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Si può lavorare con l’Ape sociale 2023 mentre l’INPS decide?

Visto che la misura è stata confermata anche per il nuovo anno, vediamo se si può lavorare con l’Ape sociale 2023 mentre l’INPS valuta la tua domanda.
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26/12/2022

Quanto tempo passa dalla domanda al riscontro dell’INPS sulla possibilità o meno di ottenere l’Ape sociale? Mentre si aspetta la decisione dell’Istituto, si può lavorare con l’Ape sociale 2023? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Hai fatto domanda per l’Ape sociale 2023, ma in attesa che l’INPS valuti la tua pratica, hai ricevuto una proposta di lavoro. Ti stai chiedendo: si può lavorare con l’Ape sociale 2023, mentre l’INPS decide? Cerchiamo di capirlo in questo approfondimento.

Indice

Si può lavorare con l’Ape sociale 2023?

Chiariamo subito che, se stiamo parlando di un’attività lavorativa continua con regolare contratto di lavoro, anche a tempo determinato o di collaborazione a termine, non si può lavorare con l’Ape sociale 2023, mentre si attende che l’INPS decida se hai i requisiti per ottenerla.

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Questo perché, accettando il lavoro, rischi di perdere l’accesso alla misura che ti permette in pensionamento anticipato.

In realtà, la Circolare INPS 100/2017 in merito alla possibilità di continuare a lavorare mentre si beneficia dell’Ape sociale, ha bisogno di essere ben interpretata. Vediamo di cosa si tratta nel prossimo paragrafo.

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Si può lavorare con l’Ape sociale nel 2023? La circolare INPS da interpretare

Dalla Legge 232/2016, ai commi da 179 a 186, si deduce che si può lavorare con l’Ape sociale 2023, in quanto prevede una compatibilità tra un nuovo lavoro dipendente e la misura per il prepensionamento, ma solo se:

  • il reddito che ne deriva resta sotto gli 8mila euro annui per un contratto dipendente,
  • fino a 4.800 euro annui per un lavoro autonomo.

La Circolare INPS 100/2017, però, specifica che sul superamento del limite reddituale annuo, rilevano esclusivamente i redditi riferiti ad attività lavorativa successiva alla decorrenza dell’indennità.

Cosa vuol dire? Vuol dire, in sostanza, che non è possibile accettare lavori prima di aver iniziato a percepire l’Ape sociale, altrimenti si perde il requisito.

Ricapitolando: con l’Ape sociale si può lavorare, ma solo se è stata accettata la domanda e si è iniziato a percepire l’assegno.

Quindi, se hai fatto domanda di Ape sociale nel 2022 e attendi risposta nel 2023, in questo arco di tempo non puoi firmare alcun contratto di lavoro.

Una volta accettata la domanda e a partire dalla decorrenza della misura, potrai lavorare, ma se superi i limiti reddituali di cui ti abbiamo parlato, perderai il beneficio.

Uno dei requisiti dell’Ape sociale, infatti, è quello di essere disoccupati. Una volta chiarito che non si può lavorare con l’Ape sociale 2023 mentre l’INPS decide, ricapitoliamo chi ha diritto all’Ape sociale nel 2023 e come fare domanda.

Assegno ordinario e Ape sociale: scopri di che prestazioni si parla e se sono cumulabili, cioè se le puoi avere entrambe.

Chi ha diritto all’Ape sociale nel 2023?

Abbiamo visto che non si può lavorare con l’Ape sociale 2023, in attesa che l’INPS prenda una decisione sulla domanda presentata, altrimenti si perde subito il beneficio.

Ma chi ha diritto all’Ape sociale nel 2023? Hai diritto all’Ape Sociale 2023 se sei un lavoratore in particolare difficoltà, ovvero:

Per accedere a questa forma di prepensionamento è necessario essere iscritti all’Assicurazione Generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335.

