L’accompagnamento cambia la retta della Rsa?

L’importo della retta di una Rsa dipende dal reddito posseduto. Cerchiamo di capire se l’indennità di accompagnamento fa reddito e se di conseguenza l’accompagnamento cambia la retta della Rsa.
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31/03/2023

Cosa viene preso in considerazione per stabilire l’importo di una Rsa? L’indennità di accompagnamento fa reddito? L’accompagnamento cambia la retta della Rsa? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

L’indennità di accompagnamento è la prestazione economica che l’INPS eroga su domanda ai soggetti invalidi civili totali (invalidità al 100%) per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti della vita quotidiana.

Ma se una persona è ricoverata in una Rsa, ha diritto all’indennità di accompagnamento? E, nel caso in cui sia possibile ottenere l’indennità, l’accompagnamento cambia la retta della Rsa? Ne parliamo in questo approfondimento.

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L’accompagnamento cambia la retta della Rsa?

Siete in tanti a chiederci se l’accompagnamento cambia la retta della Rsa. Ebbene, rispondiamo che no, l’indennità di accompagnamento non incide sull’importo della retta di una Rsa e vi spieghiamo subito perché.

Nonostante l’INPS abbia più volte chiarito che il pagamento dell’indennità di accompagnamento viene sospeso in caso di ricovero a totale carico dello stato per un periodo superiore a 29 giorni e che la Cassazione abbia stabilito l’incompatibilità dell’indennità con i ricoveri di luna degenza (sentenza n. 18437/2006 e sentenza n. 2270/2007), è intervenuta successivamente una sentenza del Tar della Puglia a spiegare se l’accompagnamento cambia la retta della Rsa (sentenza n. 628/2022).

Il Tar della Puglia, in sintesi, ha ricordato che, essendo l’indennità di accompagnamento una prestazione di natura assistenziale, non concorre alla determinazione del reddito posseduto e non è pignorabile.

Una Rsa, per stabilire l’importo da pagare per la retta mensile, fa riferimento all’ISEE personale della persona disabile o non autosufficiente ricoverata. Nell’ISEE, proprio perché l’indennità non concorre al calcolo del reddito, non può mai essere presente.

Né una Rsa può calcolare il reddito posseduto dalla persona ricoverata facendo riferimento all’ISEE e poi aggiungendo a questo l’importo annuale dell’indennità di accompagnamento.

Chiariamo che non è possibile farlo perché purtroppo è accaduto e la sentenza del Tar della Puglia è relativa proprio al ricorso della famiglia di una persona non auto sufficiente ricoverata in una Rsa che si è vista attribuire una retta che prendeva in considerazione anche l’importo dell’accompagnamento.

Dopo aver chiarito questo aspetto, ricordiamo a chi spetta l’indennità di accompagnamento, qual è il suo importo e come richiederlo.

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L’accompagnamento cambia la retta della Rsa? A chi spetta l’indennità di accompagnamento?

Dopo aver visto se l’accompagnamento cambia la retta della Rsa, ricordiamo a chi spetta l’indennità.

Requisito fondamentale per poter chiedere l’assegno di accompagnamento è essere stati riconosciuti invalidi civili al 100% e non essere in grado permanentemente di compiere in modo autonomo, cioè senza essere assistiti, gli atti quotidiani della vita, quali:

  • provvedere alla propria igiene personale;
  • soddisfare i propri bisogni fisiologici;
  • vestirsi e svestirsi;
  • assumere i pasti;
  • effettuare in sufficiente autonomia tutto quanto attiene alle necessità minime essenziali della quotidianità;
  • camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Inoltre, si deve avere la residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Non è previsto, invece, un reddito massimo come requisito per l’accesso all’assegno.

Leggi anche cosa serve per ricoverare un anziano nella Rsa, i documenti, la domanda, le visite, la scelta. La differenza tra la Rsa e la Casa di riposo, e tra strutture pubbliche e private. Come funziona la graduatoria, quali sono i tempi di attesa.

L’accompagnamento cambia la retta della Rsa? A quanto ammonta l’importo dell’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità. Inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

L‘importo per l’indennità di accompagnamento nel 2023 è di 527,16 euro mensili.

Come fare ricorso per l’indennità di accompagnamento: procedura, durata, costi e come scegliere l’avvocato per richiedere che ti venga riconosciuto il diritto.

L’accompagnamento cambia la retta della Rsa? Incompatibilità e compatibilità dell’accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili che sono state concesse per invalidità contratte a causa di guerra, lavoro o servizio. Hai comunque facoltà di scegliere il trattamento che ritiene più favorevole.

È invece compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, dipendente o autonoma.

L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto, ma solo se le due indennità sono state concesse per delle distinte minorazioni, ognuna delle quali deve essere relativa a differenti stati di invalidità (pluriminorati).

Ti mostriamo quali sono gli interventi più importanti contenuti nel Ddl per anziani non autosufficienti, il piano nazionale che apporterà dei cambiamenti importanti a favore delle persone disabili e non autosufficienti.

L’accompagnamento cambia la retta della Rsa
L’accompagnamento cambia la retta della Rsa? Nella foto: anziani in una Rsa

L’accompagnamento cambia la retta della Rsa? Come fare domanda per l’accompagnamento

Vediamo ora quando presentare la domanda per l’indennità di accompagnamento.

La prima cosa da fare è ottenere il riconoscimento di disabilità grave (incapacità a deambulare da solo e/o a compiere gli atti quotidiani della vita) da una commissione medico legale.

Nella domanda che dà il via al procedimento bisogna inserire anche:

  • i dati socio economici;
  • eventuali ricoveri;
  • svolgimento di attività lavorative;
  • indicazioni delle modalità di pagamento e della delega alla riscossione (in favore di un terzo o di associazioni).

Se la domanda è presentata da un minore, queste informazioni dovranno essere inviate solo dopo il riconoscimento del requisito sanitario con la compilazione e l’invio del modello AP70 (che è il modello con i dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni di invalidità civile.

La procedura per il riconoscimento si conclude con l’invio da parte dell’INPS del verbale di invalidità civile (tramite raccomandata A/R o all’indirizzo Pec, se è stato fornito dall’utente, e resta disponibile nel servizio di Cassetta postale online).

I minori che sono titolari dell’indennità di accompagnamento, al compimento dei 18 anni devono presentare il modello AP70 per l’erogazione da maggiorenne (pensione di inabilità) senza che ci sia la necessità di effettuare altri accertamenti sanitari.

La domanda per ricevere l’indennità di accompagnamento deve essere presentata online sul sito web dell’INPS. È possibile farlo accedendo al servizio tramite le proprie credenziali. L’alternativa è quella di rivolgersi a un ente di patronato o a una associazione di categoria (Anmic, Ens, Uic, Anfass).

Non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione fino a quando non si è conclusa la procedura per quella in corso o, nel caso di ricorso giudiziario, fino a quando non è stata emessa una sentenza passata in giudicato. Unica eccezione le domande di aggravamento.

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