Come si diventa amministratore di sostegno e cosa fa

Come si diventa amministratore di sostegno e cosa fa? Scopriamolo insieme in questo approfondimento.
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21/06/2022

Cosa fa e come si diventa amministratore di sostegno? Ne parliamo in questo articolo (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Come vedremo, quella dell’amministrazione di sostegno è una figura chiave nell’assistenza di persone con invalidità civile che, a causa di condizioni di salute fisiche o psichiche, hanno bisogno di assistenza anche temporanea o parziale (per esempio nel caso in cui lo stato invalidante non sia permanente).

Su Invaliditaediritti.it abbiamo dedicato un approfondimento a un’altra figura chiave nell’assistenza delle persone con disabilità: l’insegnante di sostegno, spiegando come è possibile diventarlo. Leggi anche quali percentuali di invalidità civile riconosciute per malattie rare, cardiache, neurologiche, respiratorie, dermatologiche, endocrine, reumatiche, autoimmuni e infiammatorie. Ora, partiamo, nei prossimi paragrafi risponderemo alla domanda: “Come si diventa amministratore di sostegno?”.

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Amministratore di sostegno: chi è?

L’amministratore di sostegno tutela le persone impossibilitate a provvedere ai propri interessi a causa di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, anche temporanea o parziale.

La figura è stata introdotta con la legge numero 6 del 9 gennaio 2004. L’amministratore di sostegno è chiamato a fornire un supporto alle persone deboli e a sostenere la capacità residua dell’individuo, valorizzandone la centralità e il principio di autodeterminazione.

Ne può beneficiare la persona che è alle prese con una menomazione fisica o psichica (requisito soggettivo) e che sia impossibilitato a provvedere ai propri interessi (requisito oggettivo): i due requisiti devono essere legati da un rapporto di causalità.

Per quanto riguarda gli handicap fisici o psichici, l’amministratore di sostegno spetta a chi:

  • è affetto da infermità mentali e menomazioni psichiche come le patologie psichiatriche, il ritardo mentale, la sindrome di down, l’autismo, la malattia di Alzheimer, le demenze oppure a chi ha fatto abuso di sostanze stupefacenti e alcol. Tra le infermità mentali troviamo anche: la prodigalità, lo shopping compulsivo e la ludopatia.
  • è affetto da infermità fisiche come ictus, malattie degenerative o in fase terminale, handicap fisici e motori, oppure è in condizioni di coma e stato vegetativo, o ha patologie tumorali.

Nel video di seguito vediamo quando spetta il nuovo bonus inserito dal governo nella bozza del Decreto Semplificazioni, descritto dal sito TheWam.net, e destinato a quelle famiglie con figli con disabilità a carico che beneficiano dell’assegno unico.

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Come si diventa amministratore di sostegno?

Come si diventa amministratore di sostegno? La procedura per l’assegnazione di un amministratore di sostegno può essere avviata dai seguenti soggetti:

  • Pubblico Ministero;
  • beneficiario della misura (anche se minore, interdetto o inabilitato);
  • coniuge;
  • persona stabilmente convivente;
  • parenti entro il quarto grado;
  • affini entro il secondo grado;
  • tutore dell’interdetto;
  • curatore dell’inabilitato;
  • unito civilmente in favore del proprio compagno;
  • i responsabili dei servizi sanitari e sociali impegnati nella cura e nell’assistenza della persona, se a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno.

Il procedimento per l’assegnazione di un amministratore di sostegno scatta con il ricorso depositato presso il Tribunale del luogo di residenza o di domicilio della persona destinataria della misura.

Nel ricorso è necessario indicare:

  • il Giudice Tutelare territorialmente competente;
  • le generalità del ricorrente e del beneficiario;
  • l’indicazione della residenza, del domicilio e della dimora abituale del beneficiario;
  • il nominativo e il domicilio dei congiunti e dei conviventi;
  • le ragioni per cui si chiede la nomina dell’amministratore di sostegno, specificando gli atti di natura personale o patrimoniale che devono essere compiuti con urgenza.

Potrebbe risultare utile, ma non è obbligatorio, fornire anche una descrizione circa lo stato di salute della persona destinataria della misura ed effettuare una ricognizione della situazione reddituale e patrimoniale del soggetto.

