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Riconoscimento benefici collocamento mirato INPS: quali sono

Riconoscimento dei benefici del collocamento mirato: ecco quali sono, a chi spettano e come iscriversi alle liste dei Centri per l'Impiego.
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10/07/2023

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Riconoscimento dei benefici del collocamento mirato

Ai lavoratori invalidi con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa, pari o superiore al 46%, spetta l’iscrizione al collocamento mirato.

Quali sono i benefici? Il lavoratore verrà inserito in una lista di collocamento, una graduatoria da cui il Centro per l’Impiego andrà a “pescare” nel momento in cui un’azienda ricercherà forza lavoro.

La posizione in graduatoria dipende da questi fattori:

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  • anzianità di iscrizione;
  • carico familiare;
  • locomozione problematica;
  • situazione economica;
  • ulteriori eventuali elementi utili individuati dalle Regioni.

Parliamo, dunque, almeno sulla carta, di un’agevolazione lavorativa, poiché tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, sono obbligati a inserire in organico uno o più lavoratori iscritti al collocamento mirato.

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Come funziona il collocamento mirato?

Secondo quanto dispone la legge numero 68 del 1999, le aziende con almeno 15 dipendenti hanno l’obbligo di assumere almeno un lavoratore iscritto al collocamento mirato.

Se il numero di dipendenti è compreso tra 15 e 35 unità, l’azienda è obbligata ad assumere 2 lavoratori invalidi. Infine, se l’azienda ha oltre 50 dipendenti, dovrà riservare almeno il 7% dei posti ai lavoratori invalidi.

Nel conteggio del numero di dipendenti rientrano:

  • dirigenti;
  • lavoratori assunti con contratto a tempo determinato con durata inferiore ai 6 mesi;
  • lavoratori con contratto di somministrazione o inserimento presso l’utilizzatore;
  • lavoratori con disabilità;
  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori socialmente utili;
  • lavoratori impiegati all’estero;
  • soci di cooperative e di produzione lavoro;
  • lavoratori aderenti al programma di emersione e apprendisti con contratto formazione-lavoro e di reinserimento.

Le aziende potranno assumere un lavoratore appartenente alle categorie protette sia per chiamata nominativa, sia scorrendo l’elenco del centro per l’Impiego.

Appena scatta l’obbligo di assunzione, le aziende dovranno obbligatoriamente presentare richiesta entro 60 giorni, onde evitare sanzioni piuttosto pesanti (153,20 euro per ogni giorno di ritardo).

Come funziona per i concorsi pubblici?

Il riconoscimento dei benefici del collocamento mirato riguarda anche i concorsi pubblici.

Per parteciparvi è utile essere iscritti alle liste dei Centri per l’Impiego, perché in ogni bando sono previste le quote di riserva.

Ovvero, una percentuale dei posti messi a disposizione sarà riservata agli appartenenti alle categorie protette, secondo la legge numero 68 del 1999.

Quali sono le categorie protette per il lavoro?

Ma chi sono le categorie protette? La legge numero 68 del 1999 promuove l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità, tramite servizi di sostegno e collocamento mirato.

Rientrano nell’elenco delle categorie protette:

  • le persone invalide civili con percentuale superiore al 45%;
  • le persone invalide del lavoro con percentuali superiori al 33%;
  • le persone non vedenti o sordomute;
  • le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra con minorazioni dalla prima all’ottava categoria e le persone invalide di servizio;
  • le vittime del dovere, della criminalità organizzata e del terrorismo;
  • le profughe italiane, le vedove o i vedovi organi di deceduti a causa di servizio, di lavoro, di guerra o equiparati.

Se appartieni ad almeno una di queste categorie, sei disoccupato (condizione imprescindibile) e hai un’età compresa tra i 15 e i 67 anni, puoi iscriverti alle liste provinciali del collocamento mirato, presso i Centri dell’Impiego del proprio Comune di residenza.

