Quando si azzera il periodo di comporto

Quando si azzera il periodo di comporto quando si è stati in malattia? Ovvero: quando si può tornare in malattia senza il timore di superare il limite temporale che può causare il licenziamento. Vediamo in questo post cosa dice la normativa e come deve e comportarsi il lavoratore.
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16/08/2023

Quando si azzera il periodo di comporto, come funziona il calcolo e come varia da contratto a contratto. La differenza tra comporto secco e comporto per sommatoria. Vediamo in questa agile guida ome si deve comportare e quali sono i diritti del lavoratore. (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è il periodo di comporto?

Il periodo di comporto rappresenta lo spazio di tempo durante il quale il lavoratore è protetto dal licenziamento in caso di assenze a causa di una malattia.

Se per qualche ragione ti sei trovato in una situazione in cui la malattia si è prolungata e hai dovuto inviare più certificati al tuo datore di lavoro, potresti chiederti se questo può mettere a rischio il tuo posto di lavoro.

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La buona notizia? Sei protetto, ma solo per un certo arco temporale: il periodo di comporto, appunto.

Quanto dura il periodo di comporto?

La durata del periodo di comporto e quando si azzera non sono stabilite dalla legge ma dal contratto collettivo di lavoro al quale sei sottoposto. Quindi, la risposta può variare a seconda del contratto. È essenziale, quindi, consultarlo sempre per avere informazioni specifiche.

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In linea teorica può variare tra i 3 e i 6 mesi, ma dipende, come vedremo, da molti fattori.

Procedura in caso di malattia

Se sei un lavoratore e ti ammali, ecco i passaggi fondamentali da seguire:

  1. Comunica tempestivamente al tuo datore di lavoro dell’assenza. A seconda del tuo contratto, puoi usare vari mezzi come sms, email o chiamata.
  2. Recati dal tuo medico curante per ottenere un certificato telematico di malattia. Arriverà sia al datore di lavoro sia all’Inps.
  3. Fai molta attenzione all’indirizzo indicato nel certificato per le eventuali visite fiscali (a questo proposito vediamo cosa significa il Codice E sul certificato).
  4. Invia il codice pin del certificato al tuo datore di lavoro.
  5. Assicurati di essere reperibile nel tuo domicilio durante le ore stabilite.

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Cosa non fare durante l’assenza per malattia

Durante il periodo di malattia:

  • Evita qualsiasi attività che possa peggiorare la tua condizione o che possa sembrare in contrasto con la tua malattia.
  • Sii sempre disponibile per eventuali visite fiscali.
  • Rispetta le fasce orarie di reperibilità.

Seguendo queste indicazioni, ridurrai al minimo il rischio di problemi con il tuo datore di lavoro durante il periodo di malattia.

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Quando si azzera il periodo di comporto?

Il periodo di comporto non è uguale per tutti. Dipende, come abbiamo accennato, dal contratto collettivo di lavoro. Ci sono due metodi principali per contare questo periodo:

  1. Comporto secco: conta solo le assenze di una singola malattia. Qui, il periodo di comporto si azzera al termine di ogni malattia.
  2. Comporto per sommatoria: in questo caso si considerano tutte le assenze per malattia accumulate in un periodo definito dal contratto. Il periodo si azzera solo al termine di questo arco temporale.

Che succede se finisco i giorni di malattia?

Ad esempio, in un contratto che prevede un comporto secco di 180 giorni, se un lavoratore è assente per 170 giorni e rientra il giorno successivo, il periodo si azzera. Ma con un comporto per sommatoria in un anno, il totale delle assenze sarà cumulato.

Ci sono anche altri casi, ad esempio: quanto tempo si può stare in malattia con un tumore?

I fattori che incidono sulla durata

La durata varia e dipende da diversi fattori:

  • Contratti individuali: il contratto può avere specifiche sul periodo di comporto.
  • Contrattazioni collettive: gli accordi sindacali possono stabilire durate diverse.
  • Ruolo e compiti: alcuni ruoli richiedono periodi di comporto più lunghi.
  • Ambiente di lavoro: un ambiente positivo può ridurre il periodo di comporto.
  • Esperienza pregressa: chi ha già esperienza potrebbe avere un periodo di comporto ridotto, perché ha bisogno di un tempo inferiore per diventare produttivo.

