Malattia professionale, diritti e regole: guida completa

Scopri cosa si intende per malattia professionale, chi la certifica e come ottenere l'indennità erogata dall'INAIL.
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01/05/2023

Che cosa si intende per malattia professionale? Chi fa la diagnosi e la denuncia all’INAIL? Se mi viene diagnosticata, a cosa ho diritto? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

La malattia professionale è diversa dall’infortunio. Ci sono delle caratteristiche ben precise che differenziano la malattia dall’infortunio sul lavoro. Sono proprio queste differenze a stabilire anche i diritti e le tutele che ne conseguono.

In questo approfondimento parleremo nel dettaglio di malattie professionali: che cosa sono, come si diagnosticano e chi lo fa, cosa spetta nel caso in cui vengano diagnosticate.

Indice

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Qual è la differenza tra malattia professionale e infortunio sul lavoro?

Come abbiamo anticipato, ci sono delle differenze tra malattia professionale e infortunio sul lavoro.

La malattia professionale viene definita dall’INAIL come una patologia derivante dal proprio lavoro, la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo.

L’infortunio, invece, consiste in una lesione che si verifica in occasione di lavoro a causa di un’azione intensa e concentrata nel tempo.

Un infortunio può essere per esempio una scivolata accidentale mentre si sta provvedendo alla sistemazione di materiale edile, che provoca la rottura di un arto. In questo caso, INAIL paga l’infortunio per il danno avvenuto mentre si prestava attività lavorativa e per tutto il tempo necessario al risanamento dell’arto.

Se invece si manifesta una patologia a causa dell’esposizione prolungata a un determinato fattore di rischio, come ad esempio materiali o sostanze con cui si prende quotidianamente contatto o a seguito di attività ripetute nel tempo, allora si parla di malattia professionale.

In sintesi: la malattia professionale è una patologia provocata dall’attività lavorativa.

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Quali sono i rischi che possono causare le malattie professionali?

Abbiamo visto che le malattie professionali possono insorgere a seguito all’esposizione prolungata nel tempo a fattori di rischio, i quali possono essere:

  • contatto con polveri e sostanze nocive;
  • rumore;
  • vibrazioni;
  • radiazioni;
  • oppure misure organizzative che agiscono ripetutamente sulla salute.

Generalmente, prima che venga riconosciuta come malattia professionale, il lavoratore inizia ad assentarsi da lavoro perché accusa dei sintomi, che solo successivamente verranno diagnosticati come malattia professionale.

Le malattie professionali possono manifestarsi in diversi tempi, ovvero:

  • a latenza breve o brevissima, ovvero dopo giorni o mesi dal contatto con il fattore di rischio;
  • a latenza media, cioè dopo alcuni anni;
  • a latenza lunga: dopo molti anni o addirittura decenni.

Se hai contratto una malattia a causa del lavoro che svolgi, puoi richiedere la pensione anticipata malattia professionale: ti spieghiamo come fare.

Come viene riconosciuta una malattia professionale?

L’INAIL ha predisposto 2 tabelle in cui vengono riportate le malattie professionali riconosciute.

In particolare, il medico del lavoro, per fare la sua diagnosi, deve prendere come riferimento:

  • le malattie professionali tabellate, per le quali non c’è bisogno che il lavoratore dimostri la causa;
  • le malattie professionali non tabellate, che prevedono che il lavoratore dimostri la causa professionale.

Il DM del 27/04/2004, poi, ha raggruppato le malattie professionali in 3 categorie, secondo il seguente schema:

  • origine lavorativa elevata;
  • origine lavorativa di limitata probabilità;
  • origine lavorativa possibile.

Qui puoi scaricare l’elenco delle malattie professionali.

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Chi fa la diagnosi di malattia professionale?

Come abbiamo detto, normalmente è il medico del lavoro che, sulla base di specifici accertamenti, si accorge dell’insorgenza di una malattia professionale.

Facciamo l’esempio di un lavoratore che viene sottoposto continuamente a rumori forti. In fase di inizio dell’attività lavorativa e per tutti i precedenti controlli medici aziendali, il lavoratore non ha accusato alcun problema.

A un certo punto, inizia ad assentarsi perché accusa dei problemi di salute e alla successiva visita medica il medico del lavoro accerta un’ipoacusia (abbassamento dell’udito). In questo caso, con altissima probabilità l’ipoacusia è stata causata proprio dallo svolgimento della sua attività lavorativa.

La malattia professionale, infatti, come abbiamo detto può presentarsi anche dopo molti anni di servizio e di esposizione al rischio.

Il medico del lavoro valuta quindi se questa malattia può essere dovuta a fattori presenti nell’ambiente e, se sospetta che sia una malattia professionale, deve presentare immediatamente denuncia all’INAIL.

