Ricorso per la Legge 104 e valore della sentenza

Ricorso per la 104 e valore della sentenza: ha più valore l'esito di un verbale di accertamento o la sentenza di un Giudice? Scopriamolo in questo articolo.
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22/02/2023

Ricorso per la 104 e valore della sentenza: cosa accade quando il Tribunale ribalta l’esito del verbale sanitario? Ne parliamo in questo approfondimento (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Ricorso per la 104 e valore della sentenza: cosa sapere?

Vale di più l’esito di una sentenza del Tribunale o quanto scritto in un verbale di accertamento sanitario redatto dalla commissione medica?

Rispondiamo subito: la sentenza emessa da un Giudice, che si pronuncia su un ricorso presentato da un cittadino contro l’esito di un verbale dell’Asl o dell’INPS, annulla il verbale.

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In pratica, nel momento in cui il Giudice sentenzia in favore di chi presenta ricorso, il verbale di accertamento non è più valido. E non verrà emesso un nuovo verbale, perché la sentenza ritiene che il giudizio espresso dalla commissione medica nel verbale contestato, sia errato.

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Ricorso per la 104 e valore della sentenza: cos’è una sentenza?

Nel nostro ordinamento, la sentenza emessa da un Giudice sostituisce il contenuto del verbale impugnato dal cittadino.

Al contrario di leggi, decreti legge, decreti legislativi e regolamenti, che una volta entrati in vigore sono obbligatori per tutti i cittadini, salvo alcune deroghe, le sentenze valgono soltanto per le parti coinvolte nel processo.

Con la sentenza, il Giudice incaricato interviene in una controversia tra due o più soggetti in causa e stabilisce chi ha ragione e chi ha torto.

Nel nostro caso, la sentenza che annulla l’esito di un verbale di accertamento contestato, dà ragione al cittadino e torto all’Asl o all’INPS.

Di conseguenza, una volta annullato il verbale di accertamento, il cittadino avrà diritto a quelle agevolazioni fiscali e lavorative legate alla Legge 104, che gli erano state negate dalla commissione medica.

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Ricorso per la 104 e valore della sentenza: handicap e Legge 104

Abbiamo visto che la sentenza di un Giudice annulla l’esito di un verbale di accertamento per la Legge 104, contestato da un cittadino disabile e lo sostituisce.

La condizione di handicap o la condizione di handicap grave (Legge 104, art. 3, comma 3) non sempre vengono riconosciute dalla commissione medica chiamata a visitare il paziente.

Lo status di handicap è la condizione necessaria affinché vengano riconosciuti i benefici e le agevolazioni della Legge 104.

Ricordiamo che il portatore di handicap è chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabile o progressiva, che causa difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione sul luogo di lavoro.

Ricorso per la 104 e valore della sentenza
Ricorso per la 104 e valore della sentenza: in foto il martello di un Giudice.

Ricorso per la 104 e valore della sentenza: revisione e ricorso

Cosa fare quando non si è d’accordo con quanto scritto sul verbale di accertamento redatto dalla commissione medica, al termine della visita di controllo? In prima battuta, si può presentare domanda di revisione.

Con la revisione verrà effettuata una nuova visita di controllo, ma l’esito del verbale, se positivo, non ha efficacia retroattiva.

Ma è possibile contestare l’esito del verbale di accertamento e il mancato riconoscimento dei benefici della Legge 104 anche presentando ricorso giudiziario, ma solo se preceduto dall’accertamento tecnico preventivo ed entro 6 mesi dalla ricezione del verbale.

Il Giudice nominerà un CTU (il consulente tecnico d’ufficio), ovvero un medico specializzato nella patologia da esaminare. Questa figura dovrà verificare la correttezza della valutazione della commissione medica, in presenza di un medico dell’INPS.

Una volta terminata la perizia, il CTU informa il Giudice attraverso una relazione peritale definitiva. Può essere sia accertata la bontà dell’esito del verbale di accertamento, che dare ragione al cittadino che ha presentato ricorso.

A questo punto, entro 30 giorni, le parti in causa devono decidere se contestare o meno le conclusioni del CTU. In mancanza di contestazione, il Giudice procede a emanare il decreto di omologazione.

Se il CTU ha dato ragione al cittadino, la sentenza del Giudice, come visto in precedenza, annulla il verbale. Di conseguenza l’INPS dovrà procedere a riconoscere, al cittadino, i benefici della Legge 104.

In caso di contestazioni mosse da una delle parti in causa (cittadino o INPS), il Giudice stabilirà un ulteriore termine di 30 giorni entro cui presentare ricorso. Parliamo del giudizio di merito.

Il ricorrente, INPS o cittadino che sia, dovrà specificare i motivi della contestazione. Verrà nominato un nuovo CTU, chiamato a effettuare accertamenti e a riferire tutto al Giudice. La procedura termina soltanto con una sentenza.

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