Caos disabili, rischiano il licenziamento con la 104

Caos disabili, rischiano il licenziamento con la 104: per un errore del governo sulla trasparenza dei contratti. Sono stati dimenticate nella normativa le persone fragili e chi li assiste. Per loro assentarsi nel periodo di prova può comportare l'annullamento del contratto di lavoro. La protesta delle associazioni.
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01/09/2022

Caos disabili, rischiano il licenziamento con la 104 se nei sei mesi di prova usufruiranno di un periodo di congedo. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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È la conseguenza di un errore del governo: l’Europa chiedeva di rendere più trasparenti i contratti a beneficio dei lavoratori. L’esecutivo ha subito risposto sì, imponendo una lunga serie di adempimenti per i datori di lavoro. Il risultato è stato l’esatto contrario: ora sono esposti in modo maggiore al rischio di essere licenziati.

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Caos disabili: la legge in vigore dal 13 agosto

Il 13 agosto scorso è entrata in vigore la legge firmata dal ministro del Lavoro e della politiche sociali, Andrea Orlando. La norma è appunto quella sulla trasparenza dei contratti. A prima vista non sembrava contenere nulla di preoccupante o di diverso rispetto alle direttive Ue.

Ma a leggere bene, è stato commesso un piccolo, ma grave, pasticcio. Al quale si deve subito porre rimedio.

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Caos disabili: contratti trasparenti

La normativa ha regolato gli obblighi di informazione e comunicazione che spettano ai datori di lavori, sia del pubblico, sia del privato. In pratica il contratto doveva prevedere in modo chiaro e quindi comprensibile le condizioni di lavoro, evitando dunque le vecchie e incomprensibili formule che rimandavano ad altri contratti collettivi. Formule che non hanno mai permesso ai dipendenti di comprendere bene cosa stavano firmando.

Insomma, una semplice rimodulazione dei contratti di assunzione. Che in Italia più che altrove è importante: siamo infatti il Paese dei mille contratti collettivi. Ognuno diverso dall’altro.

L’Italia si è adeguata alla direttiva Ue. Il ministro Orlando ha emesso un lungo decreto: 23 pagine e 17 articoli (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale). Un decreto che alla fine è riuscito a complicare piuttosto che semplificare il quadro.

Caos disabili: gli obblighi

Per il datore di lavoro gli obblighi di comunicazione si sono moltiplicati. Così come il rischio di sanzioni che possono arrivare a 1.500 euro per ogni contratto.

Va bene, fin qui siamo dalle parti dell’ufficio complicazioni affari semplici che è tipicamente italiana.

Caos disabili: fragili dimenticati

Il guaio è un altro. E riguarda le categorie di lavoratori più fragili, quelle che avrebbero bisogno di una maggiore tutela, ovvero:

  • persone con handicap;
  • malati gravi;
  • caregiver.

Tutte categorie che sono beneficiare della Legge 104 del 1992.

Caos disabili: dov’è il problema

Cos’è successo? Il ministero le ha dimenticate. Sì, proprio così. Sembra assurdo, ma è accaduto.

L’articolo “incriminato” è il numero 7 del decreto. Quello che dovrebbe disciplinare il periodo di prova. La legge, sembra uno scherzo del destino e la numero 104 del 27 giugno 2022.

La norma parte bene, nel senso che viene ricordato che il periodo di prova non può durare più di sei mesi e non potrà essere rinnovato se il dipendente viene adibito alle stesse mansioni.

Il problema è nel comma 3 di quell’articolo. Lì sono riportati tutti gli eventi per i quali il lavoratore può interrompere il periodo di prova senza che ci siano conseguenze (come il licenziamento). In pratica tutte quelle cose che possono accadere facendo quindi slittare i termini della prova.

Nel comma sono riportate queste circostanze:

  • malattia,
  • infortunio,
  • congedo di maternità/paternità obbligatori.

In tutti questi casi il patto di prova si prolunga per un periodo che corrisponde alla durata dell’assenza.

Notate qualcosa? Siamo certi di sì. Il ministero ha completamente dimenticato tutte le eventuali assenze che sono tipiche per i lavoratori che usufruiscono della Legge 104, che – lo ricordiamo – sono quelli dove rientrano le categorie protette: le persone con disabilità gravi e i parenti che se ne prendono cura (caregiver).

Caos disabili: conseguenze

Questo cosa comporta? Molto semplice: se i neoassunti dovessero richiedere un congedo per assistere un familiare potrebbero essere licenziati: quei giorni di assenza non potrebbero essere scomputati dal periodo di prova e il datore sarebbe quindi libero di non confermare l’assunzione.

Uno schiaffo in faccia all’intera Legge 104, formulata 30 anni fa per tutelare i dipendenti con fragilità. Ora addirittura, per una dimenticanza, proprio chi deve essere maggiormente protetto rischia di essere severamente penalizzato.

Caos disabili: la protesta delle associazioni

Le associazioni di categoria parlano di una lesione della Convenzione Onu sui diritti fondamentali delle persone con disabilità.

Sarà presto inviata una nota al ministro della Disabilità: bisogna urgentemente rimediare all’errore.

Viene anche fatta notare la mancanza di confronto con le organizzazioni nella fase di elaborazione delle norme. Che dovrebbe essere sempre prevista, proprio per far sì che non vengano commessi errori o dimenticanze.

Caos disabili: correggetela subito

Come avrete capito l’errore non è stato causato dalla direttiva europea, che era chiara, semplice e di buon senso. In pratica definiva una questione: il periodo di prova avrebbe dovuto essere prorogato se per qualche ragione, coma una malattia o un congedo, il dipendente fosse stato costretto ad assentarsi. Il ministero l’ha riportata pari pari, dimenticando la normativa nazionale che prevede appunto le tutele che sono garantite dalla Legge 104 e quindi anche i congedi straordinari per assistere un parente con disabilità.

Speriamo a questo punto che si rimedi e nel più breve tempo possibile. Sarebbe davvero grave se per un banale errore venisse licenziato proprio chi avrebbe maggiore bisogno di tutele.

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