Accompagnamento malati di cancro: quando spetta

Accompagnamento malati di cancro: vediamo quando spetta l'indennità riconosciuta dall'Inps a chi è affetto da una patologia oncologica. Quali sono i requisiti indispensabili e se il riconoscimento scatta in automatico se si è affetti da un tumore. Cosa dice la legge e quali sono le sentenze emesse dalla Cassazione. Come funziona durante la chemioterapia o la radioterapia.
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17/08/2022

Accompagnamento malati di cancro: quando spetta l’indennità riconosciuta dall’Inps a chi è affetto da una patologia oncologica. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Sulla questione potrebbe interessarti come funziona la domanda annuale per l’indennità di accompagnamento o quando è possibile riceverla durante la chemioterapia o se ne hanno diritto le persone che soffrono di depressione. C’è anche un focus che spiega come si svolge la visita per l’accompagnamento.

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Accompagnamento malati di cancro: requisiti e importo

Verifichiamo in particolare se ci sono dei requisiti indispensabili o può essere sufficiente la sola diagnosi di cancro per far scattare il diritto a ricevere la misura di sostegno economico.

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Ricordiamo, in sintesi, che l’indennità di accompagnamento (circa 530 euro al mese) risponde a caratteristiche che la rendono unica:

  • non viene richiesto alcun requisito di reddito (spetta a chiunque rientri in determinate condizioni cliniche);
  • e non c’è neppure un requisito legato all’età anagrafica o contributiva.

Sono infatti richieste per accedere a questo contributo:

  • il requisito sanitario (difficoltà fisiche o mentali);
  • la cittadinanza italiana o in alternativa il permesso di soggiorno.

La cifra corrisposta non solo è esente da imposte, ma non partecipa alla formazione del reddito. Si tratta, lo ripetiamo, di una sorta di rimborso spese per fronteggiare i costi che vengono sostenuti a causa della invalidità.

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Accompagnamento malati di cancro: requisiti sanitari

Il diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento scatta dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è presentata la domanda.

I requisiti sanitari per accedere al diritto di ricevere questo sostegno sono sostanzialmente tre:

  • una invalidità civile totale del 100%, riconosciuta dalle commissioni medico legali;
  • non essere più capaci di svolgere gli atti quotidiani della vita (mangiare, vestirsi, lavarsi e così via);
  • non essere in grado di deambulare in autonomia e senza l’aiuto di un’altra persona.

Accompagnamento malati di cancro: non basta avere il tumore

Questi requisiti si applicano ovviamente anche per chi è affetto da una patologia oncologica. Infatti l’indennità di accompagnamento può essere collegata al cancro, ma non ne è una conseguenza necessaria.

Per capirci: non basta avere il tumore per avere accesso al contributo.

E infatti viene riconosciuto solo se il paziente si trovasse nelle condizioni di non poter deambulare da solo o non fosse autosufficiente, anche se solo per un periodo di tempo limitato.

Accompagnamento malati di cancro: Cassazione e chemio

C’è però un altro discorso da fare, ed è importante: una vecchia sentenza della Corte di Cassazione ha disposto che l’indennità di accompagnamento spetti di diritto alle persone malate di cancro che sono sottoposte a chemioterapia o ad altre terapie in regime di day hospital e che non possono recarsi da sole in ospedale.

Una ordinanza più recente della Cassazione (del 2019) dispone:

«In conformità con quanto previsto dall’art. 1 della legge 18/1980, nel caso in cui un soggetto invalido al 100% si sottoponga a diversi cicli di chemioterapia che determinino effetti collaterali, questi ha diritto a percepire l’indennità di accompagnamento per il periodo in cui si trova costretto a sottoporsi alle cure».

Accompagnamento malati di cancro: effetti collaterali

L’accompagnamento spetta dunque ai pazienti che si sottopongono alla chemioterapia anche per cicli brevi ma che subiscono effetti collaterali che causano disagi tali da comportare la necessità di una assistenza per compiere gli atti ordinari della vita.

L’indennità viene riconosciuta sia durante la chemioterapia sia nella fase di stato avanzato del tumore.

Accompagnamento malati di cancro: procedura

Vediamo qual è la procedura per ottenere l’indennità di accompagnamento. Le domande devono essere presentate all’Inps per via telematica, anche in modo contestuale con la richiesta di riconoscimento dello stato di invalidità o handicap.

La certificazione medica digitale che precede e accompagna la domanda per l’indennità di accompagnamento deve attestare che «la persona è impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore». Oppure, «che la persona necessita d’assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita», o ancora, per i malati di età superiore ai 65 anni, «che la persona ha difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età».

Accompagnamento malati di cancro: invalidità

Le percentuali di invalidità riconosciute per i malati di cancro oscillano da un minimo dell’11% a un massimo del 100%. Dipende dalla condizione clinica della persona affetta da una patologia oncologica:

  • 11 per cento: prognosi favorevole e modesta compromissione funzionale,
  • 70 per cento: prognosi favorevole, ma grave compromissione funzionale,
  • 100 per cento: prognosi sfavorevole o infausta, nonostante l’asportazione del tumore.

È opportuno ricordare che per i malati di cancro è possibile avere diritto a un canale preferenziale per il riconoscimento dell’invalidità (su Thewam.net trovi una agile guida). Perché è comunque indispensabile il riconoscimento dell’invalidità totale.

Accompagnamento malati di cancro: conclusione

Per concludere. I pazienti che sono sottoposti a chemioterapia o radioterapia, quando sviluppano delle condizioni di non autosufficienza, possono chiedere e ottenere l’indennità di accompagnamento. L’Inps determinerà la durata del trattamento assistenziale e nel caso disporre la revoca del beneficio dopo una nuova visita disposta dalla Commissione medica.

In questi casi, comunque, è preferibile non attendere l’istituto di previdenza, ma agire subito (se non ci sono più i requisiti per l’accompagnamento). Ci sono infatti decine di migliaia di richieste di restituzione degli importi che sono state attivate dopo una visita di controllo inaspettata.

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