Infortunio della badante e risarcimento: sentenza

Infortunio della badante: vediamo cosa ha stabilito la Cassazione rispetto al risarcimento dei danni materiali e morali. Se la collaboratrice è in nero, non ci sono dubbi: il datore di lavoro deve pagare fino all’ultimo euro. Ma in determinati casi potrebbe non essere sufficiente l’assicurazione INAIL. Vediamo come e quando.
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28/08/2023

Infortunio della badante: una sentenza della Cassazione conferma come sia necessario e consigliabile pagare contributi e assicurazione obbligatoria INAIL alle collaboratrici domestiche. In caso contrario, lavoratrici assunte in nero, sarà il datore di lavoro a risarcire la badante infortunata per i danni fisici e morali. Ma in qualche caso non basta neppure l’assicurazione. (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Infortunio della badante: la sentenza

La Cassazione ha stabilito in modo chiaro cosa succede in caso di infortunio della badante. O meglio ha definito il quadro delle responsabilità quando una badante (vediamo quali sono i diritti e doveri di una collaboratrice) o una colf si infortuna durante le sue mansioni. I giudici hanno risposto così a una frequente.

Il caso riguarda una collaboratrice domestica caduta da una scala. Un tipico infortunio che può riguardare una colf o una badante. E infatti tra le mansioni previste per una badante ci sono anche:

  • Pulire e mantenere in ordine la casa
  • Fare la spesa
  • Cucinare
  • Accompagnare la persona assistita

Tutte queste attività possono comportare rischi, come cadute, scosse elettriche o scottature.

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Con l’ordinanza n. 25217/2023, la Suprema Corte ci offre una guida su come stabilire le responsabilità in questi casi.

Assicurazione INAIL: quando non è sufficiente

La sentenza della Cassazione sull’infortunio della badante fa dunque piena luce sulla questione. È ovvio che se una badante o un colf lavora in nero, tutte le responsabilità derivanti da infortuni sul lavoro ricadono sul datore di lavoro.

Tuttavia, anche con una regolare assunzione, potrebbero esserci delle responsabilità. Ogni datore di lavoro ha il dovere, infatti, di garantire un ambiente di lavoro sicuro. Se non si adottano le necessarie misure di sicurezza, l’Inail potrebbe richiedere un risarcimento al datore di lavoro.

In questo senso potrebbe essere utile sapere cosa non deve fare una badante.

Chi ha l’onere della prova?

In caso di infortunio della badante, come si determina chi ha l’onere della prova? La Cassazione ci fornisce una risposta: è compito del datore di lavoro dimostrare di aver fatto tutto il necessario per garantire la sicurezza del lavoratore.

Se, ad esempio, la scala era difettosa o non sicura e la badante si è infortunata, l’Inail potrebbe rivalersi sul datore di lavoro.

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La storia

Una badante, durante il suo lavoro, ha subito un infortunio mentre eseguiva una delle sue mansioni abituali: lavare le tende. La donna, solitamente, riceveva aiuto da un’altra persona, spesso lo stesso datore di lavoro, che le sosteneva la scala. Ma in quell’occasione era stata lasciata sola. La conseguenza è stata una caduta.

In tribunale e in appello

La badante, in seguito all’accaduto, ha intentato causa contro il suo datore di lavoro. Ma sia in primo, sia in appello, i giudici hanno rigettato la richiesta di risarcimento.

Il motivo? Non sono state fornite prove concrete sull’inadempimento da parte del datore di lavoro e la diretta correlazione tra l’inadempimento e l’infortunio subito.

Cosa cambia con questa sentenza

La Cassazione, però, ha affrontato la questione con un approccio diverso. Una volta dimostrato l’infortunio, il nesso di causalità e la relazione rispetto all’attività svolta, è il datore di lavoro a dover provare di avere adottato tutte le precauzioni necessarie per evitare che si verificasse l’incidente.

Cosa dice l’Alta Corte

Secondo la Cassazione, in caso di infortunio della badante (o di una qualsiasi collaboratrice domestica), il datore ha la responsabilità di mostrare che ha predisposto tutte le misure di sicurezza necessarie. Questo include:

  • l’ordine di non eseguire lavori che possono comportare un pericolo in assenza del datore;
  • l’utilizzo corretto degli strumenti di lavoro.

In pratica, la responsabilità non è data solo dalla presenza dell’infortunio, ma anche dalla dimostrazione che il datore ha fatto tutto il possibile per evitarlo.

Verifica, può essere importante in questi casi, a quante ore di risposo ha diritto una badante convivente.

Cosa fare in caso di infortunio della badante?

Quando una badante subisce un infortunio sul lavoro o durante il tragitto casa-lavoro, sono necessarie alcune azioni sia da parte del lavoratore, sia del datore:

Per il lavoratore:

  1. Ottenere dal pronto soccorso un attestato che certifichi l’infortunio con dettagli come ora, luogo e modalità dell’accaduto.
  2. Informare tempestivamente il datore di lavoro, permettendo così l’apertura di una pratica INAIL per infortunio.

