Legge 104 art 3 comma 3 minorenni

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: qual è la procedura di riconoscimento dell'handicap e quali agevolazioni spettano ai genitori che lo assistono?
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24/9/23

In questo approfondimento parleremo di Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: quali sono le agevolazioni previste? (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Legge 104: il riconoscimento dell’handicap

Il riconoscimento dell’handicap segue una procedura uguale tanto per gli adulti quanto per i minorenni.

Tutto inizia dalla visita presso un pediatra per il rilascio del certificato medico introduttivo, propedeutico alla domanda per la Legge 104.

Il certificato attesta la patologia invalidante del paziente minorenne e consente a chi ne fa le veci di presentare domanda di riconoscimento per i benefici previsti dalla legge.

Una volta presentata la domanda (telematicamente o tramite patronati), il minorenne verrà sottoposto a visita di controllo, tenuta da una commissione medico legale integrata da un medico dell’INPS, nella data e nel luogo comunicati dall’ente previdenziale alla famiglia dell’interessato.

Successivamente, nel caso in cui sia stata riscontrata una menomazione (o più menomazioni) che dà diritto allo status di handicap, la commissione medica emetterà un verbale di riconoscimento, nel quale viene indicato il tipo di patologia e la relativa gravità.

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Legge 104: grave o non grave?

L’handicap può essere senza connotazione di gravità (Legge 104, articolo 3, comma 1) o con connotazione di gravità (Legge 104, articolo 3, comma 3). In questo approfondimento ci concentreremo sull’handicap grave.

Legge 104: cos’è l’handicap con connotazione di gravità?

Per la Legge 104 del 1992, il disabile è colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che causa difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, tale da determinare uno svantaggio sociale o l’emarginazione.

Quando è riconosciuto un handicap con connotazione di gravità, significa che il minorenne, quasi certamente, non è autosufficiente, ovvero è impossibilitato a deambulare correttamente o a svolgere atti di vita quotidiana (mangiare, lavarsi, vestirsi), senza l’aiuto permanente e continuativo di un genitore o di un familiare.

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: agevolazioni

Per venire incontro soprattutto al caregiver (l’assistente del minorenne disabile), la Legge 104 prevede alcuni benefici fiscali (l’IVA agevolata sull’acquisto di veicoli o prodotti destinati a migliorare la vita del disabile; la detrazione IRPEF del 19% sulle spese effettuate) principalmente rivolti alla sfera lavorativa.

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: permessi e congedo

Parliamo dei permessi lavorativi retribuiti e del congedo straordinario, nonché del diritto, per il lavoratore dipendente, di lavorare in una sede vicina al domicilio in cui abita il minorenne disabile.

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: fino ai 3 anni di età

Fino a quando il figlio o la figlia con handicap grave non compie 3 anni, il padre lavoratore o la madre lavoratrice hanno diritto al:

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: dopo il terzo anno di vita

Dopo il terzo anno di vita del figlio o della figlia con handicap grave, i genitori hanno diritto a:

  • 3 giorni di permesso mensile retribuito.

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni ricoverati in ospedale

La Legge 104 non consente ai familiari della persona disabile di fruire di permessi lavorativi, qualora il disabile sia ricoverato in una struttura a tempo pieno.

La normativa, però, prevede delle eccezioni.

I genitori di minori con Legge 104 hanno diritto a chiedere i permessi lavorativi anche in caso di ricovero se:

  • il figlio o la figlia si trovi in coma vigile e/o in situazione terminale;
  • il figlio o la figlia sia un minore per il quale risulti documentato il bisogno di assistenza da parte di un familiare;
  • il figlio o la figlia debba uscire dalla struttura per effettuare visite e terapie, interrompendo così il ricovero e determinando il necessario affidamento all’assistenza dei genitori o familiari.

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: la scelta della sede di lavoro

Oltre ai permessi lavorativi retribuiti e al congedo straordinario (pari a 2 anni di assenza da lavoro, in tutta la vita lavorativa del dipendente), un altro diritto riservato ai genitori o familiari conviventi di persone con disabilità grave è la possibilità di scelta della sede lavorativa più vicina al domicilio dell’assistito e la possibilità di rifiutare il trasferimento presso un’altra sede, senza consenso.

La possibilità di scelta, però, non è un diritto assoluto, ma è condizionato alle esigenze del datore di lavoro, in termini di produttività, organizzazione lavorativa e conseguenze economiche.

Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni
Legge 104 art 3 comma 3 e minorenni: in foto una bambina impegnata a colorare.

Faq sulla Legge 104

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

Cosa dice la Legge 104 riguardo l’assistenza fuori regione?

Se un lavoratore deve assistere un familiare con disabilità grave che vive in un’altra regione o a più di 150 chilometri di distanza, deve presentare una documentazione valida al suo datore di lavoro. Questa norma viene regolamentata dal decreto legislativo numero 119 del 2011 che ha modificato l’articolo 33 della Legge 104 del 1992.

Quante persone si possono assistere con Legge 104?

Più persone aventi diritto possono alternarsi nell’utilizzo dei permessi previsti dalla Legge 104 per fornire assistenza alla stessa persona con grave disabilità. Inoltre, i congedi straordinari saranno concessi anche ai conviventi di fatto.

È possibile ritagliare del tempo per se stessi durante la giornata di fruizione di un permesso con la Legge 104?

Assistere una persona non autosufficiente può essere impegnativo sia fisicamente che psicologicamente. Quindi, non è considerato un illecito ritagliare del tempo per riposarsi durante la fruizione del permesso. Tuttavia, il tempo di riposo dovrebbe costituire la parte minore della giornata dedicata al portatore di handicap.

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