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Come si presenta la denuncia per malattia professionale all’INAIL?

È il medico competente aziendale che, dopo aver visitato il lavoratore, predispone e consegna il certificato di malattia professionale al lavoratore.

Il lavoratore, poi, consegnerà il certificato al proprio datore di lavoro, entro 15 giorni dalla dichiarazione ufficiale della patologia.

Il datore di lavoro, una volta che avrà ricevuto il certificato medico di malattia professionale, entro 5 giorni dovrà comunicare all’INAIL di aver ricevuto la denuncia di patologia professionale.

Il medico competente ha invece l’obbligo di:

  • inviare il primo certificato medico di malattia professionale all’INAIL;
  • denunciare la malattia professionale all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria dell’ASL di competenza territoriale, il quale, a sua volta, è obbligato a trasmettere il referto all’Autorità Giudiziaria.

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Cosa succede dopo la denuncia per malattia professionale all’INAIL?

Dopo che il datore di lavoro avrà inviato il certificato di malattia professionale all’INAIL, l’Istituto convocherà il lavoratore per essere sottoposto a visita medica.

Accertata l’esistenza di un danno biologico e riconosciuta la malattia professionale, il lavoratore inizierà a percepire un’indennità economica.

Se invece la malattia non viene riconosciuta, il lavoro ha tempo 3 anni per fare ricorso. In questo caso, verrà sottoposto a visita collegiale alla presenza del medico curante e del medico dell’INAIL. Le spese sono a carico del lavoratore.

Come si calcola il danno biologico? Vediamo insieme come ottenere il risarcimento e le tabelle per il calcolo dell’indennizzo.

Malattia professionale
Malattia professionale, diritti e regole: guida completa. Nella foto: uomo con cuffie da lavoro antirumore

Cosa si intende per danno biologico?

Per danno biologico si intende un danno di natura non patrimoniale, ovvero quando un soggetto è leso nella sua integrità fisica o psichica, permanentemente o anche in maniera reversibile.

Il danno biologico deve essere valutato da un medico legale, indipendentemente dalla capacità del danneggiato di produrre reddito.

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Quali sono degli esempi di danno biologico per la richiesta della malattia professionale?

Alcuni esempi di danno biologico che permettono di richiedere la malattia professionale sono:

  • ipoacusia da rumore con mancata percezione di segnali acustici di avviso-allarme, con un aumento del rischio di infortunio;
  • ernia discale per la movimentazione manuale dei carichi eseguita con continuità durante il turno lavorativo;

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In cosa consiste l’indennità per malattia professionale?

L’indennità di malattia professionale viene suddivisa tra INAIL e datore di lavoro.

Il datore di lavoro deve corrispondere:

  • il 100% della retribuzione per la giornata in cui si manifesta la malattia professionale, se quest’ultima ha causato astensione dal lavoro;
  • il 60% della retribuzione per i successivi 3 giorni, più l’eventuale trattamento integrativo previsto dal contratto di lavoro del settore di appartenenza dei vari livelli.

L’INAIL deve corrispondere:

  • l’indennità del 60% della retribuzione giornaliera dal 4° giorno successivo a quello in cui si è manifestata la malattia professionale fino al 90° giorno;
  • il 75% della retribuzione dal 91° giorno e fino a guarigione clinica.

L’indennità viene calcolata sulla retribuzione percepita dal dipendente prima di effettuare la denuncia. In caso di danno biologico si percepirà un indennizzo INAIL tarato sulla base della percentuale di danno biologico.

A seconda della patologia, oltre al compenso in denaro, le cosiddette Prestazioni INAIL coprono anche:

  • cure ambulatoriali;
  • cure termali e soggiorni climatici;
  • fornitura di protesi, ortesi e presidi;
  • assegni per assistenza personale continuativa.

Leggi anche se rendita INAIL e Legge 104 sono compatibili, ovvero se puoi richiedere entrambe le prestazioni o devi rinunciare a una delle due.

Chi ha diritto all’indennità per malattia professionale?

Possono richiedere l’indennità per malattia professionale i lavoratori dipendenti e i parasubordinati.

Il lavoratore ha diritto alle prestazioni anche se il suo datore di lavoro non lo ha assicurato o se non è in regola con il pagamento dei contributi INAIL.

Sono esclusi lavoratori autonomi, salvo alcune categorie come artigiani e coltivatori diretti, e i liberi professionisti.

Per i lavoratori autonomi che hanno diritto all’indennità INAIL, il pagamento delle prestazioni scatta nel momento in cui viene regolarizzata la situazione contributiva. Il lavoratore autonomo può, invece, accedere alle prestazioni sanitarie e riabilitative anche se non ha provveduto al versamento del premio.

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