Come richiedere gli arretrati dell’accompagnamento

Arretrati dell'accompagnamento: scopri se ti spettano, come vengono calcolati e come presentare domanda all'Inps se ancora non li hai ottenuti.
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02/09/2022

Arretrati dell’accompagnamento. L’indennità di accompagnamento può essere richiesta dai disabili non autosufficienti che già percepiscono pensione di invalidità, e il suo importo può variare annualmente a causa della rivalutazione, così come succederà a gennaio 2023. Al di là dell’importo da corrispondere, l’Inps spesso non rispetta i tempi di prima erogazione del sussidio dopo la domanda e il riconoscimento della condizione di non auto-sufficienza. Per questo motivo, chi ne ha diritto finisce per accumulare arretrati, che l’Inps deve rimborsare. Vediamo quando e come in questo approfondimento. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Arretrati dell’accompagnamento: a chi spetta l’indennità

Arretrati dell’accompagnamento. L’indennità di accompagnamento viene riconosciuta alle persone che presentano una condizione d’invalidità del 100% e che necessitano di assistenza continua perché non sono in grado di deambulare autonomamente o non sono autonomi nelle normali attività della vita quotidiana, come stabilito dalla legge 18/1980, dalla legge 508/1988 e dal Dlgs 509/1988.

L’indennità consiste in una prestazione economica che viene concessa con lo scopo di incentivare l’assistenza domiciliare dell’invalido, evitandone così il ricovero ospedaliero.

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Nello stesso tempo, sostiene il nucleo familiare, incoraggiandolo a prendersi cura e ad assistere la persona disabile totale, evitando il ricovero in istituti di cura e assistenza, con relativa diminuzione della spesa sociale.

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In questo modo, lo stato si solleva anche da un onere più gravoso di quello derivante dalla corresponsione dell’indennità. Il fatto che uno dei motivi per cui si riconosce l’indennità sia quello di evitare il ricovero, spiega perché il sostegno economico viene interrotto nel momento in cui l’invalido viene ricoverato per un lungo periodo in una struttura pubblica.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa e può essere concessa anche ai malati terminali (Corte di Cassazione, sentenze n. 7179/2023, n. 10212/2004, n. 1268/2005).

Prima di vedere quando spettano gli arretrati indennità di accompagnamento, vediamo come farne domanda.

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Arretrati dell’accompagnamento: come fare domanda per l’indennità

Arretrati dell’accompagnamento. L’indennità di accompagnamento viene concessa previa domanda e dopo aver ottenuto il riconoscimento della non autosufficienza da parte della commissione medica dell’Asl integrata da un medico dell’Inps.

La domanda va presentata direttamente all’Inps per via telematica, accedendo al suo sito web con l’utilizzo di credenziali: SPID, CIE o CNS.

Una volta inoltrata la domanda, verrai convocato a visita dall’Inps nel giorno e nell’ora concordati. La commissione medica, per riconoscerti il diritto dell’accompagnamento, deve certificare:

  • l’inabilità totale e permanente (100%);
  • l’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • l’impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;
  • la presenza di altri requisiti amministrativi, ovvero:
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione).

Se ti è stata riconosciuta la non autosufficienza, sul certificato del medico legale comparirà una di queste scritte:

  • La persona è impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”;
  • La persona non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua”.

Da questo momento in poi, quindi, vieni riconosciuto ufficialmente invalido totale al 100% mutilato o non autosufficiente e con necessità di accompagnamento.

L’Inps, a questo punto, entro 30 giorni deve predisporre il primo pagamento dell’indennità e il pagamento arretrati indennità di accompagnamento in un unico rimborso, a partire dal momento in cui hai fatto domanda per il riconoscimento.

Tuttavia, a causa della grande mole di lavoro, spesso i tempi non sono rispettati e si accumulano arretrati di cui hai diritto al rimborso.

Prima di approfondire questo aspetto, vediamo qual è l’importo dell’indennità di accompagnamento.

