Accompagnamento dopo i 90 anni

Ecco quanto spetta ogni mese per l'indennità di accompagnamento dopo i 90 anni.
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30/07/2023

Come funziona l’accompagnamento dopo i 90 anni? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Accompagnamento per anziani: cos’è?

Alle persone anziane e invalide, lo Stato riconosce una pensione di accompagnamento (nota anche come accompagno anziani), che prevede il rispetto di alcuni importanti requisiti per poter essere richiesta e ottenuta.

L’INPS eroga questa prestazione soltanto a quelle persone, in là con gli anni, bisognose di assistenza nell’esecuzione di attività quotidiane o nella corretta deambulazione, senza l’aiuto di un accompagnatore.

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Accompagnamento dopo i 90 anni: come funziona?

L’accompagnamento dopo i 90 anni funziona in modo diverso? No, si tratta sempre della stessa prestazione, a prescindere dall’età anagrafica, a condizione che l’interessato abbia compiuto almeno 67 anni.

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Accompagnamento dopo i 90 anni: requisiti

Inoltre è necessario che:

Importo accompagnamento dopo i 90 anni

L’importo dell’accompagnamento per anziani è di 530,27 euro al mese, per 12 mensilità: non sono previste né la tredicesima, tantomeno la quattordicesima mensilità.

Come accertare l’invalidità per l’accompagnamento dopo i 90 anni?

Essendo una prestazione erogata agli anziani invalidi e in stato di bisogno economico, la prima condizione da rispettare è l’età (almeno 67 anni), la seconda è la certificazione dello stato di invalidità.

Occorre recarsi dal medico di base, che invierà un certificato introduttivo all’INPS, al quale ci si rivolgerà per sostenere la visita medica, fondamentale per il riconoscimento della condizione invalidante.

Il paziente verrà sottoposto a controllo, tenuto dall’apposita commissione medica dell’Asl competente, integrata da un medico dell’INPS, al termine della quale verrà rilasciato il verbale sanitario, che attesterà o meno l’invalidità totale e la non autosufficienza dell’interessato.

Documenti per l’accompagnamento dopo i 90 anni

Alla domanda per l’invalidità civile vanno allegati:

  • i dati anagrafici del richiedente e dell’eventuale coniuge o rappresentante legale oppure dell’amministratore di sostegno;
  • l’indirizzo di residenza e di domicilio;
  • le informazioni sui ricoveri ospedalieri del richiedente;
  • le modalità di pagamento e l’eventuale delega alla riscossione.

Nel caso in cui ci si dovesse rivolgere a un patronato, molte di queste informazioni sono raccolte nel modello AP70, compilato dal patronato e trasmesso all’INPS.

Accompagnamento dopo i 90 anni
Accompagnamento dopo i 90 anni: in foto un’anziana allettata, accudita da un uomo.

Faq sull’indennità di accompagnamento

Quali sono i requisiti per ottenere l’assegno di accompagnamento 2023?

Per beneficiare dell’assegno di accompagnamento 2023, è necessario rientrare in determinati requisiti sanitari, che non sono basati sul reddito. Si deve essere incapaci di deambulare da soli o incapaci di compiere i gesti quotidiani della vita senza l’aiuto di un’altra persona. Inoltre, è necessario essere cittadini italiani o possedere regolari documenti di cittadinanza per i cittadini comunitari o il permesso di soggiorno in corso di validità per gli extracomunitari.

Come fare domanda per l’assegno di accompagnamento 2023?

Per ottenere l’assegno di accompagnamento 2023, è necessario ottenere il riconoscimento di invalidità totale da una commissione medico legale. Nella domanda, bisogna inserire dati socio-economici, eventuali ricoveri, e indicazioni delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione. I minori che sono titolari dell’indennità di accompagnamento al compimento dei 18 anni devono presentare il modello AP70 per l’erogazione da maggiorenne (pensione di inabilità) senza ulteriori accertamenti sanitari. La domanda può essere presentata online sul sito dell’Inps o tramite enti di patronato o associazioni di categoria.

Quali sono le principali patologie che danno diritto all’assegno di accompagnamento 2023?

Le malattie che più frequentemente danno diritto all’assegno di accompagnamento 2023 includono schizofrenia e bipolarismo, autismo, sindrome di Down, Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla in stadio avanzato, diabete mellito, cancro, problemi cardiovascolari gravi, artrosi e artrite reumatoide, paraplegia o tetraplegia, e altre condizioni gravi che richiedono cure perenni.

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