L’Inps elenca nel dettaglio quali sono queste categorie e requisiti necessari per richiedere il prepensionamento con l’Ape Sociale, ovvero:

  • invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa accertata da una commissione medica dell’Asl, superiore o uguale al 74%, in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • caregiver che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992, ovvero un parente o affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap grave abbiano compiuto i 70 anni oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti alla cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi, abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • lavoratori dipendenti che, al momento della decorrenza dell’indennità, in possesso di almeno 36 anni di contributi e che abbiano svolto almeno 6 anni negli ultimi 7 una delle professioni gravose contenute all’interno dell’allegato 3 della legge 234/2021.

Vediamo a questo punto come funziona l’Ape Sociale nel dettaglio. 

L’Ape sociale conviene per la pensione anticipata o la misura penalizza troppo il lavoratore? In questo post analizziamo i pro e i contro di questa misura che fonde al suo interno una prestazione assistenziale e una previdenziale.

si può lavorare con l'Ape sociale 2023
Si può lavorare con l’Ape sociale 2023 mentre l’INPS decide?

Non si può lavorare con l’Ape sociale 2023: vediamo come funziona la misura

Non si può lavorare con l’Ape sociale 2023, ma puoi richiederla anche per il prossimo anno, se hai requisiti per farlo.

L’anticipo pensionistico da poco prorogato dal Governo anche per il 2023, permette ai lavoratori in difficoltà di andare in pensione a 63 anni con almeno 30 anni di contributi, senza dover aspettare i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Viene corrisposta per 12 mensilità all’anno, fino al conseguimento della pensione di vecchiaia oppure fino al conseguimento di un trattamento pensionistico anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia, che al momento è stabilita a 67 anni di età.

Importanti novità riguardano l’Ape sociale per chi ha figli: vediamo di cosa si tratta.

In pensione prima con la 104? Vediamo cosa prevede la normativa sul prepensionamento dei lavoratori dipendenti che assistono un familiare con handicap e degli stessi disabili.

Non si può lavorare con l’Ape sociale 2023, ma ci sono importanti novità per le donne

Anche se non si può lavorare con l’Ape sociale 2023, la misura prevede importanti benefici, soprattutto per le donne, con le novità introdotte nella bozza della legge di bilancio 2023 e al momento ancora al vaglio delle due Camere.

Si tratta dell’Ape sociale per chi ha figli, una particolare Ape sociale destinata solo alle donne che sono anche madri e che consente di anticipare l’Ape sociale di:

  • un anno, se hai avuto un figlio;
  • due anni, se hai avuto due o più figli.

Quindi, l’Ape sociale permette di andare in pensione in anticipo, percependo appunto prima l’assegno Ape e poi la pensione. L’Ape sociale per chi ha figli è un ulteriore anticipo rispetto all’Ape sociale, destinato solo alle donne che hanno avuto figli.

Essendo l’Ape sociale per chi ha figli una variante dell’Ape sociale, i requisiti di accesso sono gli stessima ridotti di un ulteriore anno o due anni, a seconda che tu abbia avuto uno o più figli, dunque occorrono sempre almeno 63 anni di età, ma diminuiscono gli anni di contributi Inps necessari:

  • 28/29 anni di contributi se sei disoccupatadisabile o caregiver. Quindi, se hai un solo figlio puoi chiedere l’Ape sociale per chi ha figli se hai almeno 63 anni di età e 29 anni di contributi; se almeno due figli puoi chiedere l’Ape sociale per chi ha figli se hai almeno 63 anni di età e 28 anni di contributi;
  • 34/35 anni di contributi se negli ultimi 7 anni, per almeno 6 anni sei stata addetta a lavori faticosi e pesanti. Quindi, se hai un solo figlio puoi chiedere l’Ape sociale se hai almeno 63 anni di età e 34 anni di contributi; se hai due o più figli puoi chiedere l’Ape se hai almeno 63 anni di età e 28 anni di contributi.

In conclusione l’Ape sociale per chi ha figli consiste nella possibilità di anticipare l’APE social di un ulteriore anno o due. Se non hai figli, puoi richiedere solo l’Ape sociale, chiaramente se possiedi tutti i requisiti richiesti.

Attenzione: non è necessario che i figli vivano con te o siano a tuo carico. É sufficiente il semplice fatto di averli avuti, indipendentemente dal fatto che ora siano autonomi o meno.

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