Prestazioni invalidi con reddito da lavoro: quando si può

Prestazioni per l'invalidità e reddito da lavoro: chi è titolare di una delle prestazioni può regolarmente lavorare? Scoprilo in questo approfondimento.
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03/02/2023

Prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro: con quali è possibile lavorare? Ne parliamo in questo approfondimento (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro: elenco

In questo articolo vi parliamo di prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro.

Prima di entrare nello specifico, se è possibile lavorare pur essendo titolari di una prestazione per l’invalidità, vediamo insieme l’elenco dei trattamenti, con i limiti reddituali e gli importi aggiornati al 2023:

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PrestazioneRequisitiLimiti di redditoImporto dell’assegno
Pensione di invalidità civile (o inabilità)– Riconoscimento inabilità lavorativa totale (100%)
– Età compresa tra 18 e 67 anni
17.920,00 euro313,89 euro
Assegno mensile invalidi civili parziali– Riconoscimento invalidità con percentuale tra il 74% e il 99%
– Età compresa tra i 18 e i 67 anni
5.391,88 euro313,89 euro
Pensione ciechi civili assoluti– Riconoscimento di totale mancanza della vista in entrambi gli occhi
– Può essere richiesta dal 18° anno di età in poi
17.920,00 euro– Ciechi civili assoluti non ricoverati: 339,46 euro
– Ciechi civili assoluti ricoverati: 313,91 euro
Indennità di accompagnamento per ciechi civili assoluti (ricoverati o non ricoverati)– Riconoscimento di totale mancanza della vista in entrambi gli occhi
Nessun limite di età
Nessuno959,21 euro (ricoverati o non ricoverati)
Pensione ciechi civili parziali– Riconoscimento di un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi con gli occhi con eventuale correzione (ciechi ventesimisti)
– nessun limite di età
17.920,00 euro313,91 euro (sia ricoverati che non)
Indennità speciale per ciechi civili parziali– Riconoscimento di un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi con gli occhi con eventuale correzione (ciechi ventesimisti)
– Nessun limite di età
Nessuno217,64 euro
Pensione ai sordi– Riconoscimento di sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva, che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non si di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, lavoro o servizio
– Età compresa tra 18 e 67 anni
17.920,00 euro308,04 euro
Indennità di comunicazione per sordomuti– Riconoscimento di una sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva (il periodo dell’età evolutiva si conclude col compimento del 12° anno di età)
– Nessun limite di età
Nessuno527,16 euro
Indennità di accompagnamento– Accertamento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o incapacità di compiere gli atti della vita quotidiana
– Nessun limite di età
Nessuno527,16 euro
Indennità di frequenza– Riconoscimento di ipoacusia o difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età
– età tra 0 e 18 anni

5.391,88 euro
313,91 euro
Indennità per Talassemia Major e Drepanocitosi– Lavoratore dipendente, autonomo o libero professionista affetto da talassemia major (morbo di Cooley) o drepanocitosi (anemia falciforme)
– Età superiore a 35 anni
– Anzianità contributiva di almeno 10 anni
Nessuno515,58 euro
Prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro: elenco completo

Possiamo dirvi che ad esclusione della pensione di inabilità lavorativa, che l’INPS riconosce ai lavoratori inabili totali, con almeno 5 anni di contributi versati di cui 3 negli ultimi 5 anni di vita, tutte le altre prestazioni di invalidità sono compatibili con il lavoro.

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Prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro: è possibile?

Dopo aver visto l’elenco completo delle prestazioni per l’invalidità e avervi anticipato che praticamente tutte le prestazioni sono compatibili con lo svolgimento di un’attività lavorativa, passiamo in esame le prestazioni per l’invalidità e redditi da lavoro.

Chi percepisce l’assegno mensile di assistenza fino al 2007 non poteva svolgere alcuna attività lavorativa. Dal 2008 il paletto è stato eliminato, ma è necessario, per continuare a godere della prestazione assistenziale, non superare il reddito di 7.500 euro l’anno, per lavoro dipendente, o 4.500 euro annui per lavoro autonomo.

