ATA invalidità civile: come funziona l’assunzione

Scopri nel dettaglio come funziona l'assunzione del personale ATA con invalidità civile e quali agevolazioni esistono.
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09/09/2023

Assunzione del personale ATA con invalidità civile: vediamo nel dettaglio come funziona in questi casi (scopri le ultime notizie su categorie protetteLegge 104diritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Come funzionano le riserve per l’assunzione del personale ATA con invalidità civile?

Anche per il personale ATA, la Legge 68/1999 prevede la possibilità di riservare alcuni posti. Questo significa che quando vengono pubblicati i bandi per l’inserimento o l’aggiornamento delle graduatorie del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario (ATA) per lavorare nelle scuole, le persone appartenenti alle Categorie Protette hanno accesso a posti specificamente dedicati a loro.

Tra i vari criteri utilizzati per stabilire chi entra nelle graduatorie, c’è quello della riserva. Questo concetto si traduce nel diritto di essere considerati in modo prioritario per le assunzioni riservate agli iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio.

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L’invalidità come titolo di riserva per le graduatorie ATA 24 mesi

Il titolo di riserva si applica solamente alle assunzioni a tempo indeterminato e a tempo determinato per le posizioni di profili A e B del personale ATA.

Queste assunzioni avvengono attraverso il reclutamento da graduatorie provinciali permanenti, elenchi provinciali a esaurimento e graduatorie provinciali a esaurimento per le posizioni di collaboratore scolastico per le supplenze. Le graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia non rientrano in questa categoria.

In pratica, se una persona partecipa a un concorso ATA con un’esperienza di lavoro di 24 mesi o più, può utilizzare questo titolo di riserva per entrare o aggiornare la sua posizione nelle graduatorie provinciali permanenti del personale ATA. Tuttavia, è necessario dichiarare l’iscrizione nelle liste di collocamento al momento della presentazione della domanda, e questa dichiarazione vale anche per futuri aggiornamenti e partecipazioni ai bandi ATA 24 mesi.

In altre parole, una volta effettuata la dichiarazione, non è necessario ripresentarla ogni volta che si desidera aggiornare i punteggi o partecipare a un nuovo bando ATA 24 mesi.

L’invalidità come titolo di preferenza per il personale ATA nelle graduatorie di terza fascia

Per quanto riguarda le graduatorie di terza fascia del personale ATA, l’appartenenza a una Categoria Protetta non dà diritto a una riserva di posti, ma conferisce un titolo di preferenza. Questo significa che quando si tratta di inserirsi nelle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia ATA, un candidato che rientra nelle Categorie Protette avrà priorità su un altro candidato con punteggio uguale, ma senza titoli di preferenza.

In sostanza, per il prossimo concorso ATA di terza fascia, che sarà utilizzato per creare le graduatorie di terza fascia ATA valide per il periodo scolastico 2024-2027, l’invalidità costituirà un titolo di preferenza e dovrà essere indicata nella domanda di partecipazione.

Assunzione del personale ATA con invalidità civile
Assunzione del personale ATA con invalidità civile – In foto un signore in carrozzina ascolta musica da un tablet.

Come funziona l’agevolazione per l’assegnazione delle sedi per il personale ATA?

In conformità con la Legge 104, i candidati che risultano vincitori nei concorsi pubblici e che presentano un certo grado di disabilità hanno il diritto di avere priorità nella selezione della sede di servizio tra quelle disponibili al momento dell’assunzione.

D’altra parte, nel caso dei genitori di minori con una grave disabilità o dei genitori e familiari che forniscono assistenza continua a un parente o affine con disabilità, essi hanno il diritto di scegliere, se possibile, la sede di lavoro più vicina al loro domicilio.

A chi spetta la riserva dei posti per l’assunzione del personale ATA con invalidità civile?

Di solito, coloro che possono beneficiare dei posti riservati alle Categorie Protette nelle graduatorie ATA includono individui che rientrano nelle seguenti categorie secondo la Legge 68/99:

  1. Persone in età lavorativa con disabilità fisiche, psichiche o sensoriali, e portatori di handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%.
  2. Invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%.
  3. Persone non vedenti o sorde.
  4. Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio, con specifiche minorazioni elencate nelle categorie dalla prima all’ottava, come definite nelle tabelle annesse al testo unico delle norme per le pensioni di guerra, approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica del 23 dicembre 1978, n. 915, e le relative modifiche.
  5. Orfani e coniugi superstiti di coloro che sono deceduti a causa di lavoro, guerra o servizio, o a causa dell’aggravarsi delle loro condizioni per tali motivi.
  6. Coniugi e figli di individui riconosciuti come grandi invalidi a causa di guerra, servizio o lavoro.
  7. Profughi italiani rimpatriati, il cui status è stato riconosciuto in base alla legge del 26 dicembre 1981, n. 763.

FAQ sull’assunzione del personale ATA con invalidità civile

Che percentuale di invalidità bisogna avere per entrare nelle categorie protette?

Per poter essere ammessi alle categorie protette, è richiesto di avere una disabilità riconosciuta con una percentuale minima del 46%, di essere almeno quindicenni, di non aver ancora raggiunto l’età pensionabile e di essere attualmente senza lavoro.

A cosa si ha diritto con il 46% di invalidità?

Un individuo con un grado di invalidità civile del 46% può beneficiare di due vantaggi. Il primo riguarda la sfera sanitaria e consiste nella possibilità di ottenere gratuitamente ausili e protesi, purché la diagnosi corrisponda a quanto indicato nel certificato di invalidità. Il secondo vantaggio è di natura lavorativa e comporta l’accesso ai servizi di collocamento mirato.

Chi ha invalidità quante ore di lavoro può fare?

La legge non stabilisce regole specifiche per l’orario di lavoro delle persone che fanno parte delle categorie protette. Un individuo con disabilità può beneficiare dei permessi previsti dalla Legge 104, ma potrebbe comunque essere tenuto a seguire lo stesso orario di lavoro di qualsiasi altro dipendente, incluso l’eventuale svolgimento di straordinari e di turni notturni.

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