Se non sei disoccupato, devi sapere che rimarrai iscritto ai Centri dell’Impiego, soltanto se:

  • hai un contratto a tempo determinato non superiore a 6 mesi;
  • hai un reddito da lavoro subordinato o parasubordinato inferiore a 8.000 euro lordi annui;
  • hai un reddito da lavoro autonomo inferiore a 4.800 euro lordi annui;
  • svolgi un lavoro che rientra in progetti particolari (senza limiti di reddito).

Iscrizione collocamento mirato INPS

Per iscriverti alle liste di collocamento mirato è necessario essere in possesso del certificato di invalidità rilasciato dall’apposita commissione medico-legale, al termine della visita di controllo richiesta tramite medico curante.

Quindi, in possesso di un documento di identità in corso di validità e del certificato di invalidità dovrai recarti presso il Centro per l’Impiego del tuo Comune, all’ufficio servizi per l’inserimento mirato.

Qui verrai sottoposto a un colloquio necessario a raccogliere le informazioni utili sul tuo conto, come le esperienze lavorative. Al termine del colloquio la commissione redige una relazione e ti convocherà per parlare del percorso da intraprendere.

Infine verrà redatto il progetto di inserimento lavorativo prima di essere iscritto nella graduatoria per il collocamento mirato.

Riconoscimento dei benefici del collocamento mirato
Riconoscimento dei benefici del collocamento mirato: in foto una giovane in sedia a rotelle, lavora al computer.

Faq sul collocamento mirato

Cosa succede in caso di sospensione dall’iscrizione al collocamento mirato?

La sospensione dall’iscrizione al collocamento mirato avviene quando un cittadino non aggiorna i propri documenti o non contatta gli operatori dell’ufficio del lavoro per un periodo superiore a 12 mesi. In caso di sospensione, il cittadino non matura l’anzianità di iscrizione e non viene inserito nella formazione della graduatoria.

Come richiedere il reintegro nella graduatoria del collocamento mirato?

Per richiedere il reintegro nella graduatoria del collocamento mirato, il cittadino sospeso deve recarsi presso l’ufficio del collocamento mirato e registrare la richiesta di reintegro. L’operatore verificherà se sono presenti tutte le condizioni necessarie per completare il reintegro e aggiornerà i dati presentati. Al termine di questa fase, verrà rilasciato al cittadino un nuovo certificato di iscrizione al collocamento mirato.

Quali sono le situazioni in cui può avvenire la cancellazione dal collocamento mirato?

La cancellazione dal collocamento mirato può avvenire in diverse situazioni:

  1. Su richiesta del cittadino: In questo caso, l’operatore richiederà al cittadino di compilare un modulo di “Richiesta di cancellazione” e genererà un certificato di cancellazione nei sistemi informativi, consegnandone una copia al cittadino.
  2. Non collocabilità: Se un cittadino con disabilità viene ritenuto non collocabile, ossia non idoneo a qualsiasi mansione lavorativa, verrà cancellato dalle liste del collocamento mirato. Questa valutazione si baserà sulla relazione conclusiva o sul certificato di invalidità ordinaria.
  3. Due rifiuti: Ai sensi dell’articolo 10, comma 6 della legge numero 68 del 1999, la cancellazione avverrà se un cittadino, senza giustificato motivo, non si presenta a due convocazioni per altrettante proposte di avviamento al lavoro o si rifiuta di accettarle, sempre che siano confacenti alle sue condizioni di salute e capacità professionali.
  4. Mancato aggiornamento: Nel caso in cui i dati di un cittadino non vengano aggiornati per tre anni consecutivi, l’operatore procederà alla cancellazione tramite i Sistemi informativi.

Cosa rappresenta l’anzianità d’iscrizione nel collocamento mirato?

L’anzianità d’iscrizione nel collocamento mirato rappresenta il periodo continuativo di iscrizione alle liste, senza interruzioni dovute a periodi di lavoro che comportino la perdita dello stato di disoccupazione o di non occupazione. Si tratta di periodi di lavoro della durata di almeno 6 mesi, con redditi da lavoro dipendente superiori a 8.174 euro (o 5.500 euro se autonomo). I rapporti di lavoro che superano questa soglia di reddito, ma hanno una durata inferiore ai sei mesi, sospendono lo stato di iscrizione, ma non lo interrompono.

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