Collocamento mirato persone disabili psichiche

Le persone con disabilità psichica possono essere assunte sia da enti pubblici che da privati. Vediamo in cosa consiste il collocamento mirato per persone disabili psichiche.
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25/9/23

Qual è la procedura prevista l’assunzione delle persone con disabilità? In cosa consiste il collocamento mirato per persone disabili psichiche? (scopri le ultime notizie su categorie protetteLegge 104diritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Cos’è il collocamento mirato per persone disabili psichiche

Le persone a cui è stata riconosciuta un’invalidità psichica, così come altre categorie di disabili (qui parliamo di quali sono le categorie protette) hanno diritto ad accedere al collocamento mirato per persone disabili psichiche.

Il collocamento mirato Legge 68/1999 è un insieme di strumenti e procedure volti alla promozione e al sostegno dell’inserimento lavorativo di persone disabili.

L’articolo 9 della Legge 68/99 indica le richieste di avviamento con le quali “i datori di lavoro devono presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione entro sessanta giorni dal momento in cui sono obbligati all’assunzione dei lavoratori disabili”.

Nello stesso art. 9, il comma 4 prevede che “i disabili psichici vengono avviati su richiesta nominativa mediante le convenzioni di cui all’art. 11“.

In questo articolo spieghiamo quando si ha una disabilità intellettiva e quali sono i diritti per chi ha un ritardo mentale e disabilità cognitiva.

Le convenzioni

Convenzioni tra datore di lavoro ed enti competenti

Sempre l’articolo 9 della Legge 68/99 prevede che al fine di favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, gli uffici competenti, possono stipulare con il datore di lavoro delle convenzioni, comprensive di un programma che mira al conseguimento degli obiettivi occupazionali dei lavoratori con disabilità.

Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna a effettuare.

Tra le modalità che possono essere convenute, vi sono anche la facoltà:

  • della scelta nominativa;
  • dello lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento;
  • dello svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l’esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetta la persona con disabilità psichica, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro.

La convenzione, inoltre, può essere stipulata anche con datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della Legge 68/99.

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Convenzioni con cooperative sociali e organizzazioni di volontariato

Gli uffici competenti promuovono e attuano ogni iniziativa utile a favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, anche attraverso convenzioni con le cooperative sociali, con i consorzi nonché con le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali o con altri soggetti pubblici e privati idonei a contribuire alla realizzazione degli obiettivi di inserimento lavorativo.

Si possono inoltre proporre deroghe ai limiti di età e di durata dei contratti di formazione-lavoro e di apprendistato, ma queste devono essere giustificate da specifici progetti di inserimento mirato.

Categorie protette e licenziamento per inidoneità: quando è possibile e quando, invece, è illegittimo? Scopriamolo in questo approfondimento.

Cosa devono prevedere le convenzioni

Le convenzioni di integrazione lavorativa devono:

  • indicare dettagliatamente le mansioni attribuite al lavoratore con disabilità psichica e le modalità del loro svolgimento;
  • prevedere le forme di sostegno, di consulenza e di tutoraggio da parte degli appositi servizi regionali o dei centri di orientamento professionale al fine di favorire l’adattamento al lavoro;
  • prevedere verifiche periodiche sull’andamento del percorso formativo inerente la convenzione di integrazione lavorativa, da parte degli enti pubblici incaricati delle attività di sorveglianza e controllo.

Le categorie protette hanno agevolazioni per l’inserimento lavorativo nelle aziende private e pubbliche. Vediamo nel dettaglio quanti posti per le categorie protette nei concorsi pubblici e in base a cosa vengono calcolati i posti riservati.

Chi sono gli uffici coinvolti

Nell’applicazione della Legge 68/99 vengono coinvolti più uffici individuati dalle singole Regioni:

  • servizi sociali;
  • servizi sanitari;
  • servizi educativi e formativi.

Questi apparati burocratici si occupano, fra le altre funzioni, di:

  • rilasciare autorizzazioni;
  • elaborare le liste;
  • rilasciare gli esoneri e le compensazioni territoriali;
  • stipulare delle convenzioni per il collocamento mirato.

Scopri il processo nel dettaglio a riguardo di come iscriversi al Centro per l’impiego per categorie protette e usufruire delle agevolazioni per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Gli incentivi ai datori di lavoro

Secondo quanto previsto dall’art. 13, comma 1-bis della Legge n. 68/99, ai datori di lavoro che assumano a tempo indeterminato o con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi, un lavoratore con disabilità intellettiva e psichica, che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, per un periodo di 60 mesi o per l’intera durata del contratto a tempo determinato, spetta un incentivo in misura pari al 70 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali.

Quando non c’è il collocamento obbligatorio? Ecco i casi in cui è possibile, per il datore di lavoro, essere esonerato dall’assunzione di un lavoratore con disabilità.

Obblighi delle aziende

I datori di lavoro pubblici o privati devono garantire l’assunzione di un certo numero di lavoratori con disabilità. La cifra dipende dai dipendenti assunti nell’azienda:

  • 7% dei lavoratori occupati, se ci sono più di 50 dipendenti;
  • 2 lavoratori, se ci sono tra 36 e 50 dipendenti;
  • lavoratore, se ci sono tra 15 e 35 dipendenti.

Per aziende con meno di 15 dipendenti non c’è l’obbligo di assumere un lavoratore dalle liste di categorie protette.

