Accompagnamento 2023: documenti necessari per richiederlo

Documenti per l'indennità di accompagnamento: quali sono? Ecco la documentazione necessaria, i requisiti e le novità per il 2023.
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18/01/2023

Quali sono i documenti per l’indennità di accompagnamento? Ecco la documentazione da presentare per ottenerla (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Quali sono i documenti per l’indennità di accompagnamento?

Quali sono i documenti per l’indennità di accompagnamento? Per richiedere la prestazione erogata dall’INPS agli invalidi totali non autosufficienti è necessario presentare domanda alla commissione medica dell’Asl di residenza.

Alla domanda vanno allegati:

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  • il codice fiscale;
  • il certificato rilasciato dal medico curante, che riposta l’indicazione: persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita;
  • il certificato di residenza o la dichiarazione sostitutiva di certificazione.

Nella domanda per la concessione dell’indennità di accompagnamento è necessario inserire:

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  • i dati socio-economici;
  • gli eventuali ricoveri;
  • lo svolgimento di eventuali attività lavorative;
  • l’indicazione delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione.

Il modello della domanda è a disposizione del richiedente sul sito dell’INPS, presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico dell’Asl del proprio Comune di residenza, ma anche presso sindacati, associazioni di categoria e patronati.

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Documenti per l’indennità di accompagnamento: requisiti

Abbiamo visto quali sono i documenti per l’indennità di accompagnamento. Ma cos’è l’indennità di accompagnamento e a chi spetta?

Parliamo di quella prestazione di tipo assistenziale che l’INPS eroga alle persone con un’invalidità totale (100%) e non autosufficienti.

Proprio la non autosufficienza del richiedente è la condizione necessaria affinché la domanda venga accolta dall’INPS.

Non basta, infatti, essere stati riconosciuti invalidi totali, ma è obbligatorio essere:

  • incapaci di deambulare senza aiuti;
  • impossibilitati a compiere gesti quotidiani della vita, come lavarsi, vestirsi, mangiare, senza l’aiuto permanente di un’altra persona.

In realtà, secondo la sentenza della Corte di Cassazione, numero 8060 del 27 aprile 2004, l’indennità di accompagnamento può essere riconosciuta anche ai soggetti autosufficienti, ma se questi sono impossibilitati a uscire e a camminare da soli fiori dalla propria abitazione.

Quindi, la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’indennità a un soggetto autosufficiente tra le mura domestiche, poiché questi non è autonomo al di fuori della propria abitazione.

Un’interpretazione importante per le persone anziane che, in casa, riescono a essere autosufficienti, ma che senza la presenza di un accompagnatore non riescono a essere autonomi fuori dalle mura di casa.

Gli altri requisiti da rispettare sono:

  • essere cittadini italiani; cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza o cittadini extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  • avere la residenza in Italia.

Il ricovero prolungato presso ospedali o istituti con retta a carico dello Stato potrebbe comportare la sospensione e la revoca dell’indennità di accompagnamento.

Documenti per l’indennità di accompagnamento: patologie

Dopo aver visto quali sono i documenti per l’indennità di accompagnamento e i requisiti necessari affinché la domanda venga accolta dall’INPS, vediamo insieme quali sono le patologie che prevedono l’erogazione della prestazione:

Le patologie che con maggiore frequenza danno diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento sono:

  • malattie mentali, fra cui schizofrenia e bipolarismo;
  • autismo;
  • malattie congenite fra cui la sindrome di down;
  • Parkinson;
  • Alzheimer;
  • sclerosi multipla in stadio avanzato;
  • diabete mellito;
  • cancro (e periodi di chemioterapia);
  • problemi cardiovascolari gravi;
  • interventi chirurgici che hanno comportato menomazioni permanenti come amputazioni e/o asportazioni di organi fondamentali;
  • problemi nefrologici;
  • persone affette da malattie croniche che necessitano di cure perenni;
  • postumi di episodi ischemici fra cui la paresi;
  • persone affette da Hiv – in forma grave e che quindi incida sulla quotidianità;
  • artrosi e artrite reumatoide;
  • paraplegia o tetraplegia.
Documenti per l'indennità di accompagnamento
Documenti per l’indennità di accompagnamento: nella foto un uomo spinge la carrozzina dove è seduta la moglie.

Documenti per l’indennità di accompagnamento: cosa cambia nel 2023?

Cosa è cambiato e cosa cambierà nel 2023? In primo luogo l’aumento dell’importo della prestazione.

I titolari dell’indennità di accompagnamento riceveranno ogni mese, per 12 mensilità, 527,16 euro. Ricordiamo che la prestazione spetta a prescindere dall’età anagrafica e dal reddito dichiarato.

La seconda novità consiste in una riforma dell’indennità di accompagnamento avviata dal Governo Draghi, ma non ancora completata dal Governo Meloni.

La persona non autosufficiente potrà scegliere tra la prestazione economica e l’assistenza diretta.

Se sceglierà di avere diritto alla prestazione economica, il richiedente riceverà un assegno mensile. L’importo non sarà uguale per tutti, ma modulato sulla base dell’effettivo bisogno del titolare dell’indennità di accompagnamento.

Se, invece, la persona non autosufficiente dovesse scegliere di ricevere un sostegno medico/assistenziale/infermieristico, allora sarà costretto a rinunciare all’assegno mensile, in cambio di un’assistenza domiciliare e di aiuti concreti rivolti anche ai caregiver che presta assistenza.

La riforma dell’accompagnamento deve essere approvata definitivamente entro il mese di marzo 2023 ed entrare in vigore entro marzo 2024, come espressamente richiesto dal PNRR.

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