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Ricollocazione dei lavoratori disabili: tutele ed esempi

Scopri tutto quello che devi sapere a riguardo della ricollocazione dei lavoratori disabili e quali sono le varie tutele.
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04/04/2023

Ricollocazione dei lavoratori disabili: vediamo come funziona la procedura e quali sono le tutele previste dalla legge (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

La ricollocazione dei lavoratori disabili rappresenta una sfida importante per le aziende, ma anche un’opportunità per valorizzare le capacità e le competenze di persone spesso escluse dal mondo del lavoro a causa di barriere fisiche o sociali.

La legge italiana prevede una serie di tutele per garantire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, tra cui l’obbligo per le imprese con più di 15 dipendenti di assumere un determinato numero di lavoratori disabili.

In questo articolo esploreremo nel dettaglio le tutele previste dalla legge italiana per la ricollocazione dei lavoratori disabili.

Indice

Ricollocazione dei lavoratori disabili: cosa dice la legge?

La Costituzione italiana riconosce il valore del lavoro e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, compresi quelli che possono trovarsi in situazioni di inabilità.

L’articolo 38 della Costituzione stabilisce il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale per i cittadini inabili al lavoro e privi dei mezzi necessari per vivere, nonché il diritto dei lavoratori ad avere mezzi adeguati alle loro esigenze in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia o disoccupazione involontaria. Inoltre, gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

In passato, tuttavia, molti datori di lavoro erano autorizzati a licenziare i lavoratori diventati inabili alle proprie mansioni in seguito ad infortuni o malattie, contravvenendo a questi valori e diritti sanciti dalla legge.

L’articolo 2110 del Codice Civile stabiliva, infatti, che, in caso di infortunio, malattia, gravidanza o puerperio, il prestatore di lavoro aveva diritto a una retribuzione o a un’indennità nella misura e per il tempo stabiliti dalle leggi speciali, ma l’imprenditore aveva il diritto di recedere dal contratto dopo il periodo stabilito dalla legge, dagli usi o secondo equità.

La legge n. 68 del 12 marzo 1999, nota come “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, è stata promulgata per promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro.

La legge prevede che le persone disabili che possono accedere a servizi di sostegno e di collocamento mirato devono soddisfare alcuni requisiti, tra cui avere un’invalidità civile con riduzione superiore al 45%, un’invalidità del lavoro con invalidità superiore al 33%, essere non vedenti, sordi o invalidi di guerra.

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L’articolo 1 comma 7 della legge prevede che i datori di lavoro, pubblici e privati, sono tenuti a garantire la conservazione del posto di lavoro a quei soggetti che, non essendo disabili al momento dell’assunzione, abbiano acquisito eventuali disabilità a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale.

Inoltre, la legge stabilisce degli obblighi per gli imprenditori in base al numero dei dipendenti, tra cui l’assunzione di personale diversamente abile. In particolare, gli imprenditori con più di 50 dipendenti devono assumere il 7% dei lavoratori occupati come disabili, mentre quelli con un numero inferiore di dipendenti devono assumere uno o due lavoratori disabili.

Gli uffici competenti, a cui le Province affidano la gestione pratica del collocamento dei disabili, sono responsabili dell’elaborazione di un elenco con graduatoria unica dei disabili che vogliono accedere al sistema di inserimento lavorativo.

Infine, l’INPS è stato incaricato di erogare incentivi per l’inserimento dei disabili nei contesti lavorativi, con durata complessiva di 36 mesi.

La quota di incentivi varia in base alla disabilità del lavoratore, arrivando fino al 70% della retribuzione lorda in caso di assunzione a tempo indeterminato di disabili con una disabilità superiore al 79%. Se la capacità lavorativa risulta compresa tra il 67% e il 79%, la quota di incentivi scenderà al 35%.

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Ricollocazione dei lavoratori disabili: come si assume un lavoratore disabile?

L’assunzione di un lavoratore disabile avviene dopo aver espletato gli accertamenti sanitari, che determinano le condizioni di disabilità del soggetto e la sua idoneità al lavoro.

Il disabile può, quindi, accedere ai servizi di collocamento mirato iscrivendosi ad un apposito elenco presso gli uffici territoriali competenti, dove viene valutata la sua capacità lavorativa e inclinazione.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di assumere il disabile entro 60 giorni dalla data in cui sussiste l’obbligo di assunzione, o può stipulare convenzioni che prevedono tempi e modalità di assunzione. Inoltre, per incentivare l’assunzione di disabili, sono previsti specifici incentivi economici.

Gli accertamenti sanitari sono effettuati da Commissioni mediche presso le ASL, che valutano il profilo socio-lavorativo, la diagnosi funzionale e la documentazione medica del soggetto.

Ricollocazione dei lavoratori disabili
Ricollocazione dei lavoratori disabili: in foto, un disabile in carrozzina al lavoro risponde a una telefonata.

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Ricollocazione dei lavoratori disabili: quando un’azienda è obbligata ad assumere un disabile?

L’obbligo di assumere lavoratori disabili dipende dalle dimensioni dell’impresa. In particolare, sono riservate determinate quote di posti di lavoro per i disabili che devono essere occupati obbligatoriamente.

Non c’è alcun obbligo di assunzione fino a 14 dipendenti. Tuttavia, se l’azienda ha tra i 15 e i 35 dipendenti, deve assumere almeno un lavoratore disabile. Se l’azienda ha tra i 36 e i 50 dipendenti, invece, deve assumere almeno due lavoratori disabili.

Per le aziende con più di 50 dipendenti, l’obbligo diventa più stringente: devono riservare almeno il 7% dei posti di lavoro alle categorie protette, compresi i disabili.

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Ricollocazione dei lavoratori disabili: cosa prevede il collocamento mirato dei disabili?

Il collocamento mirato è un processo di inserimento lavorativo di persone con disabilità in un contesto lavorativo che sia maggiormente adatto alle loro competenze, capacità e punti di forza.

La legge n. 68 del 12 marzo 1999, nota come “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, prevede misure a tutela delle persone con disabilità, che hanno minori opportunità di inserimento nel mercato del lavoro rispetto a coloro senza disabilità.

La legge si applica alle cosiddette categorie protette, tra cui gli invalidi civili, gli invalidi del lavoro, i non vedenti, i non udenti e gli invalidi di guerra. Protegge anche altre categorie di lavoratori come gli orfani e i familiari delle vittime di terrorismo o criminalità organizzata.

Secondo la legge, il collocamento mirato per disabili prevede l’assegnazione di mansioni compatibili con il grado di disabilità del lavoratore.

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