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Assegno ordinario, perché hanno respinto la domanda?

Scopri i casi in cui è possibile che si verifichi l'assegno ordinario e domanda respinta e perché tale situazione succede.
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16/05/2023

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La normativa stabilisce che il lavoratore deve avere almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni devono essere stati versati nell’ultimo quinquennio, per poter ricevere l’Assegno ordinario di invalidità. Inoltre, deve essere stato riconosciuto una riduzione della capacità lavorativa superiore a due terzi.

Analizziamo, quindi, più nel dettaglio i casi in cui avviene la richiesta di Assegno ordinario e domanda respinta.

Assegno ordinario e domanda respinta: perché avviene?

È importante precisare che non tutti gli invalidi hanno diritto all’Assegno ordinario di invalidità e che la percentuale di invalidità certificata non è il criterio di base per ottenere il diritto.

L’invalidità civile viene valutata in base a tabelle generiche che stabiliscono la diminuzione della capacità lavorativa, ma per l’Assegno ordinario di invalidità la riduzione della capacità lavorativa deve essere specifica per la professione svolta.

Per questo motivo, il diritto all’Assegno deve essere valutato caso per caso, poiché esso viene concesso solo all’invalido che, a causa della propria menomazione, ha difficoltà a svolgere il proprio lavoro specifico. Pertanto, anche con la stessa menomazione, l’assegno potrebbe essere concesso a un lavoratore, ma non a un altro.

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Assegno ordinario e domanda respinta: che cos’è l’assegno?

L’Assegno di invalidità è un beneficio economico che può essere richiesto da un lavoratore che possiede delle limitazioni fisiche o mentali le quali compromettono la sua capacità lavorativa, a condizione che siano soddisfatti i requisiti contributivi e sanitari previsti dalla normativa in materia.

I lavoratori che possono richiedere l’Assegno ordinario di invalidità includono:

  • Lavoratori dipendenti.
  • Lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri.
  • Lavoratori iscritti a specifici fondi pensione sostitutivi e integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.
  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

L’Assegno ordinario di invalidità ha una durata temporanea di tre anni e può essere rinnovato su richiesta del lavoratore disabile. Dopo il terzo rinnovo consecutivo, l’assegno diventa permanente.

Per evitare che il pagamento dell’assegno venga interrotto, è necessario presentare una richiesta di rinnovo nel semestre precedente alla scadenza del triennio.

Va sottolineato che l’Assegno di invalidità non è reversibile, ovvero non può essere trasferito ad altre persone.

L’Assegno ordinario di invalidità può essere accumulato con altri redditi, incluso il reddito da lavoro, ma in tali casi è prevista una riduzione secondo le seguenti disposizioni:

  • Se il reddito lordo supera 4 volte l’importo minimo annuo del trattamento, la riduzione sarà del 25%.
  • Se il reddito lordo supera 5 volte l’importo minimo annuo del trattamento, la riduzione sarà del 50%.

Inoltre, è prevista un’altra trattenuta per coloro che hanno meno di 40 anni di contributi, e questa trattenuta dipende dall’anzianità contributiva. In questo caso:

  • Nel caso di lavoro dipendente, la riduzione sarà del 50% della parte dell’assegno che supera l’importo minimo del trattamento, ma comunque non potrà superare l’ammontare dei redditi da lavoro percepiti.
  • Nel caso di lavoro autonomo, la riduzione sarà del 30% della parte dell’assegno che supera l’importo minimo del trattamento, ma non potrà superare il 30% del reddito prodotto.

In sostanza, l’Assegno ordinario di invalidità sarà soggetto a riduzioni in presenza di altri redditi, a seconda del loro ammontare e dell’anzianità contributiva dell’individuo.

Assegno ordinario e domanda respinta: leggi anche Assegno ordinario di invalidità: cifra minima nel 2023

Assegno ordinario e domanda respinta
Assegno ordinario e domanda respinta: in foto una donna in carrozzina davanti a una scrivania di un ufficio.

Assegno ordinario e domanda respinta: quali sono i requisiti contributivi e sanitari?

Per poter richiedere l’Assegno ordinario di invalidità, è necessario soddisfare i seguenti requisiti assicurativi:

  1. Aver versato un totale di almeno 3 anni di contributi (equivalenti a 156 settimane) nel quinquennio precedente alla presentazione della domanda.
  2. Essere iscritti all’Inps da almeno 5 anni.

Per quanto riguarda i requisiti sanitari, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  1. La condizione fisica o mentale dell’individuo deve comportare una riduzione permanente della capacità lavorativa, limitando l’individuo a svolgere un lavoro coerente con le sue abilità, per meno di un terzo del normale (almeno il 67% di invalidità).
  2. La valutazione non si baserà solo su una valutazione medica, ma terrà conto anche di fattori soggettivi come l’esperienza professionale specifica accumulata, in modo da considerare gli effetti della menomazione sull’attività effettivamente svolta.

Assegno ordinario e domanda respinta: come fare domanda ed eventuale ricorso?

È possibile presentare la domanda per richiedere l’Assegno ordinario di invalidità attraverso due modalità:

  1. Utilizzando il portale online dell’INPS.
  2. Recandosi presso una sede del Patronato INPS.

Nel caso in cui la richiesta di assegno ordinario di invalidità venga respinta, è possibile presentare un ricorso al Comitato provinciale dell’INPS entro 90 giorni dalla data di ricevimento della lettera di risposta.

Il ricorso può essere presentato personalmente presso il Comitato o tramite raccomandata.

Di solito, l’Assegno ordinario di invalidità inizia a essere erogato a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda.

Se la richiesta di rinnovo dell’Assegno viene presentata entro i 120 giorni successivi alla scadenza del periodo di concessione precedente, l’assegno potrebbe essere confermato, ma la sua validità inizierà a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della nuova domanda.

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