Assegno di accompagnamento 2023: requisiti e importi

Vediamo quali sono gli importi dell’assegno di accompagnamento 2023 con la rivalutazione del 7,3% approvata dal governo e quali sono i requisiti per ottenere l’indennità.
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22/3/23

Di quanto aumenterà l’assegno di accompagnamento 2023? Quali sono le cifre ufficiali stabilite dal governo e i requisiti necessari per richiedere l’indennità, per i nuovi beneficiari? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Gennaio è ormai alle porte e sarà un mese importante, perché prevede la perequazione di tutte le pensioni, sia quelle a carattere previdenziale che quelle assistenziali.

Tra queste, c’è anche l’indennità di accompagnamento, per la quale è prevista la rivalutazione piena, in quanto non è stata applicata quella parziale che ha riguardato altri trattamenti da ottobre a dicembre 2023.

Andiamo quindi a vedere quale sarà l’importo dell’assegno di accompagnamento 2023 e quali sono i requisiti per richiedere l’indennità.

Indice

Importi assegno di accompagnamento 2023

A partire dal 1° gennaio cambieranno gli importi dell’assegno di accompagnamento 2023, insieme a tutti quelli delle altre prestazioni previdenziali e assistenziali.

L’aumento stabilito dal governo è del 7,3% e tiene conto dei dati dell’inflazione registrata negli ultimi 12 mesi e del conseguente aumento dei prezzi dei beni al consumo.

Quindi, l’importo dell’assegno di accompagnamento aumenterà di 38,68 euro lordi al mese e passerà da 529,94 euro a 568,58 euro lordi al mese.

Ti ricordiamo che le pensioni che hanno goduto della rivalutazione anticipata del 2%, come ad esempio la pensione di invalidità, riceveranno il 5,3% di aumento, ovvero la compensazione sull’anticipo sulla perequazione piena di gennaio 2023.

Quelle escluse dalla rivalutazione parziale del 2022, come l’indennità di accompagnamento, riceveranno invece la rivalutazione piena del 7,3%.

Il tema aumento pensioni a gennaio 2023 è stato affrontato più volte su TheWam.net e su questo sito. Leggi anche:

Per saperne di più sull’Assegno Unico 2023, ti consigliamo la visione di questo video:

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Come cambierà l’indennità di accompagnamento?

Prima di andare a vedere quali sono i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento e come fare domanda, soffermiamoci sulle novità e sui cambiamenti previsti dal governo per il 2023.

Il nuovo anno non riguarderà solo l’aumento dell’assegno di accompagnamento 2023, ma anche dei cambiamenti sulla misura.

Sul tavolo di lavoro del nuovo governo Meloni, si troverà anche il disegno di legge delega sull’autosufficienza lasciato dall’uscente governo Draghi, che riguarda una riforma dell’accompagnamento 2023.

In sostanza, la persona non autosufficiente potrà scegliere tra la prestazione economica e l’assistenza diretta.

La prestazione economica riguarderà ancora l’erogazione di un assegno mensile, che verrà garantito, così come adesso, a tutte le persone che rientrano nei requisiti, a prescindere dal reddito.

Tuttavia, la prestazione economica non sarà uguale per tutti, perché gli importi verranno modulati sulla base dell’effettivo bisogno della persona con disabilità.

Non è ancora chiaro, però, se per averne diritto continuerà a essere sufficiente la condizione medica di chi riceve la prestazione o se l’“effettivo bisogno” potrà in futuro comprendere anche la situazione economica.

Se, invece, la persona non autosufficiente sceglierà il sostegno medico/infermieristico/assistenziale, rinuncerà alla prestazione economica, ma otterrà assistenza domiciliare e aiuti concreti anche ai caregiver e ai familiari che gli prestano assistenza.

In particolare, sono previsti aiuti economici alle badanti, per le quali sarà anche stabilito un profilo professionale nazionale per individuare competenze e prevedere un’adeguata formazione.

Insomma: l’indennità di accompagnamento 2023 non verrà eliminata ma ridefinita e riformulata in modo da migliorare la vita delle persone non autosufficienti.

Prima di attuare la riforma accompagnamento 2023, il governo ha comunque a disposizione molto tempo.

Intanto, sarà necessario che Camera e Senato approvino definitivamente il disegno di legge, per il quale c’è tempo fino a marzo 2023.

Successivamente all’approvazione, il governo Meloni dovrà attuare i vari punti, entro il termine tassativo marzo 2024, perché la riforma è espressamente prevista tra gli obiettivi da raggiungere con il Pnrr.

Detto questo, andiamo a vedere quali sono i requisiti per richiedere l’assegno di accompagnamento 2023 e come fare domanda.

Chi è in dialisi può avere l’accompagnamento? Cerchiamo di capire se la patologia, associata a questa terapia, dà diritto alla prestazione.

In questo video che ti consigliamo di vedere vengono spiegati gli errori da non commettere durante la visita di revisione dell’accompagnamento e dell’invalidità civile:

Requisiti per ottenere l’assegno di accompagnamento 2023

Per beneficiare dell’assegno di accompagnamento 2023 è necessario rientrare in determinati requisiti sanitari (non sono previsti quelli di reddito).

