Congedo 104 per coniugi divorziati, come funziona

Congedo 104 per coniugi divorziati: vediamo in questo post se dopo la fine del matrimonio gli ex coniugi possono ancora beneficiare di permessi e congedo retribuiti per prestarsi assistenza. La differenza con la separazione e cosa potrebbe aver cambiato la norma che ha incluso nell’elenco degli aventi diritto anche le coppie di fatto.
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04/09/2023

Congedo 104 per coniugi divorziati: vediamo come funziona e se dopo la fine del matrimonio è ancora possibile usufruire del congedo 104 (o dei permessi) per assistere l’ex coniuge. Verifichiamo in questo post anche le differenze con chi è separato (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è il congedo 104?

Prima di immergerci nelle specificità, è essenziale capire cosa rappresenta il congedo 104. Questo tipo di congedo è stato pensato per garantire a chi lavora la possibilità di assistere un familiare in condizioni di grave disabilità (articolo 3, comma 3 della legge 104), assicurando contemporaneamente una tutela economica.

Chi ha diritto al congedo e ai permessi legge 104?

Il cuore della normativa è la definizione delle persone che possono beneficiare dei permessi e dei congedi previsti. I beneficiari principali sono:

  1. Genitore;
  2. Coniuge;
  3. Coppie unite in unione civile (ad es. Legge Cirinnà);
  4. Parenti e affini entro il secondo grado;
  5. Convivente di fatto (more uxorio), riconosciuto dopo una sentenza della Corte Costituzionale e la successiva modifica della normativa.

Ma c’è un’ulteriore estensione: in presenza di condizioni particolari, tali diritti possono essere estesi ai parenti ed affini entro il terzo grado.

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Congedo 104 in caso di separazione

La separazione è un passo che molte coppie attraversano. Ma come influisce sul congedo 104?

  • Essendo una situazione che sospende gli effetti del matrimonio, la separazione non elimina lo status di coniuge. Quindi, i coniugi separati mantengono il diritto di accedere ai permessi retribuiti previsti dalla Legge 104.

E se c’è un divorzio?

Il divorzio rappresenta una rottura definitiva del vincolo matrimoniale. Questo ha conseguenze anche sul congedo 104:

  • Dopo un divorzio, cessano gli effetti civili del matrimonio. Questo significa che, tecnicamente, si perde lo status di coniuge. Pertanto, i coniugi divorziati non possono più beneficiare dei permessi previsti dalla Legge 104.

Il diritto degli affini in caso di separazione o divorzio

Dopo un’analisi approfondita, si può concludere che, in situazioni di separazione, gli affini mantengono il diritto di usufruire dei permessi previsti dalla legge 104. Questo perché il termine “separazione” fa riferimento alla condizione di “mancanza” stabilita dalla legge come criterio per l’accesso ai benefici, sia per i familiari che per gli affini fino al terzo grado, a fronte di determinate situazioni.

L’interpretazione della parola “mancanti” non si riferisce esclusivamente a stati di assenza legale o naturale, come il celibato o la condizione di figlio non riconosciuto, ma include anche altre situazioni che possono essere confrontate con essa.

Queste situazioni, come il divorzio, la separazione legale o l’abbandono, devono essere comprovate da documenti legali rilasciati da un’autorità giudiziaria o da un altro organo ufficiale.

Tuttavia, nel caso di divorzio, la situazione cambia radicalmente. Il coniuge e gli affini non possono più beneficiare dei permessi, in quanto il divorzio pone fine agli effetti legali del matrimonio. In questa circostanza, solo i parenti del familiare con gravi disabilità possono usufruire dei permessi.

In sintesi, se ci si trova in una situazione di separazione, coloro che possono beneficiare dei permessi sono: il coniuge, i parenti fino al secondo grado, il convivente di fatto, e in certi casi, parenti e affini fino al terzo grado.

In caso di divorzio, invece, solo i parenti del disabile hanno questo diritto, escludendo l’ex coniuge e gli affini generati dal matrimonio.

Congedo 104 e divorzio: i casi

La dinamica, come abbiamo accennato, cambia quando si tratta di divorzio. Con la fine definitiva del vincolo matrimoniale, non solo il coniuge, ma anche gli affini perdono il diritto ai permessi. I permessi rimangono validi solo per i parenti della persona con disabilità grave.

Coniugi divorziati che convivono

Sarà anche improbabile che due coniugi divorziati continuino a convivere (più frequente il caso dei separati), ma potrebbe accadere e i alcune volte accade.

In questi casi come dovrebbe funzionare rispetto ai permessi e al congedo legge 104.

La domanda ha una logica dopo che dall’agosto del 2022 è stata aperta la possibilità di fruire del congedo 104 (prima era possibile solo per i permessi) anche ai coniugi che sono conviventi di fatto.

La questione è: due divorziati che vivono insieme sono conviventi di fatto?

