Indennità di frequenza, perché niente tredicesima?

Vediamo perché non è possibile ottenere indennità di frequenza e tredicesima: a chi spetta il sussidio e su quali prestazioni è prevista la mensilità aggiuntiva.
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24/01/2023

Chi può richiedere l’indennità di frequenza? Quali sono gli obiettivi della misura? È possibile ottenere indennità di frequenza e tredicesima? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

La tredicesima, detta anche mensilità aggiuntiva o gratifica natalizia, non è prevista su qualsiasi trattamento erogato dall’INPS.

La sua erogazione dipende dalla natura del trattamento. Andiamo quindi a vedere in cosa consiste l’indennità di frequenza e perché non è possibile ottenere indennità di frequenza e tredicesima.

Indice

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È possibile ricevere indennità di frequenza e tredicesima?

La risposta è no, non puoi ottenere indennità di frequenza e tredicesima perché, come ti abbiamo anticipato in apertura, l’erogazione della mensilità aggiuntiva dipende dal tipo di trattamento erogato dall’INPS.

Anche la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5717 del 9 marzo 2010, ha stabilito che non spetta la tredicesima mensilità sull’indennità di frequenza del minore invalido.

L’indennità di frequenza, infatti, diversamente da trattamenti come ad esempio l’assegno di invalidità, consiste in un sostegno economico rivolto alle famiglie dei minori invalidi.

L’obiettivo del sussidio è quello garantire ai minori con difficoltà nell’apprendimento e nello svolgimento dei compiti e delle funzioni propri dell’età, istruzione scolastica, cure riabilitative e formazione professionale.

Il beneficio, quindi, è concesso per far fronte a una situazione concentrata entro determinati limiti di tempo (trattamento terapeutico o frequentazione scolastica), tanto che va rinnovato allo scadere della scuola o della terapia e va sostituito con altri trattamenti al compimento della maggiore età.

Altre prestazioni come l’assegno di invalidità, invece, che prevedono l’erogazione della tredicesima, assicurano ai disabili maggiorenni un sostegno economico laddove ci sia una situazione di mancato guadagno dovuta alla limitata capacità lavorativa riconosciuta.

In questo modo, si assicura un reddito continuo e permanente, che in qualche modo va a sostituire una retribuzione. Ecco perché in questi casi è prevista l’erogazione della tredicesima mensilità, che invece non viene garantita sull’indennità di frequenza, proprio per il suo carattere transitorio (ovvero passeggero, temporaneo).

Ma andiamo a vedere cosa prevede nel dettaglio la misura, per comprendere meglio perché il legislatore non ha previsto indennità di frequenza e tredicesima.

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Indennità di frequenza e tredicesima: a chi è rivolta l’indennità?

Abbiamo visto che indennità di frequenza e tredicesima non è possibile, ma a chi è rivolta nel dettaglio la misura?

Istituita con la Legge n. 289 del 1990, l’indennità di frequenza è un contributo economico erogato dall’INPS che, come abbiamo detto, sostiene i disabili che frequentano scuole o centri di riabilitazione.

Viene erogata in 12 rate mensili, quindi senza tredicesima, a partire dal mese successivo alla domanda (ti diremo tra poco come fare domanda) e con il riconoscimento della disabilità da parte di una Commissione Medica dell’ASL (in questo articolo ti spieghiamo nel dettaglio cosa prevede la vista della Commissione e come si svolge).

L’erogazione dell’assegno mensile si interrompe nel momento in cui il minore smette di frequentare la scuola o un trattamento riabilitativo e, nel momento in cui questi ricominciano, devi rinnovarla (ti diremo tra poco come).

In questo articolo ti spieghiamo quando l’indennità di frequenza è incompatibile con altre prestazioni.

Nel video sotto si parla di quali pensioni ricevono la tredicesima e di quelle che non ne hanno diritto:

Indennità di frequenza e tredicesima: requisiti per richiedere l’indennità di frequenza

Quindi, non è prevista indennità di frequenza e tredicesima, ma se il minore frequenta per tutto l’anno sia la scuola che corsi e terapie riabilitative, può averne diritto anche per 12 mesi consecutivi.

Per richiedere l’indennità di frequenza devono essere presenti le seguenti condizioni:

  • età inferiore a 18 anni;
  • disabilità riconosciuta da parte di una Commissione Medica dell’ASL per “persistenti difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della minore età” oppure minore con una “perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1000, 2000 hertz”;
  • frequenza di centri ambulatoriali per trattamenti di riabilitazione o centri di formazione professionale, oppure scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido;
  • cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria con permesso di soggiorno;
  • residenza sul territorio nazionale.

