Che tipi di invalidità ci sono: categorie e agevolazioni

Che tipi di invalidità ci sono? In questo articolo scoprirai i diversi tipi di invalidità e le relative agevolazioni.
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9/12/22

Che tipi di invalidità ci sono? Visto che ne esistono di diversi tipi, a volte è facile confondersi. Per questo facciamo chiarezza sui tipi di invalidità e le agevolazioni collegate (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Che tipi di invalidità ci sono: invalidità, handicap e disabilità

Prima di addentrarci nelle categorie di invalidità, è necessario fare una distinzione tra invalidità civile, handicap e disabilità, che riportiamo di seguito.

Invalidità civile

L’invalidità civile si riferisce a una perdita parziale o totale della possibilità di svolgere un’attività lavorativa o le normali funzioni della vita quotidiana (per esempio mangiare, lavarsi, camminare), a causa di menomazioni o di un deficit psichico, fisico o intellettivo, dell’udito o della vista.

L’accertamento dell’invalidità civile, che è svolto dalle commissioni mediche, valuta la riduzione della capacità lavorativa tramite una percentuale residua. Tuttavia, ciò non vuol dire che la percentuale assegnata comporti l’impossibilità dell’inserimento lavorativo.

Non a caso, una delle agevolazioni delle persone invalide è l’iscrizione al collocamento mirato per accedere al mondo del lavoro.

Inoltre, come descritto nelle tabelle dell’invalidità civile, a seconda della percentuale e della categoria di appartenenza, si può avere diritto a diversi tipi di agevolazioni economiche. Infatti, si possono distinguere tre categorie di invalidità civile: invalidi civili, ciechi civili e sordi civili.

Handicap

Quando si parla di handicap si fa riferimento a una menomazione psichica, fisica o sensoriale che rende molto difficile alla persona disabile inserirsi nel contesto sociale.

I criteri di valutazione dell’invalidità civile e della situazione di handicap sono differenti e non correlati. Infatti, una bassa percentuale di invalidità non pregiudica il riconoscimento di un handicap grave e viceversa.

In breve, anche se non viene riconosciuto il 100% di invalidità a una persona, questa può avere un riconoscimento di handicap grave (Legge 104, art.3 comma 3) se la patologia causa delle difficoltà dal punto di vista della relazione e dell’inserimento sociale.

Inoltre, la condizione di handicap non dà accesso ad agevolazioni economiche, quanto ad agevolazioni di tipo lavorativo, per esempio i permessi lavorativi, destinati al lavoratore disabile e al familiare che lo assiste, e i congedi retribuiti di due anni, dei quali possono usufruire i familiari delle persone disabili gravi.

Disabilità

Con l’espressione “accertamento della condizione di disabilità” si intende l’accertamento specifico che serve ad agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro della persona interessata.

In particolare, in questo caso entra in gioco la legge 68/99, che prevede il collocamento mirato o obbligatorio del lavoratore disabile in aziende con almeno 15 dipendenti, seguendo specifiche indicazioni.

Per poter beneficiare del collocamento mirato è richiesto l’accertamento della disabilità (che si distingue dall’accertamento per l’invalidità civile e per handicap) e l’iscrizione alle liste speciali gestite, di solito, dai Centri per l’impiego.

L’articolo 1 (commi 4, 5 e 6 della Legge n. 68 del 1999) divide in tre grandi gruppi le categorie di lavoratori disabili, da sottoporre a questo accertamento:

  • gli invalidi civili, ciechi civili e sordi civili;
  • gli invalidi del lavoro (Inail);
  • gli invalidi di guerra e per causa di servizio.

Nei prossimi paragrafi vediamo nel dettaglio a chi corrispondono.

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Che tipi di invalidità ci sono: invalidi civili, ciechi e sordi

Rientrano in questa prima categoria, gli invalidi civili, ciechi e sordi civili. Inoltre, si considerano mutilati e invalidi civili tutti quei cittadini che sono affetti da minoranze congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi coloro che sono affetti da disabilità psichica.

L’accertamento per questa categoria di invalidi è effettuato dalle commissioni operanti presso le ASL o presso l’Inps per il riconoscimento dell’invalidità, nonché da un operatore sociale e un esperto nei casi da esaminare. Il verbale rilasciato è denominato relazione conclusiva.

Che tipi di invalidità ci sono: invalidi di guerra

Secondo il D.P.R. 915/78, sono considerati invalidi di guerra coloro che, prestando servizio militare per lo Stato, sono diventati invalidi di ottava categoria.

L’accertamento dell’invalidità spetta alla Segreteria delle Commissioni Mediche ASL, la quale ha il compito di trasmettere alla Commissione Medica Periferica tutta la documentazione necessaria. Il verbale di visita convalidato dalla Commissione viene trasmesso, insieme all’attestato di invalidità, direttamente all’interessato o al Patronato che lo assiste.

Che tipi di invalidità ci sono: invalidi del lavoro

Gli invalidi del lavoro sono tutti quei dipendenti di aziende private ai quali, a causa di un infortunio o una malattia legata all’attività lavorativa, viene riconosciuta un’invalidità superiore al 20%.