Se non dovessero esserci urgenze, il Giudice Tutelare fisserà con decreto la data di udienza: il beneficiario verrà ascoltato e saranno convocati anche il ricorrente e gli altri soggetti, come conviventi, congiunti e così via.

Il ricorso e il decreto vanno notificati a cura del ricorrente, al beneficiario e comunicati agli altri soggetti indicati nel ricorso. Il Giudice può anche disporre altri accertamenti, in caso contrario la fase istruttoria si esaudirà con le audizioni di beneficiario e ricorrente.

Nel caso in cui dovessero esserci urgenze per la nomina dell’amministratore di sostegno, il Giudice Tutelare, dopo il deposito del ricorso, potrà nominare un amministratore di sostegno provvisorio e fissare un’audizione del beneficiario soltanto in un secondo momento.

Ci sono casi in cui, le condizioni di non autosufficienza, possono dare diritto all’indennità di accompagnamento, alla quale Invaliditaediritti.it ha dedicato una guida approfondita.

Come si diventa amministratore di sostegno: chi può farlo?

Come si diventa amministratore di sostegno. Chi può fare l’amministratore di sostegno?

A scegliere questa figura è il Giudice Tutelare, “con esclusivo riguardo alla cura e agli interessi del beneficiario”.

La designazione va effettuata dal beneficiario mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. In mancanza di designazione o in presenza di gravi motivi, per esempio quando il soggetto indicato in qualità di amministratore di sostegno non sia idoneo allo svolgimento dell’incarico, si potrà nominare un amministratore di sostegno diverso.

Il Giudice Tutelare potrà scegliere tra uno di questi soggetti:

  • il coniuge non separato legalmente;
  • la persona stabilmente convivente;
  • il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella;
  • il parente entro il quarto grado;
  • il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata;
  • in caso di opportunità, o in presenza di gravi motivi, il Giudice Tutelare può nominare un soggetto terzo di propria fiducia attingendo da appositi elenchi istituiti presso i singoli Uffici giudiziari che contengono nominativi di professionisti in materie giuridiche ed economiche.

È possibile anche sostituire l’amministratore di sostegno, su istanza motivata del beneficiario. Questo può accadere su insistenza del beneficiario, ma anche per decorso del termine decennale o nell’ipotesi in cui l’amministratore di sostegno si sia trasferito in un luogo lontano dalla residenza del beneficiario.

Come si diventa amministratore di sostegno? Compiti e poteri

Come si diventa amministratore di sostegno. Quali sono i compiti e i poteri dell’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno provvede alla:

  • cura della persona (eventuali scelte sanitarie, rapporti con il personale medico, espressione del consenso informato, ecc.) e alla gestione degli aspetti relazionali e sociali (scelta del luogo dove vivere, avvio di un percorso di psicoterapia o sostegno nella ricerca di un’occupazione lavorativa e così via);
  • alla cura del patrimonio (amministrazione di beni mobili, come stipendi, pensioni, portafoglio titoli, o di beni immobili), con l’obiettivo di conservare le risorse finanziarie del beneficiario e soddisfare le necessità ordinarie e straordinarie di quest’ultimo.
Come si diventa amministratore di sostegno
Come si diventa amministratore di sostegno e cosa fa?

All’amministratore di sostegno può essere affidato, dal Giudice Tutelare, un ruolo di rappresentanza esclusiva, sostituendosi totalmente al beneficiario, o di mera assistenza, ovvero affiancando il beneficiario nell’assunzione di decisioni.

La norma prevede, che spiega come si diventa amministratore di sostegno, prevede che questa figura debba ricoprire l’incarico in forma gratuita, ma il Giudice Tutelare, considerando il patrimonio del beneficiario e la difficoltà dell’amministrazione, può decidere di far liquidare all’amministratore di sostegno un’indennità equa per il lavoro svolto.

Allo stesso tempo l’amministratore di sostegno può presentare istanza al Giudice Tutelare per richiedere il riconoscimento dell’indennità.

Come si diventa amministratore di sostegno e non solo. Ecco le 5 guide preferite dagli utenti:

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