Il requisito sanitario per ottenere l’indennità di accompagnamento non conta solo per avere una determinata percentuale di invalidità (anche il 100% potrebbe non comportare il diritto). Si deve invece rientrare in una di queste due condizioni:

  • essere incapaci di deambulare da soli;
  • essere incapaci di compiere i gesti quotidiani della vita (lavarsi, vestirsi, mangiare e così via) senza l’aiuto di un’altra persona.

In sostanza, per ottenere l’indennità di accompagnamento bisogna essere non autosufficienti.

In alcuni casi specifici, tuttavia, l’indennità di accompagnamento può essere data anche alle persone autosufficienti: ne parliamo in questo articolo.

Oltre ai requisiti sanitari è necessario avere dei requisiti amministrativi, ovvero:

  • essere cittadini italiani;
  • in assenza del primo requisito, bisognerà avere regolari documenti che attestino l’invalido come cittadino comunitario europeo e iscritto all’anagrafe del Comune italiano in cui risiede;
  • in caso non si risultasse cittadini comunitari, poiché extracomunitari, bisognerà possedere il permesso di soggiorno in corso di validità e che abbia almeno un anno.

Prima di vedere come fare domanda per l’assegno di accompagnamento 2023, vediamo quali sono le principali patologie che danno diritto all’indennità.

Accompagnamento e ricovero in Rsa: vediamo come funziona e quando il ricoverato ha diritto all’indennità. Sulla questione ha fatto chiarezza l’Inps e c’è una importante sentenza della Corte Costituzionale.

Assegno di accompagnamento 2023
Assegno di accompagnamento 2023: requisiti e importi.

Patologie che danno diritto all’assegno di accompagnamento 2023

Vediamo a questo punto quali sono le principali patologie che danno diritto all’assegno di accompagnamento 2023.

Le malattie che più frequentemente danno diritto alla prestazione sono:

  • malattie mentali, fra cui schizofrenia e bipolarismo;
  • autismo;
  • malattie congenite fra cui la sindrome di down;
  • parkinson;
  • alzheimer;
  • sclerosi multipla in stadio avanzato;
  • diabete mellito;
  • cancro (e periodi di chiemioterapia);
  • problemi cardiovascolari gravi;
  • interventi chirurgici che hanno comportato menomazioni permanenti come amputazioni e/o asportazioni di organi fondamentali;
  • problemi nefrologici;
  • malattie croniche che necessitano di cure perenni;
  • postumi di episodi ischemici fra cui la paresi;
  • Hiv in forma grave;
  • artrosi e artrite reumatoide;
  • paraplegia o tetraplegia.

Nel prossimo paragrafo vediamo come fare domanda per l’assegno di accompagnamento 2033.

Quanto tempo per l’accompagnamento? Procedura e pagamenti. Ecco quanto tempo passa per l’erogazione della prima mensilità.

Come fare domanda per l’assegno di accompagnamento 2023

Per ottenere l’assegno di accompagnamento 2023, la prima cosa da fare è ottenere il riconoscimento di disabilità grave (incapacità a deambulare da solo e/o a compiere gli atti quotidiani della vita) da una commissione medico legale.

Nella domanda che dà il via al procedimento bisogna inserire anche:

  • i dati socio economici;
  • eventuali ricoveri;
  • svolgimento di attività lavorative;
  • indicazioni delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione (in favore di un terzo o di associazioni).

Se la domanda è presentata da un minore, queste informazioni dovranno essere inviate solo dopo il riconoscimento del requisito sanitario con la compilazione e l’invio del modello AP70,  il modulo con i dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni di invalidità civile.

La procedura per il riconoscimento si conclude con l’invio da parte dell’Inps del verbale di invalidità civile (tramite raccomandata A/R o all’indirizzo Pec, se è stato fornito dall’utente, e resta disponibile nel servizio di Cassetta postale online).

minori che sono titolari dell’indennità di accompagnamento al compimento dei 18 anni devono presentare il modello AP70 per l’erogazione da maggiorenne (pensione di inabilità) senza che ci sia la necessità di effettuare altri accertamenti sanitari.

La domanda per ricevere l’indennità di accompagnamento deve essere presentata online sul sito dell’Inps. È possibile farlo accedendo al servizio tramite le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). L’alternativa è quella di rivolgersi a un ente di patronato o a una associazione di categoria (Anmic, Ens, Uic, Anfass).

Non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione fino a quando non si è conclusa la procedura per quella in corso o, nel caso di ricorso giudiziario, fino a quando non è stata emessa una sentenza passata in giudicato. Unica eccezione: le domande di aggravamento.

In caso di accettazione della domanda, ogni anno bisogna presentare all’Inps la dichiarazione di responsabilità. Si tratta di un documento obbligatorio, che serve per attestare che l’assistito non è ricoverato in una struttura sanitaria a carico dello Stato. In questo articolo parliamo di come funziona, come si presenta e chi può farla una sola volta.

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