Accompagnamento per chi soffre di epilessia

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: vediamo quando si ha diritto a ricevere l'indennità con questa patologia. Ovvero, quando l'epilessia è così grave da portare al raggiungimento dei requisiti indispensabili al riconoscimento del trattamento economico. Le percentuali di invalidità, i diritti, le agevolazioni, i sostegni.
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22/08/2022

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: vediamo in questo articolo quando si ha diritto all’indennità (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE:

A proposito di accompagnamento, vediamo quando spetta ai malati di cancro, se e quando bisogna fare la domanda annuale per il rinnovo dell’indennità, se è prevista anche per chi soffre di depressione e come si svolge la visita di fronte alla commissione medica.

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: diverse gravità

L’epilessia può essere considerata una patologia così grave da portare al raggiungimento dei requisiti sanitari che sono indispensabili per il riconoscimento del trattamento economico:

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  • l’incapacità a deambulare senza il sostegno di un accompagnatore;
  • l’incapacità di svolgere i compiti della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, nutrirsi e così via).

L’epilessia può manifestarsi con gravità diverse e quindi incidere in modo più o meno consistente sulla qualità della vita del paziente e sulla sua capacità di lavoro. Anche per questo motivo per l’epilessia sono riconosciute diverse percentuali di invalidità.

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Accompagnamento per chi soffre di epilessia: cause

L’epilessia è una delle malattie più antiche registrate nella storia della medicina. Si tratta di una patologia neurologica.

Le crisi epilettiche, che si ripetono nel tempo in modo periodico, sono delle contrazioni e spasmi muscolari che possono essere di breve durata o portare alla perdita di coscienza. Vengono causate da una scarica neuronale cerebrale.

Le cause possono essere diverse:

  • predisposizione genetica, in questo caso non c’è una lesione e nella maggior parte dei casi tendono a risolversi nel tempo;
  • provocate da lesioni alla corteccia cerebrale, possono insorgere a causa di asfissia perinatali, eventi emorragici, traumi cranici, ictus o piccole lesioni tumorali o altro.

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: piccolo e grande male

È possibile distinguere diversi tipi di epilessia, in particolare tra quella che una volta veniva definita piccolo male e quella chiamata grande male:

  • il piccolo male causa delle brevissime perdite di contatto con l’ambiente, durano pochi secondi, colpiscono il paziente in età scolare e in genere si manifestano nella prima parte della giornata;
  • il grande male è una crisi generalizzata, colpisce tutto il corpo. Il paziente cade a terra. Ha delle contrazioni e si morde la lingua. Durano in genere tra meno di un minuto e qualche minuto, con una lenta e graduale dissoluzione.

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: invalidità civile

Vediamo ora, anche sulla base dei diversi tipi di epilessia, quali sono le percentuali di invalidità che sono riconosciute dalle commissioni medico legali dell’Inps:

  • epilessia generalizzata con crisi annuali in trattamento: 20%;
  • epilessia generalizzata con crisi mensili in trattamento: 40%;
  • epilessia generalizzata con crisi plurisettimanali in trattamento: 100%;
  • epilessia generalizzata con crisi quotidiane: 100%;
  • epilessia localizzata con crisi annuali in trattamento: 10%;
  • epilessia localizzata con crisi mensili in trattamento: 41%;
  • epilessia localizzata con crisi plurisettimanali in trattamento: 91/100%.

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: agevolazioni e benefici

Ora, a prescindere dall’indennità di accompagnamento abbiamo visto che l’epilessia può portare al riconoscimento, in alcuni casi, di percentuali di invalidità molto elevate e che possono quindi dare diritto a benefici, agevolazioni e anche sostegni economici. Vediamo in sintesi quali:

  • dal 34%, diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale al campo diagnosi;
  • dal 46%, accesso all’iscrizione alla lista per il collocamento obbligatorio dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, per l’obbligo di assunzione degli invalidi;
  • dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere annualmente un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
  • dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
  • dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5,010,20 euro (per il 2022) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale;
  • dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi, durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
  • 100%, diritto alla pensione di inabilità civile erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (nel 2022). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale. C’è anche la pensione di inabilità lavorativa, che è però una misura previdenziale e non assistenziale, l’importo dipende dunque anche dai contributi che sono stati versati.;
  • 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 525,17 euro senza alcun limite di reddito.

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: invalidità totale

Le misure più significative vengono dunque riconosciute quando la percentuale di invalidità raggiunge il 100% (invalidità totale).

Abbiamo visto che questa percentuale viene riconosciuta in questi casi:

  • epilessia generalizzata con crisi plurisettimanali in trattamento
  • epilessia generalizzata con crisi quotidiane
  • epilessia localizzata con crisi plurisettimanali in trattamento.
Accompagnamento per chi soffre di epilessia.

Accompagnamento per chi soffre di epilessia: quando l’indennità

Si tratta anche dei tre casi che possono dunque portare al diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento. Ora, se è vero che una persona affetta da epilessia, quando non ha crisi e non ha altre patologie concorrenti, può sia deambulare, sia compiere gli atti della vita quotidiana, è anche vero che difficilmente può essere lasciata da sola. Soprattutto, come abbiamo visto, se le crisi si ripetono con una frequenza quotidiana o più volte in una settimana e nonostante un trattamento terapeutico. C’è quindi la necessità di un accompagnatore.

In questi casi la persone che soffre di epilessia non è neppure dichiarata idonea alla guida e quindi deve essere trasportata.

Appare del tutto evidente, dunque, che è possibile con questa patologia (nelle sue forme più gravi) avere diritto all’indennità di accompagnamento.

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