In questo caso il riconoscimento dell’invalidità è gestito dall’Inail della Provincia in cui è avvenuto l’infortunio.

Che tipi di invalidità ci sono: invalidi per servizio

Infine, rientrano tra gli invalidi per servizio i lavoratori dipendenti pubblici che a causa di un infortunio o di una malattia, riconducibile al lavoro svolto durante il servizio, siano rimasti invalidi con un’invalidità riconosciuta dall’ottava alla prima categoria.

Come per gli invalidi di guerra, l’invalidità per servizio viene accertata presso la Commissione Medica Periferica.

Che tipi di invalidità ci sono? Agevolazioni e categorie

Che tipi di invalidità ci sono: agevolazioni economiche

Come abbiamo anticipato, per le persone in età da lavoro, ossia tra i 18 e i 65 anni, la disabilità viene misurata in base alla capacità lavorativa, la quale a sua volta è rappresentata da una percentuale di invalidità. A seconda di questa percentuale, e quindi della maggiore o minore capacità lavorativa, l’INPS prevede una serie di prestazioni economiche e socio-sanitarie.

In particolare, queste prestazioni economiche sono:

  • l’assegno ordinario di invalidità: viene erogato su richiesta alle persone che hanno una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo (almeno al 67%) per una infermità fisica o mentale. Spetta ai lavoratori dipendenti privati, autonomi e iscritti alla gestione separata e prevede un requisito contributivo, oltre che sanitario;
  • la pensione di inabilità: è prevista quando l’infermità è così grave da non rendere possibile lo svolgimento dell’attività lavorativa, quindi ne hanno diritto le persone con invalidità civile al 100% e gli invalidi totali. Anche questa prevede un requisito contributivo;
  • l’indennità di accompagnamento: viene erogata a invalidi totali e mutilati per i quali è stata accertata l’impossibilità di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita (lavarsi, vestirsi, mangiare). Non è compatibile con prestazioni concesse per cause di servizio, lavoro o guerra e viene sospesa in caso di ricovero della persona disabile in una struttura sanitaria a carico dello Stato;
  • l’assegno mensile di assistenza: spetta alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni che abbiano un’invalidità superiore al 74% e che siano iscritte ai Centri per l’Impiego e in situazione di bisogno economico;
  • l’indennità di frequenza: destinata ai disabili in età evolutiva per agevolare l’inserimento scolastico, ne hanno diritto in particolare i disabili ipoacusici e coloro che non sono capaci di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età;
  • l’indennità di comunicazione: ne hanno diritto le persone a cui è stata riconosciuta la condizione di sordità;
  • la pensione per ciechi civili: viene erogata a chi ha avuto il riconoscimento di cecità assoluta.

Che tipi di invalidità ci sono: agevolazioni sul lavoro

Anche dal punto di vista lavorativo sono previste diverse agevolazioni, le quali sono destinate alle cosiddette categorie protette.

Tra queste agevolazioni rientrano in particolare:

  • permesso retribuito di 2 ore al giorno per chi ha un figlio o figlia disabile fino a 3 anni;
  • permesso retribuito di 3 giorni al mese per chi ha figli disabili anche maggiorenni;
  • congedo parentale prolungato per un familiare che assiste un disabile grave e non autosufficiente;
  • congedo retribuito di massimo 2 anni per chi assiste un familiare disabile o non autosufficiente;
  • precedenza nell’assegnazione della sede di lavoro;
  • pensione anticipata del lavoratore disabile o di chi lo assiste, con specifiche condizioni.

Che tipi di invalidità ci sono: agevolazioni fiscali

Lo scopo delle agevolazioni fiscali, aggiornati ulteriormente nella Legge di Bilancio 2022, è di supportare le persone disabili o i loro familiari nell’acqusito di veicoli, sussidi tecnici e informatici, mezzi di ausilio e in altri tipi di spese sanitarie.

Queste riguardano principalmente:

  • l’acquisto di un’auto: Iva agevolata al 4%, detrazione Irpef al 19% su acquisto e adattamento, esenzione dal pagamento del bollo auto, esenzione dall’imposta di trascrizione sul passaggio di proprietà;
  • le spese sanitarie: possibilità di dedurre dal reddito complessivo l’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica;
  • per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spetta una speciale detrazione dall’Irpef che varia in base al reddito;
  • detrazione del 19% per spese di vario genere, tra cui sussidi tecnici e informatici, mezzi per la deambulazione, assistenza personale, interpretariato per sordi e altri.

Che tipi di invalidità ci sono: agevolazioni sanitarie

Oltre alla detrazione per le spese e gli ausilii medici, alcune categorie di invalidi hanno anche diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

Nello specifico, sono esenti:

  • gli invalidi di guerra;
  • gli invalidi e grandi invalidi del lavoro;
  • gli invalidi per servizio;
  • gli invalidi civili al 100%;
  • invalidi minorenni con indennità di frequenza;
  • i sordi;
  • i ciechi assoluti o parziali;
  • gli infortunati sul lavoro o affetti da malattie professionali.

Infine, a tutte le agevolazioni elencate si aggiungono anche i benefici per internet e telefono, il diritto al contrassegno invalidi e le agevolazioni per le strutture turistiche.

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