La domanda per invalidità civile per minori diventa più facile: le novità dell’Inps sulle semplificazioni della procedura.

Indennità di frequenza e tredicesima: in quali casi non spetta l’indennità di frequenza?

Anche se sono presenti i requisiti di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo, l’indennità di frequenza non spetta in caso di:

  • ricovero continuativo e/o permanente del minore disabile;
  • percezione di indennità di accompagnamento per invalidi civili non deambulanti o non autosufficienti (indennità di frequenza e indennità di accompagnamento non sono compatibili e cumulabili);
  • percezione di indennità di accompagnamento in qualità di ciechi civili assoluti.

In caso di ricovero presso una struttura ospedaliera, bisogna comunicarlo all’INPS, che interromperà l’erogazione dell’assegno.

Nel momento in cui il minore viene dimesso, si potrà nuovamente presentare domanda per rinnovo indennità di frequenza, fermo restando che ci siano le condizioni per richiederla (frequenza scolastica, corso o terapia riabilitativa.

In presenza di handicap, è possibile richiederne l’accertamento per il minore e ottenere la Legge 104: vediamo come fare per ottenere i benefici con Legge 104 sia per il minore che per i genitori.

Indennità di frequenza e tredicesima
Indennità di frequenza, perché niente tredicesima? Nella foto: un bambino a scuola

Indennità di frequenza e tredicesima: qual è l’importo mensile dell’indennità di frequenza?

Per il 2023, l’importo mensile dell’indennità di frequenza è pari a 313,91 euro mensili con limite di reddito annuo personale non superiore a 5.391,88 euro. Il limite di reddito si riferisce a quello del minore che percepisce il sussidio.

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Indennità di frequenza e tredicesima: come fare domanda per indennità di frequenza?

Come ti abbiamo anticipato, per richiedere l’indennità di frequenza è necessario che una Commissione Medica riconosca la minorazione del disabile. Successivamente, l’INPS verificherà anche i requisiti economici.

Di seguito, ti spieghiamo tutta la procedura che dovrai seguire:

  • fare domanda di accertamento sanitario all’INPS attraverso l’apposito servizio dedicato sul suo sito web accedendo con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS) oppure appoggiandoti a un Caf o a un patronato (qui ti mostriamo come fare domanda per invalidità civile);
  • una volta superata la visita della Commissione, riceverai per posta il verbale di invalidità civile da parte dell’INP. Se hai una PEC, ti verrà inviato tramite Posta Elettronica Certificata;
  • a questo punto, dovrai presentare il modulo AP70 all’INPS (puoi SCARICARE QUI il Modulo AP70), sempre utilizzando il servizio dedicato online.

Come ti abbiamo detto, quando finisce la scuola o si conclude una terapia riabilitativa, l’INPS cessa di erogare l’assegno.

Per riceverlo nuovamente, dovrai rinnovarlo (in questo caso il minore non dovrà sottoporsi a nuova visita ASL). In questo approfondimento ti spieghiamo come rinnovare l’indennità di frequenza (la procedura è simile a quella per la prima domanda).

Una volta accettata la richiesta dall’INPS, inizierai a percepire l’assegno a partire dal mese successivo a quello della domanda. L’assegno viene erogato il primo giorno bancabile di ogni mese.

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Indennità di frequenza e tredicesima: cosa succede all’indennità di frequenza al compimento della maggiore età?

Abbiamo visto che l’indennità di frequenza viene concessa ai minorenni. Al raggiungimento della maggiore età, è necessario procedere con un nuovo accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti dalla normativa.

La Legge n. 114/2014 ha introdotto importanti novità a favore del minore invalido poiché ha stabilito che, presentando una domanda in via amministrativa entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età, i minori ottengono in via provvisoria, già al compimento del diciottesimo anno di età, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni.

Prima di questa novità normativa, infatti, quando il minore raggiungeva la maggiore età, non riceveva in automatico alcuna prestazione economica e, se riteneva di avere diritto a percepire altre provvidenze economiche previste per i maggiorenni, doveva presentare domanda all’INPS.
Quindi, in sostanza: compiuti 18 anni, il minore inizierà a ricevere l’assegno mensile di assistenza, in attesa di un nuovo accertamento sanitario che, in questo caso, ne valuterà la capacità lavorativa residua e non quella di apprendimento o di svolgere compiti e funzioni propri dell’età.

In base all’esito della visita, si deciderà se confermare l’assegno di assistenza, erogare un altro tipo di prestazione o interrompere qualsiasi tipo di trattamento, in base a una valutazione del miglioramento delle condizioni sanitarie.

Non dovrai fare domanda di accertamento sanitario ma dovrai attendere di essere convocato a visita dallo stesso INPS.

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