Ci sono limiti di età per l’accompagnamento?

Ci sono limiti di età per l'accompagnamento? Ovvero può essere riconosciuta anche a chi ha piùdi 67 anni? E quali sono i criteri, le modalità, i requisiti richiesti dalla legge per accedere a questo importante sostegno economico.
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22/3/23

Ci sono limiti di età per l’accompagnamento? Verifichiamo se c’è una soglia per il riconoscimento dell’indennità. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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La domanda ci è stata posta da diversi lettori, anche perché ci sono altri trattamenti economici riconosciuti dall’Inps che vengono sospesi o trasformati al compimento dei 67 anni di età, come appunto l’assegno per gli invalidi civili parziali e la pensione di inabilità civile.

Su questo argomento c’è un focus sull’indennità di accompagnamento per i malati di cancro, per chi soffre di epilessia o di depressione cronica, ma anche quali sono gli obblighi dell’accompagnatore.

Ci sono limiti di età per l’accompagnamento? Condizioni sanitarie

La questione è anche un’altra: per gli anziani le condizioni sanitarie da verificare solo le stesse previste per gli inabili che non hanno ancora raggiunto l’età pensionabile?

Beh, alla prima questione (ci sono limiti di età per l’accompagnamento?), rispondiamo subito: il diritto a ricevere questa indennità non si perde, ovvero non c’è una soglia anagrafica oltre la quale non si riceve più il sostegno economico.

Per la seconda questione (le condizioni sanitarie), risponderemo subito. Nel frattempo ricordiamo che l’indennità di accompagnamento è una prestazione assistenziale riconosciuta a chi è invalido al 100% e ha persistenti difficoltà a camminare senza l’aiuto costante di un’altra persona o non riesce a compiere gli atti quotidiani della vita (lavarsi, mangiare, vestirsi e così via).

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Ci sono limiti di età per l’accompagnamento? Cassazione

Sulle condizioni sanitarie che devono sussistere dopo i 67 anni ha risposto una sentenza della Cassazione. I giudici dell’Alta Corte hanno chiarito quali sono gli accertamenti sanitari che devono essere eseguiti sugli invalidi civili totali che hanno raggiunto l’età pensionabile.

Ovviamente per chi non è più in età da lavoro la percentuale di invalidità non può essere valutata in relazione alla riduzione della capacità lavorativa, ma a quella di svolgere le funzioni e i compiti propri dell’età (come per i minori).

È giusto ricordare che l’indennità di accompagnamento viene concessa a prescindere dal limite di reddito. E ammonta a 525,17 euro al mese per 12 mensilità.

Ci sono limiti di età per l’accompagnamento? Non autosufficienza

E dunque, se l’invalido ha raggiunto l’età pensionabile (o se non ha ancora compiuto 18 anni), la legge impone una valutazione diversa della capacità di lavoro.

Per il diritto all’indennità deve comunque essere accertato sempre un requisito fondamentale: quello della non autosufficienza.

La valutazione della non autosufficienza risponde agli stessi criteri, sia per gli over 67, sia per quanti sono ancora in età lavorativo.

Bisogna quindi verificare, ribadiamo:

  • impossibilità a deambulare senza in sostegno costante di un accompagnatore;
  • o impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita (il che presuppone una assistenza continua).

Ci sono limiti di età per l’accompagnamento? Ricovero

Se il beneficiario dell’assegno di accompagnamento è ricoverato gratuitamente in un istituto ospedaliero (o simile) completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, l’indennità viene sospesa.

Sono da ricordare anche queste due condizioni:

  • per la sospensione del sostegno economico i periodi di ricovero devono essere pari o superiori a 30 giorni (non viene considerato il ricovero in day hospital);
  • la retta viene considerata a carico dello stato anche se il paziente o i familiari effettuano dei versamenti supplementari con l’intenzione di migliorare il trattamento (come ad esempio la stanza unica).

Su questo aspetto la Cassazione ha anche precisato ulteriormente che il ricovero incompatibile con l’indennità di accompagnamento deve essere limitato ai soli casi di lungo degenza e terapie riabilitative. È esclusa la degenza temporanea in strutture pubbliche ospedaliere.

Ma non solo, l’accompagnamento all’invalido civile, spetta anche durante il ricovero in ospedale se la struttura sanitaria non sia in grado di fornire tutte le forme di assistenza necessarie quotidianamente al paziente (in questo caso i medici della struttura devono certificarlo in un documento).

Ci sono limiti di età per l’accompagnamento? Procedura

Per ottenere dunque l’assegno di accompagnamento è necessario il riconoscimento dei requisiti sanitari dell’invalidità al 100% (inabilità) e della non autosufficienza.

La procedura è questa:

  • certificato medico introduttivo da chiedere al medico di base;
  • per chiedere l’accertamento medico inoltrare la domanda all’Inps usufruendo del servizio “Domanda di invalidità” e accedendo con le proprie credenziali Spid;
  • in alternativa rivolgendosi agli enti di Patronato o chiamando il call center dell’Inps.
Ci sono limiti di età per l’accompagnamento?

Ci sono limiti di età per l’accompagnamento? Certificato introduttivo

Ricordiamo che per il riconoscimento della non autosufficienza, che dà diritto all’accompagnamento, il medico certificatore deve scrivere nel documento introduttivo, alternativamente, che il disabile è:

  • impossibilitato a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore (per ottenere l’assegno di accompagnamento);
  • impossibilitato a compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza (per l’assegno di accompagnamento).

Se il medico riscontra altre patologie, può scrivere che la persona con disabilità è affetta anche da:

  • affetto da malattia neoplastica (tumore);
  • affetto da patologia in situazione di gravità;
  • affetto da patologia di competenza Anffas (disabilità intellettiva o relazionale).

Il certificatore deve anche specificare che la domanda è inviata ai fini del riconoscimento delle seguenti condizioni (ne può indicare più di una):

  • handicap;
  • invalidità;
  • cecità;
  • sordità;
  • disabilità.

Il passo successivo è la visita di fronte alla commissione medico legale per l’accertamento sanitario.

In caso di esito positivo, e cioè il riconoscimento dei requisiti sanitari, scatta il diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento.

Il trattamento inizia a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda di riconoscimento dell’invalidità e della non autosufficienza.

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