Ecco la guida ai concorsi per categorie protette: dove sono pubblicati i concorsi pubblici, come partecipare, quali requisiti bisogna avere, quali tutele e diritti sono previsti.

Come iscriversi al collocamento mirato

Ecco la procedura da seguire per iscriverti alle liste di collocamento mirato:

  • innanzitutto, devi avere il certificato di invalidità dell’INPS. Una volta ricevuto questo certificato, che dovrebbe arrivarti per posta dopo un mese dalla visita medica INPS, devi recarti presso il Centro per l’Impiego della tua zona (precisamente all’Ufficio Servizi per l’Inserimento Mirato). Qui puoi leggere come richiedere l’invalidità e il relativo certificato all’INPS;
  • l’ufficio ti fa un colloquio per raccogliere tutte le informazioni utili alle tue esperienze lavorative;
  • l’apposita commissione integrata redige una relazione finale, ti convoca per parlarti del percorso da intraprendere;

il Cento per l’impiego infine, anche sulla base della relazione della commissione, redige insieme a te il progetto di inserimento lavorativo e infine ti iscrive nella graduatoria unica.

Ripercorriamo tutta la procedura da seguire e che porta dal riconoscimento della disabilità alla possibilità di essere inseriti nelle liste del collocamento mirato, in modo da capire quanto tempo ci vuole per essere riconosciuti categorie protette.

Documenti per iscrizione

Per iscriverti alle liste di collocamento mirato quindi, devi portare al Centro per l’impiego i seguenti documenti:

  • documento d’identità; se sei straniero extracomunitario devi portare il permesso di soggiorno;
  • codice fiscale;

Graduatoria

La posizione in graduatoria dipende, oltre che dall’invalidità, anche dalle seguenti tue condizioni:

  • anzianità di iscrizione alla graduatoria;
  • carico familiare;
  • locomozione problematica;
  • situazione economica;
  • ulteriori eventuali elementi utili individuati dalle Regioni.

Chi ha la precedenza nei concorsi? Vediamo insieme cosa sono i titoli di preferenza e quali sono le differenze con le riserve dei posti per categorie protette.

Collocamento mirato per persone disabili psichiche
Collocamento mirato persone disabili psichiche

Collocamento mirato per persone disabili psichiche in breve

Il collocamento mirato per persone con disabilità psichica consiste in un insieme di strumenti e procedure volti a favorire l’inserimento lavorativo di queste persone.

Secondo la Legge 68/1999, i datori di lavoro devono presentare una richiesta di assunzione entro sessanta giorni dall’obbligo di assumere lavoratori disabili.

I disabili psichici vengono avviati su richiesta nominativa tramite convenzioni. È possibile stipulare convenzioni con datori di lavoro che non sono obbligati all’assunzione ai sensi della Legge 68/99.

Gli uffici competenti possono anche stipulare convenzioni con cooperative sociali, organizzazioni di volontariato e altri soggetti pubblici o privati per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

Le convenzioni devono prevedere dettagli sulle mansioni, forme di sostegno e tutoraggio, nonché verifiche periodiche sull’andamento del percorso formativo.

I datori di lavoro che assumono lavoratori con disabilità possono beneficiare di incentivi finanziari.

Gli obblighi delle aziende variano a seconda del numero di dipendenti.

Per iscriversi al collocamento mirato, è necessario avere il certificato di invalidità dell’INPS e seguire una procedura presso il Centro per l’Impiego.

La posizione nelle graduatorie dipende dall’anzianità di iscrizione, dal carico familiare, dalla situazione economica e da altri elementi definiti dalle Regioni.

I documenti necessari per l’iscrizione includono il documento d’identità, il codice fiscale e il certificato INPS che attesta la percentuale di invalidità.

FAQ (domande e risposte)

Cos’è la disabilità psichica?

La disabilità psichica è una condizione che riguarda il funzionamento mentale di una persona. Si manifesta attraverso difficoltà nell’apprendimento, nella comunicazione e nelle relazioni sociali. Le persone con disabilità psichica possono avere problemi nel comprendere e nel gestire le informazioni, nell’organizzazione delle attività quotidiane e nella gestione delle emozioni.

Una persona con disabilità psichica può trovare lavoro anche senza Legge 68/1999?

Sì, una persona con disabilità psichica può trovare lavoro anche senza l’applicazione della Legge 68/1999. La Legge 68/1999, nota anche come Legge sul collocamento mirato, prevede una serie di misure a sostegno dell’occupazione delle persone con disabilità, inclusa la disabilità psichica. Tuttavia, esistono anche altre leggi e normative che tutelano le persone con disabilità e promuovono l’inclusione lavorativa. Inoltre, molte aziende sono sensibili all’importanza della diversità e dell’inclusione e potrebbero offrire opportunità lavorative a persone con disabilità psichica anche in assenza di obblighi specifici. In questo articolo ti mostriamo come compilare un cv per categorie protette. Consigli ed esempi per un “primo biglietto da visita” ben scritto.

Posso essere licenziato se sono assunto tramite collocamento mirato?

È importante ricordare che il licenziamento di una persona disabile dovrebbe essere basato su ragioni legittime, come la riduzione del personale o il mancato adempimento degli obblighi lavorativi. Il collocamento mirato non dovrebbe essere motivo di licenziamento discriminatorio.

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