Legge 104, il lavoratore può essere trasferito

Chi usufruisce della Legge 104 può essere trasferito? Vediamo cosa prevede la legge per i dipendenti disabili e per i caregiver e tutte le agevolazioni lavorative.
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13/07/2023

Chi usufruisce della Legge 104 può essere trasferito in un’altra sede lavorativa? Vediamo insieme cosa dice la legge e le tutele per i lavoratori (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

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Chi usufruisce della Legge 104 può essere trasferito?

Chiariamo subito un concetto importante: il dipendente che ha diritto alla 104 o assiste un familiare con disabilità grave non può essere trasferito in altra sede, in modo unilaterale.

Cosa significa “in modo unilaterale”? Che la decisione non può essere presa esclusivamente dal datore di lavoro, senza tenere conto delle volontà e dei bisogni del dipendente.

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Il trasferimento in altra sede o in un’altra unità produttiva (articolo 2103 del codice civile) può essere effettuato soltanto su espressa richiesta del lavoratore.

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Legge 104 trasferimento: Convenzione delle Nazioni Unite

Per la Legge 104 del 1992, il lavoratore dipendente portatore di handicap o caregiver ha diritto a scegliere la sede lavorativa più vicina al suo domicilio o al domicilio del familiare assistito.

A rinforzare la tutela del lavoratore c’è pure la Carta di Nizza, che difende il diritto dei lavoratori disabili a beneficiare di misure rivolte al loro inserimento sociale.

Anche la Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 si è espressa in materia di protezione dei diritti dei lavoratori disabili, spiegando che:

il trasferimento del lavoratore legittima il rifiuto del dipendente che ha diritto alla tutela di cui all’art. 33 c. 5 della L. n. 104 del 1992 di assumere servizio nella sede diversa cui sia stato destinato ove il trasferimento sia idoneo a pregiudicare gli interessi di assistenza familiare del dipendente e ove il datore di lavoro non provi che il trasferimento è stato disposto per effettive ragioni tecniche, organizzative e produttive insuscettibili di essere diversamente soddisfatte”.

Dunque, il datore di lavoro dovrà provare che il trasferimento sia dettato da ragioni tecniche, organizzative e produttive.

Rifiuto trasferimento Legge 104: licenziamento legittimo?

Qualora il datore di lavoro dimostrasse che il trasferimento è imposto da motivazioni tecniche-organizzative, il trasferimento in modo unilaterale può risultare legittimo.

In caso contrario il dipendente può essere licenziato se rifiuta il trasferimento in altra sede? Assolutamente no.

Lo dispone la Corte di Cassazione, che con una sentenza ha vietato l’interruzione del rapporto di lavoro per motivazioni legate al mancato trasferimento.

La Cassazione, con la sentenza numero 25379 del 2016 ha sancito che il trasferimento di un lavoratore disabile o caregiver presso altre sedi lavorative è assolutamente vietato, a prescindere dalla gravità dell’handicap.

Rifiuto trasferimento Legge 104: gravità handicap

Il datore di lavoro non può trasferire il lavoratore portatore di handicap (Legge 104, articolo 3, comma 1) e il lavoratore portatore di handicap grave (Legge 104, articolo 3, comma 3) e neppure i familiari che lo assistono.

L’unica eccezione, come spiegato prima, si concretizza quando sussistono esigenze aziendali effettive ed urgenti. In questo caso la Cassazione consente il trasferimento.

Agevolazioni lavorative: elenco

Oltre al diritto a rifiutare il trasferimento presso altre sedi lavorativi e a scegliere la sede lavorativa più vicina al proprio domicilio o a quello del familiare da assistere, esistono altre agevolazioni lavorative per invalidi civili e portatori di handicap.

Con il 46% di invalidità o con un’invalidità superiore al 34% riscontrata dall’INAIL si ha diritto a rientrare tra i beneficiari del collocamento mirato.

Con il 50% di invalidità riconosciuta si ha diritto al congedo per cure, mentre al lavoratore dipendente che assiste il coniuge, un figlio o un familiare con disabilità grave spetta anche il congedo retribuito di 2 anni.

Sempre legato alla Legge 104, articolo 3, comma 3, oltre al rifiuto al trasferimento, si ha diritto esonero dai turni di notte.

Con un’invalidità pari o superiore al 74% si ha diritto ad accedere a tre soluzioni previdenziali:

  • Quota 41 per lavoratori precoci (41 anni di contributi, almeno uno versato prima dei 19 anni di età);
  • l’Ape Sociale (63 anni di età e almeno 30 anni di contributi);
  • Opzione Donna (60 anni di età e 35 anni di contributi, sconti di uno o due anni – uscita a 59 o 58 anni – in presenza di uno o più figli).

Infine, con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, si ha diritto a 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro svolto, fino a un massimo di 5 anni.

Chi usufruisce della Legge 104 può essere trasferito
Chi usufruisce della Legge 104 può essere trasferito: in foto alcuni dipendenti fuori dall’ufficio.

Faq su trasferimento con Legge 104

Come funziona il diritto di precedenza per i lavoratori con invalidità superiore ai 2/3?

Se sei una persona con un grado di invalidità superiore ai 2/3, o con minorazioni elencate nelle categorie prima, seconda e terza della Tab.A annessa alla legge n. 648 del 10 Agosto 1950, e lavori presso enti pubblici, hai diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili. Questo diritto si chiama “diritto di precedenza”. Puoi attivarlo quando è stato raggiunto un grado di invalidità pari o superiore ai 2/3, il 67%.

Cos’è l’articolo 33 della legge 104 riguardante il trasferimento dei lavoratori?

L’articolo 33 della legge 104 (comma 5) riguarda il diritto del lavoratore a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più prossima alla residenza o al domicilio della persona da assistere. Non prevede necessariamente che la persona con disabilità sia in una situazione di gravità.

A chi spetta il diritto al trasferimento secondo la legge 104?

Secondo una recente sentenza, il diritto al trasferimento, ove possibile, spetta al lavoratore che assiste una persona con disabilità non grave. Questo è un cambiamento rispetto alla prassi comune che richiedeva una situazione di “gravità”.

In quali circostanze può essere negato il trasferimento di sede al lavoratore?

Il trasferimento di sede può essere negato per ragioni di organico, gestione e organizzazione del lavoro. Tuttavia, non è possibile negare il trasferimento citando generiche esigenze di servizio o valutazioni sull’eventuale scopertura dell’organico. Devono essere forniti dettagli specifici riguardanti la sede attuale, la sede richiesta e la posizione del ruolo del dipendente.

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