In questo articolo parleremo di Assegno ordinario residenti all’estero: la prestazione può essere esportata fuori dai confini italiani? - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Pensioni: si possono sempre esportare all’estero?
Lo sapevate che non tutte le prestazioni pensionistiche sono esportabili all’estero?
Alcune pensioni non possono essere più godute se ci si trasferisce fuori dall’Italia. Si tratta di prestazioni di natura assistenziale, quelle erogate agli invalidi civili, ai non vedenti, ai sordi, oppure a quei pensionati in possesso di un reddito al di sotto delle soglie minime previste dalla legge.
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Assegno ordinario residenti all’estero: è possibile?
Ma tra le prestazioni assistenziali figura pure l’Assegno ordinario di invalidità? No, questa è una prestazione di tipo previdenziale, erogata a chi rispetta un preciso requisito contributivo (almeno 5 anni di contributi versati, di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente alla presentazione della domanda).
Questo significa che l’Assegno ordinario di invalidità maturato in Italia può essere percepito anche se ci si trasferisce all’estero? È esattamente così.
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La legge non impone limiti o divieti ai titolari della prestazione erogata a chi si è visto riconoscere una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 66%.
Se il titolare dovesse decidere di lasciare l’Italia e godersi la pensione all’estero, potrà tranquillamente farlo, senza perdere il diritto alla prestazione.
Prestazioni non esportabili all’estero: l’elenco completo
Quali sono le pensioni che non possono essere percepite all’estero?
Ecco l’elenco completo:
- pensioni sociali ai cittadini senza risorse (legge n. 153 del 30 aprile 1969);
- pensioni, assegni e indennità ai mutilati e invalidi civili (leggi n. 118 del 30 marzo 1974, n. 18 dell’11 febbraio 1980 e n. 508 del 23 novembre 1988);
- pensioni e indennità ai sordomuti (leggi n. 381 del 26 maggio 1970 e n. 508 del 23 novembre 1988);
- pensioni e indennità ai ciechi civili (leggi n. 382 del 27 maggio 1970 e n. 508 del 23 novembre 1988);
- integrazione della pensione minima (leggi n. 218 del 4 aprile 1952, n. 638 dell’11 novembre 1983 e n. 407 del 29 dicembre 1990);
- integrazione dell’assegno d’invalidità (legge n. 222 del 12 giugno 1984);
- Assegno sociale (legge n. 335 dell’8 agosto 1995);
- maggiorazione sociale (articolo 1, paragrafi 1 e 12 della legge n. 544 del 29 dicembre 1988 e ss.mm.ii.) dal 1° giugno 2005 (Circolare Inps 10/2006);
- l’Ape sociale.
- Reddito di cittadinanza o Assegno di inclusione.
Le prestazioni previdenziali si possono esportare?
Per le prestazioni previdenziali, invece, come detto in precedenza non ci sono particolari divieti o limitazioni.
Sono prestazioni erogate in base ai contributi versati dal lavoratore e non un aiuto assistenziale da parte dello Stato a persone con invalidità riconosciute o con redditi bassissimi.
Dunque l’esportabilità all’estero è sempre ammessa. Inoltre il nostro ordinamento consente anche di esportare, a determinate condizioni:
- la Naspi e le altre indennità di disoccupazione;
- la quattordicesima mensilità (anche in regime di totalizzazione UE).
Assegno ordinario di invalidità: cosa sapere?
Oltre al requisito sanitario (invalidità lavorativa pari o superiore al 66%) e contributivo (almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 negli ultimi 5 anni prima della domanda), chi fa richiesta per l’Assegno ordinario di invalidità deve sapere che la prestazione ha una durata triennale.
Può essere rinnovata, previa visita di controllo tenuta dalla commissione medico-legale dell’INPS almeno altre due volte (o rifiutata dall’interessato). Al terzo rinnovo, la prestazione spetterà in modo permanente e non potrà più essere rifiutata.
Il titolare di Assegno ordinario di invalidità può continuare a prestare attività lavorativa, al contrario dei titolari di pensione di inabilità lavorativa, obbligati a interrompere qualsiasi lavoro e a richiedere la cancellazione da elenchi o albi professionali.

Faq sull’Assegno ordinario di invalidità
Come posso presentare la domanda per l’Assegno ordinario di invalidità?
Per presentare la domanda per l’Assegno ordinario di invalidità è necessario compilare l’apposito modulo fornito dall’INPS. Questo modulo conterrà tutte le informazioni necessarie per avviare la procedura di valutazione. Sarà importante fornire documenti medici e altre prove che attestino la condizione di invalidità.
Cosa succede se la condizione di invalidità cambia nel tempo?
Se la condizione di invalidità cambia nel corso del tempo, è importante informare tempestivamente l’INPS. Questo potrebbe influire sull’importo o sulla concessione stessa dell’assegno.
Esistono dei casi di maggiorazione dei contributi per l’Assegno ordinario di invalidità?
Sì, per alcuni lavoratori invalidi sono previste delle maggiorazioni dei contributi, che permettono di raggiungere prima e più facilmente il requisito contributivo utile ai fini dell’ottenimento dell’Assegno. Ad esempio, ai non vedenti, dietro apposita domanda, possono essere riconosciuti 4 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio, utili per determinare sia i 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva, sia il triennio di contributi nel quinquennio precedente la domanda di assegno ordinario d’invalidità.
Cosa fare se l’Assegno ordinario di invalidità viene rifiutato a causa della capacità lavorativa inferiore ai due terzi o superiore, ma generica?
Se l’Assegno ordinario di invalidità viene rifiutato a causa di una capacità lavorativa inferiore ai due terzi o superiore, ma generica, ci sono diverse possibili soluzioni. Se si ritiene che la percentuale di invalidità specifica attribuita dall’INPS sia inferiore al 67 per cento, si può presentare un ricorso contro tale giudizio. In alternativa, è possibile presentare una nuova domanda per l’invalidità specifica, sottoponendosi a un ulteriore valutazione da parte dell’ASL. È consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto previdenziale per individuare la soluzione più adatta alla propria situazione.
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