Invalidità civile al 100%, è possibile lavorare?

Invalidità civile al 100%, è possibile lavorare? Ecco quando un invalido totale può svolgere un'attività lavorativa.
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25/05/2022

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Ma per comprendere in pieno come funziona la dinamica dell’invalidità e del lavoro, è importante ricordare che le invalidità sono di diverso tipo.

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Invalidità civile al 100%: specifica o generica

Può essere specifica (riduzione della capacità rispetto a un determinato lavoro) o generica. Ma può anche non essere in relazione a una attività lavorativa, come nel caso dei minori o delle persone che hanno più di 67 anni (in questo caso la valutazione dell’invalidità è rispetto alla capacità di svolgere le funzioni e i compiti propri dell’età).

Leggi quando le persone con disabilità totale possono guidare e quando è previsto il pagamento del bonus 200 euro agli invalidi civili.

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Invalidità civile al 100%: non autosufficiente

L’invalido può anche essere dichiarato non autosufficiente e quindi incapace di svolgere le attività della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, mangiare e così via) senza l’aiuto costante di un’altra persona.

Senza dimenticare la differenza che intercorre tra invalidità e l’handicap, descritta dal sito TheWam.net, che è invece una condizione di svantaggio sociale causata dall’infermità o dalla menomazione. Per i portatori di handicap uno dei riferimenti è la Legge 104.

Invalidità civile al 100%, è possibile lavorare? Il limite di reddito

Questa premessa per entrare in argomento e rispondere subito alla domanda iniziale: un persona invalida civile al 100% può lavorare.

Ora, l’invalido civile ha una riduzione della capacità di lavoro generica e non specifica. Per cui è possibile svolgere delle attività lavorative che sono adeguate anche al tipo di menomazione.

C’è solo un limite ed è quello del reddito personale: non deve mai superare la soglia dei 17.050,42 euro l’anno per non perdere il diritto alla pensione di inabilità civile.

Per il calcolo del reddito rientrano tutti quelli soggetti all’imposta Irpef.

Invalidità civile al 100%, è possibile lavorare? Inabile totale

Sulla questione dell’invalidità civile al 100% e il lavoro, s’è creata una certa confusione anche perché è facile sovrapporre misure diverse.

Un esempio. Se abbiamo stabilito che l’invalido civile al 100% può continuare a lavorare, è anche vero che il lavoratore giudicato inabile in modo permanente a svolgere qualsiasi attività (per il quale l’invalidità è comunque al 100%) e riceve quindi anche una pensione (che è previdenziale, perché prevede almeno 5 anni di contributi versati), non può continuare a lavorare.

Tra i requisiti infatti, viene anche chiesta la cancellazione dagli albi e dagli elenchi professionali.

In questo caso (con la pensione di inabilità lavorativa), la persona con invalidità riceve un importo che può già essere adeguato per una esistenza dignitosa. Cosa che non accade invece per chi ha la pensione di invalidità civile (che è invece una misura assistenziale).

Nel caso della pensione di inabilità lavorativa, l’anzianità contributiva viene incrementata (contributi figurativi) da quando è scattata la pensione e fino ai 60 anni di età (con il limite massimo di 40 anni di contribuzione).

Invalidità civile al 100%: accompagnamento

Senza contare che la pensione di inabilità permanente e assoluta viene anche aumentata al milione ed è compatibile (con determinati limiti di reddito) anche con la pensione per l’invalidità civile.

Ma non solo, i titolari della pensione di inabilità possono anche ricevere, su richiesta, l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa.

Viene concessa (si tratta di 547,75 euro mensili per il 2022) a chi si trova nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o ha bisogno di un assistenza continua perché non più in grado di compiere da solo gli atti quotidiani della vita.

In questo caso, comunque, l’assegno non spetta in caso di ricovero in un istituto se la retta è a carico dello Stato o di altri enti pubblici.

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