Indennità di comunicazione e accompagnamento

Indennità di comunicazione e accompagnamento: le due prestazioni sono compatibili e cumulabili oppure no? Ne parliamo in questo articolo.
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25/9/23

Indennità di comunicazione e accompagnamento sono compatibili? Le due prestazioni possono essere percepite assieme? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Indennità di comunicazione e accompagnamento sono compatibili?

Rispondiamo subito alla domanda di apertura: indennità di comunicazione e accompagnamento sono compatibili? Sì, ma non sempre.

Le due prestazioni assistenziali sono compatibili e cumulabili tra loro, dunque possono essere riconosciute allo stesso soggetto e percepite contemporaneamente, ma soltanto se sono state concesse per distinte minorazioni, ognuna relativa a differenti status di invalidità.

Dunque, indennità di comunicazione e accompagnamento vengono percepite contemporaneamente dai soggetti pluriminorati, ovvero coloro che sono affetti da due o più patologie.

Le due prestazioni non verrebbero riconosciute allo stesso soggetto se si è in presenza della sola minorazione uditiva: con la sordità congenita o acquisita spetta soltanto l’indennità di comunicazione.

Nei successivi capitoli vedremo insieme a chi spetta l’indennità di comunicazione e chi può chiedere l’accompagnamento.

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Indennità di comunicazione: cos’è?

L’indennità di comunicazione è la prestazione economica che l’INPS riconosce, su domanda, a chi è stato colpito da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva (che si conclude al compimento del 12° anno di età).

Spetta a prescindere dall’età e dalla situazione reddituale (come per l’indennità di accompagnamento, tra l’altro). Viene corrisposta per 12 mensilità (non sono previste tredicesima e quattordicesima) e viene erogata a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

L’importo aggiornato al 2023 è di 261,11 euro.

Indennità di comunicazione: a chi spetta?

Hanno diritto all’indennità di comunicazione le persone sorde che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi:

  • riconoscimento di un’ipoacusia pari o superiore a 60 decibel di Hearing Threshold Level (HTL) di media tra le frequenze 500, 1.000, 2.000 Hz nell’orecchio migliore (fino al 12° anno di età);
  • riconoscimento di un’ipoacusia pari o superiore a 75 decibel HTL e per le quali è dimostrata l’insorgenza dell’ipoacusia prima del compimento del dodicesimo anno (dopo i 12 anni di età);
  • cittadinanza italiana;
  • iscrizione all’anagrafe del comune di residenza (per i cittadini stranieri comunitari);
  • titolarità del permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’articolo 41 del TU immigrazione;
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Indennità di comunicazione: compatibilità e incompatibilità

Come detto in apertura, l’indennità di comunicazione è compatibile e cumulabile con l’indennità di accompagnamento per invalido civile totale, solo se le due prestazioni sono state riconosciute per differenti minorazioni.

Lo stesso discorso vale per la compatibilità e la cumulabilità con l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto.

Chi percepisce l’indennità di comunicazione può tranquillamente svolgere un’attività lavorativa. Inoltre, la prestazione spetta per intero anche se il beneficiario è ricoverato in un istituto.

L’indennità di comunicazione è, invece, incompatibile con analoghe prestazioni concesse per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio. L’interessato può scegliere la prestazione economicamente più favorevole.

Indennità di accompagnamento: cos’è?

L’indennità di accompagnamento per invalidi civili è una prestazione che l’INPS eroga, a domanda, in favore di quei soggetti mutilati o invalidi totali, ai quali è stata riconosciuta l’impossibilità di deambulare senza accompagnatore o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita, senza assistenza.

Anche questa prestazione spetta a prescindere dall’età anagrafica e dal reddito personale del richiedente. Ha una durata di 12 mesi (non spettano tredicesima e quattordicesima) e un importo aggiornato al 2023 pari a 527,16 euro al mese.

Il primo pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda oppure dalla data indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale di riconoscimento dell’invalidità civile.

Indennità di accompagnamento: a chi spetta?

L’indennità è riconosciuta a chi è in possesso dei seguenti requisiti:

  • riconoscimento dell’inabilità totale e permanente (100%);
  • riconoscimento dell’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • riconoscimento dell’impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
  • cittadinanza italiana;
  • iscrizione all’anagrafe del comune di residenza (per i cittadini stranieri comunitari);
  • permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione, per i cittadini stranieri extracomunitari);
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Indennità di accompagnamento: compatibilità e incompatibilità

Come visto in precedenza, l’indennità di accompagnamento è compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto, purché siano state concesse per distinte minorazioni, ognuna relativa a differenti status di invalidità (soggetti pluriminorati).

Chi percepisce l’indennità di accompagnamento può lavorare (attività dipendente o autonoma) e possedere una patente speciale, tranne se si soffre di patologie che non permettono di guidare.

L’indennità di accompagnamento è, però, incompatibile con analoghe prestazioni concesse per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio. Il cittadino può esercitare il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.

Infine, il pagamento dell’indennità viene sospeso in caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni.

Indennità di comunicazione e accompagnamento
Indennità di comunicazione e accompagnamento: in foto un ragazzo affetto da sordità e dotato di apparecchio acustico.

Faq su indennità di comunicazione e accompagnamento

Come fare domanda per l’assegno di accompagnamento 2023?

Per ottenere l’assegno di accompagnamento 2023, è necessario ottenere il riconoscimento di invalidità totale da una commissione medico legale. Nella domanda, bisogna inserire dati socio-economici, eventuali ricoveri, e indicazioni delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione. I minori che sono titolari dell’indennità di accompagnamento al compimento dei 18 anni devono presentare il modello AP70 per l’erogazione da maggiorenne (pensione di inabilità) senza ulteriori accertamenti sanitari. La domanda può essere presentata online sul sito dell’Inps o tramite enti di patronato o associazioni di categoria.

Quali sono le principali patologie che danno diritto all’assegno di accompagnamento 2023?

Le malattie che più frequentemente danno diritto all’assegno di accompagnamento includono:

Come fare domanda per l’indennità di comunicazione?

Potrai presentare la domanda per indennità di comunicazione solo dopo aver ottenuto il riconoscimento della sordità attraverso il rilascio del verbale sanitario a seguito di un accertamento medico legale.

Tale verbale dovrà essere sottoposto all’INPS, il quale concluderà l’iter di riconoscimento e invierà al tuo indirizzo PEC (qualora lo avessi) o mediante raccomandata A/R il verbale di invalidità civile.

Una volta ottenuto questo riconoscimento, puoi presentare la domanda direttamente dal sito INPS online accedendo con SPID, Carta Elettronica Digitale (CEI) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS), oppure rivolgendoti a un’associazione di categoria (ANMICENSUICANFASS).

Se hai già ottenuto l’indennità di comunicazione da minorenne, al compimento della maggiore età non dovrai fare altro che compilare il Modello AP70 e inviarlo all’INPS per ottenere l’indennità di comunicazione sordi da maggiorenne, senza alcun bisogno di sottoporti ad ulteriori controlli medico-legali.

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