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Ho diritto all’accompagnamento se non cammino bene?

Scopri cosa sapere a riguardo dell'indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare: si può ottenere il beneficio?
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23/06/2023

Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare: vediamo se in questo caso è possibile ottenere l’agevolazione economica (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo video guide e interviste).

La giurisprudenza richiede l’individuazione di ulteriori segnali che dimostrino l’impossibilità di svolgere le normali attività quotidiane. Secondo la legge n. 18/1980, l’indennità di accompagnamento è riconosciuta ai soggetti totalmente inabili che non sono in grado di camminare autonomamente senza l’aiuto di un accompagnatore, o che necessitano di assistenza continua poiché non possono compiere le attività basilari della vita.

Nel caso dell’impossibilità di camminare, è necessario accertare che il soggetto non sia in grado di farlo in modo indipendente, come ad esempio una persona con paraplegia.

All’interno di questo articolo vediamo cosa sapere a riguardo dell’indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare.

Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare: si può ottenere l’agevolazione economica?

In realtà, la situazione è molto più complessa e talvolta è necessario valutare il requisito sanitario anche in presenza di una semplice difficoltà nella deambulazione che richieda l’uso di ausili temporanei (ad esempio, per spostarsi all’esterno dell’abitazione) al fine di evitare il rischio di cadute. In questi casi, si pone la questione se tale situazione sia sufficiente per ottenere l’indennità di accompagnamento e se sia necessario ulteriore prova della condizione sanitaria.

La giurisprudenza di legittimità ha stabilito che il diritto all’indennità di accompagnamento non sorge automaticamente, ma richiede la comprovata incapacità di svolgere le normali attività quotidiane.

In una sentenza specifica (n. 3228/1999), i giudici hanno affermato che l’indennità può essere riconosciuta anche in presenza di difficoltà nella deambulazione che limitino notevolmente lo spazio e il tempo, con conseguente rischio di cadute, tanto da impedire la routine quotidiana e rendere necessaria l’assistenza continua di un accompagnatore.

Nel caso di indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare, quindi, sono necessari ulteriori accertamenti al fine di verificare se la persona in questa condizione abbia diritto o meno al beneficio.

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Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare: che cos’è l’indennità di accompagnamento?

L‘indennità di accompagnamento è un beneficio economico che viene concesso su richiesta ai soggetti mutilati o totalmente invalidi, per i quali sia stato accertato l’impossibilità di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore o l’incapacità di svolgere le attività quotidiane. La prestazione spetta a tutti i cittadini residenti in Italia in modo stabile e che soddisfino i requisiti sanitari, senza alcuna distinzione di reddito annuo o età.

Il pagamento dell’indennità inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o, in casi eccezionali, dalla data indicata nelle relazioni delle commissioni sanitarie che attestano l’invalidità civile. L’importo dell’indennità viene pagato per un periodo di 12 mensilità, ma il pagamento può essere interrotto in caso di ricovero ospedaliero finanziato dallo Stato per oltre 29 giorni.

L’indennità di accompagnamento non può essere richiesta se il cittadino ha già ottenuto altre prestazioni simili per invalidità contratte per causa di guerra, lavoro o servizio. Tuttavia, è possibile scegliere l’opzione più favorevole tra le varie prestazioni.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con qualsiasi attività lavorativa, sia dipendente che autonoma, e non pregiudica la possibilità del beneficiario di possedere una patente speciale.

Inoltre, l’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti e l’indennità di comunicazione sono cumulabili e compatibili con l’indennità di accompagnamento, purché siano state concesse per diverse minorazioni e differenti status di invalidità (soggetti pluriminorati).

Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare: quali patologie sono considerate?

L’INPS concede il beneficio dell’accompagnamento a persone affette da gravi patologie e con invalidità riconosciuta al 100%. Tra le patologie considerate vi sono il diabete mellito, l’autismo, il cancro, i problemi cardiovascolari gravi e alcune malattie mentali, come la schizofrenia, il bipolarismo e il morbo di Parkinson.

Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare: quali sono i requisiti?

L’indennità di accompagnamento viene concessa ai soggetti che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Aver ottenuto il riconoscimento dell’inabilità totale e permanente (100%);
  • Essere impossibilitati a camminare autonomamente senza l’aiuto continuo di un accompagnatore;
  • Essere incapaci di svolgere le normali attività quotidiane senza assistenza continua;
  • Avere una residenza stabile e regolare sul territorio nazionale;
  • Essere cittadini italiani;
  • Per i cittadini stranieri comunitari, essere registrati all’anagrafe del comune di residenza;
  • Per i cittadini stranieri extracomunitari, possedere un permesso di soggiorno della durata minima di un anno (art. 41 TU immigrazione);
  • Mantenere la residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.
Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare
Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare – L’immagine mostra una persona disabile in carrozzina con un tablet in un parco accompagnato da una ragazza.

Indennità di accompagnamento e difficoltà a camminare: come fare la domanda?

Per richiedere l’indennità di accompagnamento, è necessario che la commissione medico-legale abbia riconosciuto la minorazione al termine dell’accertamento sanitario. Nella domanda di avvio del procedimento bisogna indicare anche i dati socioeconomici, come eventuali ricoveri e modalità di pagamento, oltre alla delega alla riscossione di un terzo o associazione.

Se la richiesta viene fatta da un minore, queste informazioni vengono fornite solo dopo il riconoscimento sanitario e l’invio del modello AP70. L’INPS invia il verbale di invalidità civile tramite raccomandata o PEC se fornita.

La richiesta può essere fatta online sul sito INPS o tramite ente patronale o associazione di categoria.

FAQ Diritto all’indennità di accompagnamento

Cosa si intende per indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è un sostegno economico per le persone che non riescono a camminare da sole o hanno bisogno di aiuto per le attività di tutti i giorni. Questo beneficio non dipende dal reddito che si ha e si può richiedere se si vive in Italia. Non si può avere se si ricevono già altre indennità simili, ma si può scegliere quella che si preferisce. Se si lavora, si può lo stesso ricevere l’indennità di accompagnamento.

Posso ricevere l’indennità di accompagnamento se ho problemi a camminare?

La risposta non è semplice. Non basta avere problemi a camminare, ci devono essere altri segnali che dimostrano l’impossibilità di fare le attività di tutti i giorni. Per esempio, se si ha difficoltà a muoversi e c’è il rischio di cadere, si potrebbe avere diritto all’indennità. Però, bisogna fare dei controlli per essere sicuri.

Quali malattie sono considerate per l’indennità di accompagnamento?

Le malattie che si considerano sono molte. Per esempio, se si ha il diabete, l’autismo, il cancro, problemi al cuore o malattie mentali come la schizofrenia, si potrebbe avere diritto all’indennità di accompagnamento. Però, la malattia deve essere molto grave e bisogna essere riconosciuti come invalidi al 100%.

Quali sono i requisiti per avere l’indennità di accompagnamento?

Per avere l’indennità di accompagnamento, bisogna essere riconosciuti come totalmente inabili, cioè non si riesce a camminare da soli o fare le attività di tutti i giorni senza aiuto. Bisogna vivere in Italia e essere cittadini italiani. Se si è stranieri, bisogna essere iscritti all’anagrafe del comune o avere un permesso di soggiorno di almeno un anno.

Come si fa a chiedere l’indennità di accompagnamento?

Per chiedere l’indennità di accompagnamento, bisogna prima fare un controllo medico. Se il medico dice che si ha diritto, bisogna fare la domanda online sul sito INPS o chiedere aiuto a un ente o associazione. Se la domanda la fa un minore, bisogna fornire altre informazioni solo dopo che il medico ha detto che si ha diritto.

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