Pensione di invalidità: si può lavorare? Tutti i casi

Chi percepisce la pensione di invalidità può lavorare? Dipende. Ecco le differenze tra invalidità lavorativa e invalidità civile e quando è possibile continuare o riprendere a lavorare.
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24/02/2023

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Indice

Chi percepisce la pensione di invalidità può lavorare? Differenze

Chi percepisce la pensione di invalidità può lavorare? Essere riconosciuti invalidi limita o vieta la possibilità di continuare o riprendere a lavorare? Dipende dalle situazioni e dalle prestazioni erogate.

Dobbiamo distinguere tra inabilità lavorativa e invalidità civile e poi ancora tra Assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità e tra assegno mensile per invalidi parziali e pensione di invalidità.

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Sono quattro prestazioni, le prime di due di tipo previdenziale, le altre due di natura assistenziale, che prevedono diverse possibilità di accesso (o di divieto) al mondo del lavoro.

Possiamo già anticiparvi che solo chi percepisce la pensione di inabilità non può svolgere alcuna attività lavorativa. Chi, invece, è titolare di Assegno ordinario di invalidità, assegno mensile per invalidi parziali e pensione di invalidità può lavorare, ma entro determinati soglie di reddito.

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Chi percepisce la pensione di invalidità può lavorare? Invalidità lavorativa

Iniziamo dall’inabilità lavorativa. Le due prestazioni ad essa collegata sono: l’Assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità.

L’Assegno ordinario di invalidità è una prestazione di tipo previdenziale erogata dall’INPS ai lavoratori con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3 (66%).

Per richiedere questa prestazione, il lavoratore deve aver versato almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni negli ultimi 5 anni prima della domanda di pensione.

L’assegno viene erogato ogni mese ed è calcolato sulla base dei contributi versati. La prestazione ha una durata di 3 anni e può essere rinnovata per altri due trienni; dopo l’ultimo rinnovo l’Assegno è confermato fino all’età pensionabile, quando si trasforma in pensione di vecchiaia.

Chi percepisce questa prestazione può lavorare? La risposta è affermativa: sì, può tranquillamente svolgere un’attività lavorativa, ma l’importo della prestazione subirà dei tagli:

  • del 25%, se il reddito da lavoro supera di 4 volte il trattamento minimo INPS (oltre i 29.276 euro);
  • del 50%, se il reddito da lavoro supera di 5 volte il trattamento minimo INPS (oltre i 36.595 euro).

In caso di lavoro dipendente sarà il datore di lavoro a trattenere il 50% della parte eccedente al trattamento minimo, per conto dell’INPS. La quota non cumulabile in caso di lavoro autonomo è del 30%.

Invece, con la pensione di inabilità lavorativa, erogata agli inabili lavorativi (100%), non è consentito lavorare.

La prestazione, in quanto erogata a chi non è idoneo al mondo del lavoro, non è compatibile con qualsiasi tipo di attività lavorativa.

Oltre al 100% di inabilità lavorativa riconosciuta previa visita di controllo, la prestazione è erogata a chi ha versato almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni negli ultimi 5 anni prima della domanda.

Chi percepisce la pensione di invalidità può lavorare
Chi percepisce la pensione di invalidità può lavorare? In foto una donna sulla sedia a rotelle lavora al computer.

Chi percepisce la pensione di invalidità può lavorare? Invalidità civile

Dopo aver visto come funziona la compatibilità tra invalidità lavorativa e lavoro, vediamo insieme se un invalido civile può continuare o riprendere a lavorare.

Sia se il lavoratore percepisce l’assegno mensile per invalidi parziali (invalidità dal 74 al 99%), sia chi è titolare di pensione di invalidità (100% di invalidità riconosciuta), può svolgere un’attività lavorativa.

L’assegno mensile e la pensione di invalidità civile sono prestazioni assistenziali erogate, su domanda, a chi rispetta, tra gli altri, un requisito economico.

Chi percepisce l’assegno per invalidi parziali – 313,91 euro al mese, per 13 mensilità – deve possedere un reddito personale non superiore a 5.391,88 euro annui.

Chi, invece, è titolare di pensione di invalidità – 313,91 euro al mese, per 13 mensilità – deve possedere un reddito personale non superiore a 17.920 euro annui.

Ricordiamo che, fino alla Legge Fiscale del 2022, chi percepiva l’assegno per invalidi parziali non poteva svolgere alcuna attività lavorativa, per effetto dell’articolo 13 della legge numero 118, del 30 marzo 1971.

Dall’approvazione della legge di conversione del Decreto Fiscale 2022 (17 dicembre 2021), il requisito dell’inattività lavorativa è stato ridefinito.

L’invalido civile parziale può lavorare, ma il suo reddito non deve superare i 5.391,88 euro annui (aggiornato al 2023).

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