È essenziale considerare questi elementi per garantire la produttività e il benessere dei lavoratori.

Calcolo dei giorni di comporto

Nel comporto rientrano anche i giorni di ferie maturati ma non goduti. Ecco come calcolarli:

  1. Determina i giorni di ferie spettanti.
  2. Sottrai i giorni di ferie già goduti.
  3. Il risultato sono i giorni di comporto del dipendente.
  4. Aggiorna regolarmente le informazioni sui giorni di comporto.
  5. Il datore di lavoro deve assicurarsi che il dipendente goda delle ferie maturate entro l’anno successivo.

Quanti mesi di malattia in tre anni?

Molto spesso si sente parlare di un periodo di comporto equivalente al numero di mesi di malattia che si possono fare in tre anni. Questa è una delle domande più comuni sul periodo di comporto, ma la risposta non può essere univoca: varia infatti in base al contratto di lavoro e alle specifiche disposizioni contrattuali.

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Quali assenze non rientrano nel periodo di comporto?

Non tutte le assenze sono uguali. Ci sono alcune che non rientrano nel calcolo del periodo di comporto:

  • Malattie causate direttamente dall’ambiente di lavoro;
  • Assenze dovute a infortuni sul lavoro;
  • Altre particolari circostanze che saranno specificate nel contratto collettivo di riferimento.

Queste assenze hanno una natura differente e sono trattate in maniera separata nel conteggio del comporto.

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Superare il periodo di comporto: quali conseguenze?

Quando si supera il periodo di comporto, il datore di lavoro ha la facoltà di rescindere il contratto. Tuttavia, è essenziale che questo venga comunicato correttamente e tempestivamente al lavoratore, indicando chiaramente le motivazioni.

Quando finisce il comporto di malattia?

Il termine esatto dipende, come detto, dal contratto collettivo di lavoro e dalle specifiche disposizioni contrattuali. È essenziale consultare il proprio contratto per avere un quadro chiaro della situazione.

Aspettativa non retribuita per malattia

Una soluzione per evitare il licenziamento dopo il superamento del periodo di comporto è la richiesta di aspettativa non retribuita per malattia.

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Questa aspettativa permette al lavoratore di mantenere il proprio posto di lavoro anche se non riceverà uno stipendio. Ancora una volta, è vitale fare riferimento al proprio contratto di lavoro per comprendere come fare richiesta e in quali termini.

Quando si azzera il periodo di comporto
Nella foto un lavoratore a casa in malattia.

FAQ (domande e risposte)

Cosa significa periodo di comporto?

Il periodo di comporto è il tempo durante il quale un lavoratore è protetto dal licenziamento in caso di assenza dovuta a malattia.

Dove posso trovare informazioni sul mio periodo di comporto?

Le informazioni sul tuo periodo di comporto sono presenti nel tuo contratto collettivo di lavoro.

Come comunicare al datore di lavoro la mia assenza per malattia?

Puoi comunicare la tua assenza tramite vari mezzi, come sms, email o telefonata, ma verifica sempre ciò che prevede il tuo contratto.

Cosa fare se cambio indirizzo durante il periodo di malattia?

È fondamentale che l’indirizzo sul certificato medico sia corretto per eventuali visite fiscali. In caso di cambiamenti, comunicalo tempestivamente.

Posso svolgere altre attività durante il periodo di malattia?

No, devi evitare qualsiasi attività che possa ritardare la tua guarigione o che possa sembrare in contraddizione con la tua condizione di malato.

Quanti mesi di malattia si possono avere in tre anni?

Dipende dal contratto collettivo di lavoro e dalle specifiche incluse. Alcuni contratti potrebbero avere limiti ben definiti.

Ci sono assenze che non rientrano nel periodo di comporto?

Sì, ci sono assenze non legate alla malattia che non rientrano nel calcolo del comporto.

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