamo in questa lista perché il diritto a godere di questo beneficio spetta a chi ha almeno il 51% di invalidità civile.

In pratica si può fruire di questo congedo straordinario fino a 30 giorni l’anno per sottoporsi a cure che sono legate alla infermità che è stata riconosciuta dalla commissione medico legale.

Questo congedo è retribuito ed è a carico del datore di lavoro. Viene calcolato come le assenze per malattia e non rientra nel computo del periodo di comporto (che è il limite massimo di assenze oltre il quale si rischia il licenziamento).

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Invalidità civile al 50%: collocamento mirato

Di certo le persone con invalidità civile al 50% hanno diritto all’iscrizione nelle categorie protette del collocamento mirato. Che può essere uno strumento utile per ottenere una assunzione.

Queste sono le persone che possono iscriversi alle liste speciali delle categorie protette:

  • le persone in età lavorativa che sono affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di riduzione della capacità lavorativa (invalidità) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che percepiscono l’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria.

Invalidità civile al 50%: disoccupati

Per l’iscrizione al collocamento mirato è necessario risultare disoccupati. Nella categoria rientra anche chi ha occupazioni di questo tipo:

  • un rapporto di lavoro subordinato dura fino a 6 mesi (in questo caso lo stato di disoccupazione è sospeso);
  • un rapporto di lavoro, subordinato o parasubordinato, che produce un reddito inferiore a 8.000 euro lordi all’anno;
  • un lavoro autonomo che produce un reddito inferiore a 4.800 euro lordi all’anno;
  • un lavoro svolto, a prescindere dai limiti di reddito, per attività lavorative nell’ambito di particolari progetti.

Se comunque non si ha nessun lavoro dipendente, la persona disabile deve presentarsi al centro per l’impiego almeno una volta l’anno. Deve riconfermare (compilando un modulo) la disponibilità immediata al lavoro. Se non c’è questa conferma annuale si perde lo stato di disoccupazione. La conseguenza è la cancellazione dalle liste del collocamento mirato.

Invalidità civile al 50%: quota di riserva

Chi ha l’invalidità civile al 50% ed è iscritto alle categorie protette del collocamento mirato, una volta assunto rientra nella cosiddetta quota di riserva, e quindi in quella percentuale di dipendenti riservata, appunto, alle persone con disabilità (o che sono tutelati per altri motivi, come orfani e coniugi superstiti dei lavoratori deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, o per l’aggravarsi dell’invalidità derivante da tali cause; coniugi e figli di grandi invalidi di guerra, di servizio o di lavoro; profughi italiani rimpatriati; familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata).

Invalidità civile al 50%, tutti i diritti

Invalidità civile al 50%: percentuali

Tutti i datori di lavoro (pubblici e privati) hanno l’obbligo di assumere dei dipendenti con disabilità quando superano i 14 dipendenti.

Le percentuali dipendono dal numero complessivo dei lavoratori in organico e che vengono così ripartite:

  • con oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
  • con dipendenti tra 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori;
  • con un numero tra 15 a 35 dipendenti, è sufficiente un lavoratore.

Le persone che hanno una invalidità al 50% hanno anche diritto a protesi e ausili che sono eventualmente indispensabili per la patologia che è stata riconosciuta dalle commissioni medico legali.

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