Categorie protette e licenziamento per inidoneità, quando?

Categorie protette e licenziamento per inidoneità: quando è possibile e quando, invece, è illegittimo? Scopriamolo in questo approfondimento.
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30/06/2023

Categorie protette e licenziamento per inidoneità: quando scatta la risoluzione del contratto di lavoro? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

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Categorie protette e licenziamento per inidoneità: quando è possibile?

Un lavoratore assunto con le categorie protette, col passare degli anni, può accusare un peggioramento delle condizioni di salute, tanto da arrivare a essere inidoneo alla mansione fin lì svolta.

Cosa accade? Come funziona, in questo caso, per categorie protette e licenziamento per inidoneità? È possibile perdere il lavoro quando si è ritenuti inidonei alla mansione?

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Purtroppo sì. Il datore di lavoro può procedere alla sospensione del rapporto di lavoro con il dipendente disabile inidoneo alla mansione, senza che questi abbia diritto alla retribuzione fino a quando persiste l’incompatibilità con il lavoro.

Il licenziamento scatta quando, nonostante il dipendente sia stato adattato ad altre funzioni, viene accertata la definitiva impossibilità di un suo inserimento in azienda. Il lavoratore, quindi, può essere licenziato per inidoneità assoluta alle mansioni.

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Categorie protette e licenziamento per inidoneità: quando è illegittimo?

A stabilire la non idoneità al lavoro del dipendente disabile è un’apposita commissione dell’Asl, integrata da un medico dell’INPS, istituita presso l’Asl locale.

La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che il licenziamento è illegittimo quando viene eseguito senza che la commissione medica competente abbia effettuato la sua valutazione.

Altrettanto illegittimo è il licenziamento effettuato in seguito a una visita di idoneità tenuta da un solo medico. Non è assolutamente sufficiente l’accertamento svolto dal medico di sorveglianza aziendale, come stabilito dalla sentenza della Cassazione numero 10576 del 2017.

Dunque, soltanto se la commissione medica stabilisce “la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all’interno dell’azienda, anche attuando i possibili adattamenti dell’organizzazione del lavoro, non essendo sufficiente il giudizio di non idoneità alla mansione specifica espresso dal medico competente nell’esercizio della sorveglianza sanitaria”, il datore di lavoro può risolvere il contratto con il dipendente disabile.

Categorie protette e licenziamento per inidoneità: chi sono le categorie protette?

Le categorie protette sono fondamentali per promuovere l’inserimento al lavoro delle persone con disabilità.

Rientrano tra le categorie protette le persone che:

  • soffrono di minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o le persone con handicap intellettivi con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • non vedenti e sordomute;
  • invalide di guerra, invalide civili di guerra e per servizio;
  • sono vittime del terrorismo, i coniugi e gli orfani di persone morte sul lavoro, in guerra o in servizio, o che hanno visto aggravarsi la loro invalidità per queste cause.

Siccome i lavoratori con disabilità faticano a trovare lavoro, lo Stato ha introdotto il collocamento mirato. I lavoratori con disabilità assunti attraverso il collocamento mirato hanno diritto a ricevere lo stesso trattamento economico e normativo previsto dalle leggi e dai contratti collettivi.

Categorie protette e licenziamento per inidoneità: collocamento mirato

La legge prevede che i datori di lavoro che hanno un numero di dipendenti:

  • compreso tra 15 e 35 debbano assumere almeno un disabile;
  • compreso tra 36 e 50 debbono assumere almeno due disabili;
  • superiori a 50 unità devono assegnare il 7% dei posti di lavoro a favore dei lavoratori con disabilità, più l’1% a favore dei familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.
Categorie protette e licenziamento per inidoneità
Categorie protette e licenziamento per inidoneità: in foto un lavoratore licenziato e disperato.

Faq sulle categorie protette e licenziamento per inidoneità

Quando può avvenire un licenziamento per inidoneità nelle categorie protette?

Un lavoratore appartenente alle categorie protette può incontrare un peggioramento della salute che lo rende inadatto alla sua mansione. In questi casi, il datore di lavoro ha la possibilità di sospenderlo dal suo lavoro senza diritto alla retribuzione. Il licenziamento si verifica quando, anche dopo l’adattamento a nuove funzioni, si conferma l’impossibilità definitiva di reinserimento del lavoratore in azienda.

In che modo un licenziamento per inidoneità può essere considerato illegittimo?

Un licenziamento per inidoneità è considerato illegittimo se viene effettuato senza la valutazione di una commissione medica competente, formata da un medico dell’INPS e situata presso l’Asl locale. È illegittimo anche se avviene dopo una visita di idoneità condotta da un solo medico.

Quali sono le categorie protette nel mondo del lavoro?

Le categorie protette comprendono persone con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, con handicap intellettivi con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, non vedenti e sordomute, invalide di guerra, invalide civili di guerra e per servizio, vittime del terrorismo, i coniugi e gli orfani di persone morte sul lavoro, in guerra o in servizio.

Come funziona il collocamento mirato per le categorie protette?

Il collocamento mirato è un’iniziativa statale che obbliga i datori di lavoro con un certo numero di dipendenti ad assumere un determinato numero di lavoratori disabili. Questi lavoratori hanno diritto a ricevere lo stesso trattamento economico e normativo previsto dalle leggi e dai contratti collettivi.

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