Requisiti per la convivenza

La legge stabilisce chiaramente quali requisiti sono necessari per essere considerati conviventi di fatto:

  1. Essere maggiorenni
  2. Convivere stabilmente con iscrizione anagrafica comune
  3. Avere un legame affettivo stabile
  4. Prestarsi reciproca assistenza sia materiale che morale
  5. Non essere coniugati né uniti civilmente tra di loro o con altre persone
  6. Non essere parenti né affini o adottati tra di loro

Ebbene, due ex coniugi sono di certo maggiorenni, se risiedono nella stessa casa hanno anche una iscrizione anagrafica comune. 

Più delicata la questione del legame affettivo stabile. Ma in fondo se due coniugi hanno divorziato, ma continuano a vivere sotto lo stesso tetto e uno dei due accudisce l’altro che ha una grave disabilità, è difficile dire che non ci sia un legame affettivo (che diventa stabile proprio per la comune convivenza).

Per questo motivo in linea teorica (bisognerà sempre valutare l’interpretazione dell’INPS), due ex coniugi che convivono potrebbero fruire del congedo legge 104.

Conviventi di fatto e congedo 104

Il convivente di fatto ha diritti particolari:

  1. Ha diritto al congedo straordinario se assiste un familiare disabile in situazione di gravità.
  2. La convivenza deve essere dichiarata con un documento ufficiale.
  3. Anche chi stabilisce la convivenza dopo la richiesta ha diritto al congedo.
  4. Il congedo viene concesso entro 30 giorni dalla richiesta.

Inoltre, ci sono specifiche situazioni in cui il diritto al congedo varia in base alla presenza o meno di altri familiari conviventi.

Chi può chiedere il congedo retribuito

Il congedo 104 è un diritto, ma non tutti possono usufruirne nella stessa maniera. La legge stabilisce un ordine di priorità per i familiari:

  1. Coniuge convivente con la persona con disabilità grave;
  2. Componenti dell’unione civile conviventi e i conviventi di fatto;
  3. Genitori, in assenza del coniuge a causa di decesso o patologie invalidanti;
  4. Figli conviventi, se mancano coniuge e genitori;
  5. Fratelli conviventi, se mancano gli altri familiari;
  6. Parente o affine entro il terzo grado convivente, solo se mancano gli altri familiari.

Il congedo per il coniuge non può essere sostituito da altri familiari. Lo “slittamento” del beneficiario avviene solo in casi particolari.

Conclusioni

Con la separazione o il divorzio, la situazione cambia. La separazione viene considerata dal legislatore come una “mancanza”, e questo cambia l’ordine dei beneficiari del congedo 104. In sostanza, in caso di separazione o divorzio, l’ex coniuge non ha più diritto al congedo 104. Questa condizione è stata ribadita anche dall’Inps con la circolare n. 32/2012. Ma come abbiamo visto resta da chiarire un altro aspetto, quello dei coniugi divorziati che hanno deciso di continuare a vivere nella stessa abitazione.

Congedo 104 per coniugi divorziati, come funziona
Nella foto due coniugi in crisi, come funziona il congedo 104?

FAQ (domande e risposte)

Due coniugi separati possono usufruire dei permessi e del congedo 104?

Sì, i coniugi, anche se separati, possono continuare a utilizzare i permessi retribuiti di cui alla Legge 104. Tuttavia, in caso di congedo straordinario, in situazione di separazione o divorzio, non spetta più all’ex coniuge poiché la condizione di “separazione” rimanda allo stato di “mancanza” che il legislatore ha previsto come condizione per far accedere al beneficio il familiare successivo nell’elenco dei beneficiari.

Due coniugi divorziati possono usufruire dei permessi e del congedo 104?

No, in caso di divorzio, il coniuge non può continuare a fruire dei permessi ex Legge 104. Anche in merito al congedo straordinario, non spetta all’ex coniuge.

Se due coniugi divorziati continuano a convivere cosa succede per la legge 104?

Se due coniugi divorziati continuano a convivere, bisogna considerare una questione fondamentale: possono essere “conviventi di fatto”?. A partire dall’agosto 2022, è stata introdotta la possibilità per i coniugi che sono conviventi di fatto di accedere al congedo 104. Teoricamente, se due ex coniugi convivono (e soddisfano i requisiti di convivenza, come l’iscrizione anagrafica comune e un legame affettivo stabile), potrebbero avere il diritto di fruire del congedo legge 104.

Quali sono le condizioni per una convivenza che consenta di avere benefici di legge?

Per godere dei diritti previsti dalla legge (compresa la 104), una convivenza deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Essere maggiorenni.
  • Convivere stabilmente con iscrizione anagrafica comune.
  • Avere un legame affettivo stabile.
  • Prestarsi reciproca assistenza sia materiale che morale.
  • Non essere coniugati né uniti civilmente tra di loro o con altre persone.

Non essere parenti né affini o adottati tra di loro. La stabile convivenza viene accertata attraverso l’iscrizione anagrafica, e richiede quindi l’iscrizione nello stesso stato di famiglia. È responsabilità dell’Anagrafe registrare e certificare l’eventuale “contratto di convivenza”.

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