Per il datore di lavoro:

  1. Denunciare l’infortunio della badante tramite il modulo 4 bis RA, disponibile sul sito dell’INAIL.
  2. Invio del modulo sia per posta raccomandata sia tramite PEC, allegando il certificato medico.

Potrebbe essere utile sapere come assicurare una badante.

Denuncia infortunio badante: procedure da seguire

  • In caso di infortunio non guaribile entro 3 giorni: inviare la denuncia all’INAIL entro 2 giorni dalla ricezione del certificato medico.
  • Infortunio guaribile entro 3 giorni: nessuna denuncia necessaria, a meno di complicazioni.
  • Infortunio mortale o con pericolo di morte: inviare denuncia entro 24 ore.

Chi paga l’infortunio alla badante?

Il datore di lavoro copre il 100% della retribuzione per i primi 3 giorni. Dal 4° giorno, l’INAIL entra in gioco:

  • 60% della retribuzione convenzionale per i primi 90 giorni.
  • 75% della retribuzione convenzionale dal 91° giorno in poi.
  • Se la badante convive con il datore di lavoro, ha diritto anche alla quota sostitutiva di vitto e alloggio.

In un altro post si può verificare chi paga la malattia della badante.

Infortunio sul lavoro: diritti della badante

Ogni badante ha diritto a mantenere il proprio lavoro in caso di infortunio, ma il periodo dipende dall’anzianità di servizio:

  • Lavoro per almeno 6 mesi: diritto a 10 giorni.
  • Lavoro da 6 mesi a 2 anni: diritto a 45 giorni.
  • Lavoro oltre 2 anni: diritto a 180 giorni.

Infortunio badante e gestione della paga

Durante il periodo di assenza per infortunio, il lavoratore domestico continua a percepire una retribuzione.

Infortunio della badante e risarcimento: sentenza
Nella foto una badante dopo l’infortunio sul lavoro.

FAQ (domande e risposte)

Cosa ha stabilito la Cassazione per l’infortunio di una badante?

La Cassazione ha determinato che, se una badante o altra collaboratrice domestica si infortuna durante le sue attività lavorative, il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile. Una volta dimostrata l’esistenza del rapporto di lavoro, dell’infortunio e del nesso di causalità tra l’uso di uno strumento di lavoro e il danno, il datore di lavoro ha l’obbligo di dimostrare di avere adottato tutte le misure di sicurezza per prevenire l’infortunio. La responsabilità del datore non è oggettiva ma legata all’elemento della colpa.

Chi paga l’infortunio della badante?

Se una badante si infortuna sul lavoro, il datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione completa per i primi tre giorni di assenza. A partire dal quarto giorno, l’INAIL copre l’indennità.

Cosa fare in caso di infortunio della badante?

Se una badante si infortuna, deve ottenere un attestato dal pronto soccorso che dichiari l’infortunio, specificando ora, luogo e modalità dell’incidente e informare immediatamente il datore di lavoro. Il datore di lavoro, a sua volta, deve denunciare l’infortunio all’INAIL entro 48 ore dall’incidente attraverso il modulo cartaceo 4 bis RA.

Quanto paga l’INAIL in caso di infortunio della badante?

L’INAIL paga al collaboratore domestico un’indennità pari al 60% della retribuzione convenzionale per i primi 90 giorni e al 75% della retribuzione convenzionale dal 91° giorno fino alla guarigione. Nel caso di un badante convivente non ospedalizzato o non alloggiato presso il datore di lavoro, viene anche corrisposta una quota sostitutiva convenzionale per vitto e alloggio.

Cosa fare se la badante si ammala?

La malattia del dipendente indica un cambiamento nel suo stato di salute che impedisce il normale svolgimento del lavoro. Tutti i lavoratori, comprese le badanti, hanno il diritto di assentarsi se ammalati, previa certificazione medica. Se una badante si ammala, può prendersi i giorni di riposo indicati nel certificato medico. Mentre le grandi aziende possono gestire l’assenza di un dipendente, per una famiglia è complicato sostituire una badante. La protezione delle badanti in caso di malattia è meno forte nel contratto collettivo nazionale per i lavoratori domestici rispetto ad altri settori.

Come segnalare l’infortunio di una badante all’INAIL?

Il datore di lavoro deve segnalare l’infortunio all’INAIL mediante il modulo cartaceo 4 bis RA, disponibile sul sito dell’INAIL. Questo modulo può essere inviato sia per posta raccomandata che tramite PEC e deve essere accompagnato dal certificato di infortunio. I tempi per la denuncia variano in base alla gravità dell’infortunio: entro 2 giorni per infortuni non guaribili entro 3 giorni, immediatamente se l’infortunio risulta in morte o pericolo di morte. Se l’infortunio è guaribile entro 3 giorni, la denuncia viene eseguita solo se la prognosi si prolunga.

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