Lo sapevi che a causa di un errore del governo sulla trasparenza dei contratti, i disabili rischiano il licenziamento con la 104? Ti spieghiamo tutto in questo articolo.

Come richiedere gli arretrati dell’accompagnamento

Arretrati dell’accompagnamento: importo del sostegno

Arretrati dell’accompagnamento. L’indennità di accompagnamento è erogata per 12 mensilità e l’importo non è vincolato da limiti di reddito né è reversibile e per il 2022 è pari a 525,17 euro mensili.

Da gennaio 2003, l’importo dell’indennità di accompagnamento così come quello di tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali, subiranno un aumento pari a circa l’8% a causa della rivalutazione dovuta alla forte inflazione del 2022. L’importo dovrebbe quindi aumentare a circa 42 euro in più.

L’indennità, come ti abbiamo detto, viene interrotta in caso di ricovero ospedaliero, per i motivi di cui ti abbiamo parlato. In ogni caso, entro il 31 marzo di ogni anno, sei tenuto a dichiarare, sotto la tua propria responsabilità, di non essere ricoverato in un istituto a titolo gratuito.

Insieme all’indennità di accompagnamento, spettano anche l’esenzione dal ticket per farmaci e prestazioni sanitarie (Cod. C02).

E andiamo al cuore dell’argomento, che riguarda gli arretrati indennità accompagnamento.

Si può presentare domanda per l’accompagnamento con certificato medico negativo? Analizziamo una sentenza della Cassazione.

Arretrati dell’accompagnamento: quando spettano

Come ti abbiamo detto, nel momento in cui la commissione medica riconosce la tua invalidità totale al 100% e la tua non autosufficienza, acquisisci il diritto di ottenere l’accompagnamento e ad aver corrisposti gli arretrati dell’accompagnamento.

Gli arretrati ti verranno corrisposti dal momento in cui hai presentato domanda, in quanto viene considerata la presenza della condizione di non autosufficienza proprio da quel momento.

Il pagamento arretrati indennità di accompagnamento dovrebbe avvenire il mese successivo alla presentazione della domanda e alla visita della commissione medica.

Tuttavia, l’Inps spesso non rispetta i tempi di legge e accumula ritardi su ritardi. A quel punto, nel momento in cui è pronto a pagare l’indennità, deve versare in un unico assegno il mese corrente e tutti i mesi precedenti a partire da quello in cui è stata inoltrata la domanda.

Nel caso in cui ti accorgessi che non sono stati conteggiati gli arretrati o che è stato saltato qualche mese, hai il diritto di richiedere la somma spettante.

Tra l’altro, pochi sanno che, se non hanno mai fatto richiesta degli arretrati perché non pensavano di averne diritto, sono ancora in tempo a richiederli, a meno che non siano passati più di cinque anni dal momento della domanda per l’indennità di accompagnamento.

In questo caso, infatti, purtroppo il diritto cade in prescrizione, come spiegato dall’Inps nel suo Messaggio n° 220 del 04/01/2013.

Ti spieghiamo se ci sono limiti di età per richiedere l’accompagnamento e se chi ha l’accompagnamento ha diritto al nuovo bonus 200 euro.

Come fare domanda per gli arretrati dell’accompagnamento

Come fare domanda per gli arretrati dell’accompagnamento? Se non hai ancora ricevuto il pagamento arretrati di indennità accompagnamento, dovrai accedere al sito web dell’Inps, sempre utilizzando le tue credenziali.

Non c’è bisogno di presentare il modello AP70, come per la richiesta degli arretrati della pensione invalidità. Ti basterà allegare un certificato medico, che può essere realizzato anche dal tuo medico di base, oppure quello della commissione medica dell’Asl.

Comunque, l’Inps possiede già tutta la documentazione che certifica il tuo stato di non autosufficienza. La domanda viene inoltrata più che altro per sollecitare l’Inps a rimborsarti le somme di cui hai diritto, prima che il diritto stesso cada in prescrizione per superamento dei termini, stabilito a cinque anni.

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