Invalidità civile 55 per cento pensione anticipata?

Invalidità civile al 55 per cento e pensione anticipata: è possibile accedervi con questa percentuale e a cosa si ha diritto? Scopri tutto nell'approfondimento.
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04/08/2023

Invalidità civile al 55 per cento e pensione anticipata: spetta davvero? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Invalidità civile: le pensioni anticipate

Tra le agevolazioni rivolte ai lavoratori invalidi troviamo la possibilità di anticipare la pensione di qualche anno.

Diverse sono le misure rivolte a chi ha una ridotta capacità lavorativa:

Ma si può andare in pensione prima, con un’invalidità civile al 55 per cento? Purtroppo no. La pensione anticipata spetta con una percentuale di invalidità non inferiore al 74%.

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Invalidità civile al 55%: a cosa ho diritto?

Dunque, nonostante una riduzione della capacità lavorativa a più della metà, con il 55% di invalidità non è riconosciuta alcuna prestazione economica.

Si ha comunque diritto:

Ausili, protesi e ortesi gratuiti

Ausili, protesi e ortesi sono accessori che servono a migliorare la qualità della vita del disabile, compensando eventuali limitazioni funzionali (come le amputazioni, ad esempio) o per correggere menomazioni o disabilità fisiche o intellettive, causate da malattie o lesioni.

L’elenco degli ausili, degli ortesi e delle protesi è stato comunicato dal Ministero della Sanità, con il decreto numero 332 del 27 agosto 1999. Oltre all’elenco ufficiale, ogni singola Regione può mettere a disposizione delle forniture per i propri residenti.

Collocamento mirato

Con il collocamento mirato si promuove l’inserimento e l’integrazione dei lavoratori con disabilità.

Tramite l’iscrizione presso i Centri per l’impiego, si viene inseriti in una lista unificata che include tutte le persone con disabilità. La graduatoria tiene conto di diversi parametri, che garantiscono la priorità: l’anzianità di iscrizione, la condizione economica, il carico familiare e le difficoltà di spostamento sul territorio.

Per legge, i datori di lavoro sono obbligati ad assumere un determinato numero di persone con invalidità:

  • 1 lavoratore con disabilità, se l’azienda occupa da 15 a 35 dipendenti;
  • 2 lavoratori con disabilità, se l’azienda occupa da 36 a 50 dipendenti;
  • il 7% di lavoratori se gli occupati sono più di 50.

L’assunzione può avvenire con chiamata diretta o tramite lo scorrimento della graduatoria.

Congedo straordinario per cure

Il congedo straordinario per cure, regolarmente retribuito, spetta ai lavoratori invalidi civili per sottoporsi a cure legate all’infermità riconosciuta.

Ad esempio, se il lavoratore è stato riconosciuto invalido per un problema cardiocircolatorio, potrà sfruttare l’agevolazione soltanto per curare questo tipo di patologia e non per altri problemi di salute.

Invalidità civile: pensione di vecchiaia anticipata

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili, come detto in apertura, non spetta con una percentuale di invalidità del 55%.

Per richiederla è necessario essere stati riconosciuti invalidi con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa pari o superiore all’80%, come sentenziato dalla Corte di Cassazione nel 2003 (sentenza numero 13495).

Inoltre, c’è da dire che questo tipo di pensione anticipata spetta soltanto ai lavoratori dipendenti del settore privato e, quindi, sono esclusi sia i lavoratori dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni, sia i lavoratori autonomi.

La pensione anticipata si ottiene con 20 anni di contributi versati, al compimento dei 61 anni di età (uomini) o dei 55 anni di età (donne). La decorrenza del primo assegno scatta dopo 12 mesi di attesa.

Se il lavoratore è non vedente, l’articolo 9 della legge 218 del 1952, confermata dall’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo numero 503 del 1992, il diritto alla pensione anticipata spetta al compimento dei 51 anni di età per le donne e dei 56 anni di età per gli uomini (sempre con 20 anni di contributi versati).

Invalidità civile: Ape Sociale, Opzione Donna e Quota 41

I lavoratori invalidi hanno diritto ad accedere ad altre tre formule previdenziali anticipate, ma soltanto con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%.

Parliamo dell’Ape Sociale, di Opzione Donna e di Quota 41 per lavoratori precoci.

L’Ape Sociale è l’anticipo pensionistico che spetta al compimento dei 63 anni, a determinate categorie di lavoratori, tra cui gli invalidi civili.

Questi, con 30 anni di contributi versati, possono accedere all’Ape Sociale, che li accompagnerà fino all’età pensionabile, percependo un assegno mensile pari al valore della pensione maturata al momento della presentazione della domanda, ma comunque non superiore a 1.500 euro lordi al mese.

Opzione Donna dal 2023 è destinata ad alcune categorie di lavoratrici, tra cui le invalide civili dal 74% a salire. La misura spetta con 60 anni di età (è prevista una riduzione di uno o due anni a seconda dei figli avuti) e con 35 anni di contributi versati.

Infine, Quota 41 per lavoratori precoci consente l’uscita anticipata dal lavoro con un’invalidità minima del 74%, a coloro che hanno maturato 41 anni di contributi, di cui almeno uno versato prima di compiere 19 anni di età.

Invalidità civile al 55 per cento e pensione anticipata
Invalidità civile al 55 per cento e pensione anticipata: in foto alcuni dadi con un punto interrogativo.

Faq sull’invalidità civile e pensione anticipata

Quali sono i diritti dei lavoratori disabili?

I diritti dei lavoratori disabili includono la tutela per le persone disabili assunte dalle liste delle categorie protette, coloro che hanno una disabilità sopraggiunta in corso di lavoro e i lavoratori titolari di Legge 104. Le tutele comprendono l’accesso al collocamento mirato, limiti al licenziamento, la scelta della sede di lavoro, le agevolazioni per le assunzioni, adattamenti organizzativi e il non trasferimento di sede, tra gli altri.

Posso accedere alla pensione anticipata se percepisco l’Assegno ordinario di invalidità?

Purtroppo, chi percepisce l’Assegno ordinario di invalidità non può accedere alla pensione anticipata. Questa possibilità è accessibile solo se non si rinnova l’Assegno ordinario di invalidità alla scadenza dei 3 anni. In caso contrario, è preclusa la possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni.

È possibile rinunciare al collocamento mirato?

Sì, è possibile fare rinuncia al collocamento mirato. Il collocamento mirato, infatti, non è un obbligo ma un’opportunità per il lavoratore disabile. Non essendo un obbligo, hai la possibilità di iscriverti e di cancellarti dal collocamento mirato in qualsiasi momento, senza alcun tipo di problema ma rinunciando, ovviamente, a tutti i diritti ad esso collegati.

Che cos’è il prospetto informativo?

I datori di lavoro pubblici e privati, con un numero di dipendenti occupati superiori a 15 unità, hanno l’obbligo (ma solo se vi sono state variazioni nella situazione occupazionale) di inviare agli uffici competenti un prospetto informativo sulla loro situazione occupazionale, ogni anno, entro il 31 gennaio.

Come presentare domanda per invalidità civile?

Per richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile, è necessario presentare una domanda specifica presso l’INPS. In questo nostro approfondimento ti mostriamo tutta la procedura dettagliata per presentare domanda per invalidità civile.

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