Indennità di accompagnamento, l’invalidità al 100% non basta per ottenere il riconoscimento: può essere un presupposto, ma servono anche altri requisiti. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
- Una delle due condizioni
- Cos’è e requisiti
- Chi può chiederla
- 100%, ma…
- Accompagnamento con disabilità psichica
Si fa spesso una certa confusione tra invalidità totale (100%, appunto) e indennità di accompagnamento, alla quale abbiamo dedicato questa guida completa, anche perché si ritiene che un invalido con la percentuale massima sia di fatto anche in possesso dei requisiti sanitari che sono indispensabili per l’accompagnamento.
Non è così.
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Indennità di accompagnamento: una delle due condizioni
Diciamolo in modo più chiaro: l’invalidità totale e permanente al 100%, anche se è stata certificata dalle commissioni medico legali, non basta per ottenere l’indennità di accompagnamento.
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È necessaria almeno una di queste due condizioni:
- la persona con disabilità non deve essere in grado di deambulare senza il sostegno di un accompagnatore;
- la persona con disabilità deve essere incapace di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza.
La questione non era così palese fino al 2016, quando una sentenza della Cassazione (la numero 19545 del 30 settembre del 2016) ha eliminato ogni dubbio.
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Indennità di accompagnamento: cos’è e requisiti
Prima di andare avanti vediamo molto in breve cos’è e quali sono i requisiti per ottenere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.
Si tratta di una prestazione assistenziale (legge 18 del 1980), che viene erogata ai cittadini che:
- hanno una invalidità riconosciuta del 100%;
- e che si trovano – come accennato – nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o che non sono capaci di compiere gli atti della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, mangiare e così via) e per questo motivo hanno bisogno di una assistenza continua.
Una volta accertati questi requisiti, l’indennità di accompagnamento viene erogata: non ci sono limiti di età o di reddito (a differenza di altre misure assistenziali). L’importo mensile è anche esente dall’Irpef.
L’importo mensile è di 529,94 euro (per 12 mensilità). Scopri quando il bonus 200 euro spetta alle persone invalide. Il sito TheWam.net ha spiegato quando l’invalidità civile al 100% non prevede il riconoscimento dell’accompagnamento.
Indennità di accompagnamento: chi può chiederla
Possono richiedere l’indennità di accompagnamento:
- i cittadini italiani;
- i cittadini dell’Unione Europea iscritti all’anagrafe del Comune italiano dove risiede;
- i cittadini extracomunitari che sono in possesso di un permesso di soggiorno della durata di almeno un anno.
Indennità di accompagnamento: 100%, ma…
E dunque la sentenza della Cassazione che abbiamo citato prima ha ribadito che quei requisiti sono indispensabili. Questo significa che un invalido al 100% ancora in grado di deambulare da solo (seppure con qualche difficoltà) o che sia capace di compiere gli atti elementari della vita, non può ricevere l’indennità di accompagnamento.
Semplificando: le persone invalide (anche al 100%) che sono capaci di muoversi non sono compresi nel beneficio.
La sentenza infatti ribadisce che è indispensabile la contestuale presenza della invalidità totale con «l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore» o in alternativa con «l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita senza il sostegno di un accompagnatore». Scopri tutti i sostegni economici erogati con l’invalidità civile.

Indennità di accompagnamento per disabilità psichica
La Cassazione ha anche specificato – e questo è un altro punto fermo – che l’indennità di accompagnamento non si limita esclusivamente agli impedimenti di natura fisica. Infatti, l’impossibilità del paziente di portare a termine gli atti giornalieri, può derivare anche dalla incapacità di intenderne il significato, la portata e l’importanza. E in questo caso, anche se fisicamente idonea, la persona con disabilità ha la stessa necessità di assistenza continua. In questo caso lo avrete capito stiamo parlando di pazienti che hanno una disabilità psichica.
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