Anche la pensione di invalidità civile non preclude l’inserimento lavorativo della persona invalida al 100%. Stesso discorso per l’indennità di accompagnamento, che seppure erogata ai soggetti invalidi totali e non autosufficienti, è comunque compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Non ci sono divieti neppure per i ciechi assoluti titolari dell’indennità a loro riconosciuta: l’invalidità non è incompatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Lo stesso dicasi per i sordi.

Può lavorare anche chi prende l’indennità per Talassemia Major e chi soffre di Drepanocitosi.

Anche chi percepisce l’Assegno ordinario di invalidità, che l’INPS eroga ai cittadini con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa pari ad almeno due terzi (il 66% di invalidità).

L’Assegno, così come la pensione di inabilità lavorativa, a differenza delle altre prestazioni assistenziali erogate soltanto rispettando requisiti sanitari e reddituali, spetta a chi ha versato almeno 5 anni di contributi, di cui 3 anni negli ultimi 5 anni prima della presentazione della domanda.

Ma a differenza dell’Assegno ordinario di invalidità, la pensione di inabilità lavorativa, essendo erogata a chi è stato riconosciuto inabile totale al lavoro (100%) non è assolutamente compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Prestazioni per l'invalidità e reddito da lavoro
Prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro: nella foto quattro mani reggono quattro braccia, di diverso colore.

Prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro: requisiti e importi

Prestazioni per l’invalidità e reddito da lavoro. Una volta visto se sussiste la compatibilità tra una prestazione assistenziale legata all’invalidità e lo svolgimento di un’attività lavorativa, vediamo insieme quali sono i requisiti per poterle ricevere.

La pensione di invalidità civile è riconosciuta a chi ha un’inabilità lavorativa totale e permanente, con un’età compresa tra i 18 e i 67 anni. L’importo della prestazione è di 313,89 euro al mese, per 13 mensilità. Viene riconosciuta se il reddito non è superiore a 17.920 euro l’anno.

Agli invalidi totali non autosufficienti, ovvero impossibilitati a deambulare senza accompagnatore o a svolgere atti quotidiani di vita senza l’aiuto di un assistente spetta un’indennità di accompagnamento, a prescindere dall’età anagrafica e dal reddito, pari a 527,16 euro al mese, per 12 mensilità.

L’assegno mensile di assistenza, invece, spetta con il riconoscimento di una percentuale di invalidità compresa tra il 74 e il 99%. L’importo della prestazione è di 313,89 euro per 13 mensilità. Viene riconosciuta se il reddito è inferiore a 5.391,88 euro annui.

Se a essere invalido è un minore, con un reddito inferiore a 5.391,88 euro annui, viene riconosciuta l’indennità di frequenza dal valore di 313,91 euro al mese.

Tra le pensioni di invalidità troviamo la pensione per ciechi civili assoluti (totale mancanza della vista in entrambi gli occhi). Può essere richiesta al compimento dei 18 anni di età e con un reddito inferiore a 17.920 euro annui. L’importo della prestazione varia dai 313,91 euro (ricoverati) ai 339.46 euro (non ricoverati).

Ai ciechi assoluti, se non autosufficienti, spetta anche un’indennità di 959,21 euro al mese, a prescindere dall’età anagrafica, dal reddito e dall’essere o meno ricoverati in ospedali o altre strutture.

Ai ciechi civili parziali, ovvero a coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione (ciechi ventesimisti) spetta una pensione di 313,91 euro, se il reddito è inferiore a 17.920 euro l’anno.

A loro spetta anche un’indennità speciale pari a 217,64 euro, a prescindere dall’età anagrafica, dal reddito e dall’essere o meno ricoverati.

Passando alle persone sorde, a loro è riconosciuta una pensione di 308,40 euro al mese, se il reddito è inferiore a 17.920 euro l’anno.

La prestazione spetta a un’età compresa tra i 18 e i 67 anni, se il riconoscimento di sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva, che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non si di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, lavoro o servizio.

Infine, l’INPS riconosce una indennità anche a chi soffre di Talassemia Major (morbo di Cooley) e Drepanocitosi (anemia falciforme). La prestazione spetta con un’età superiore a 35 anni, se il lavoratore dipendente, autonomo o libero professionista ha maturato almeno 10 anni di contributi. L’importo dell’indennità è di 515,58 euro, non esistono limiti reddituali.

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