Assegno di incollocabilità rivalutato

Scopri tutto quello che c'è da sapere a riguardo dell'assegno di incollocabilità e rivalutazione: di quanto aumenta l'importo?
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11/08/2023

Assegno di incollocabilità e rivalutazione: vediamo nel dettaglio che cos’è questo assegno e di quanto è stato alzato (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Di quanto aumenta l’assegno di incollocabilità con la rivalutazione?

Dal primo luglio, l’importo mensile della somma assegnata per l’assegno di incollocabilità e pagata dall’INAIL aumenta a 290,11 euro, anziché il precedente importo di 268,37 euro (valido fino al 30 giugno).

Questa informazione è stata fornita dall’INAIL attraverso la circolare numero 34/2023, a seguito della pubblicazione del decreto numero 84/2023 per la rivalutazione, disponibile sul sito web ufficiale del Ministero del Lavoro (in ottemperanza alle norme di pubblicità legale).

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Che cos’è l’assegno di incollocabilità?

L’assegno di incollocabilità costituisce una forma di assistenza che prevede un pagamento mensile da parte dell’INAIL ai lavoratori che hanno subito mutilazioni o sono diventati invalidi a causa di incidenti sul lavoro, e che non beneficiano dei vantaggi del collocamento obbligatorio (conforme all’articolo 10 della legge 248/76).

Questa somma viene erogata come una rendita diretta e viene rivalutata ogni anno (a partire dal primo luglio 2013, l’importo era di 253,04 euro). È importante sottolineare che tale importo non è soggetto a tassazione IRPEF.

L’assegno è erogato alle persone invalide che hanno perso completamente la loro capacità lavorativa o che, a causa del grado o della natura dell’invalidità, potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza degli altri lavoratori o degli impianti.

Quali sono i requisiti per ottenere l’assegno di incollocabilità?

Affinché sia possibile richiedere questo beneficio, la persona con invalidità deve soddisfare i seguenti requisiti:

Come fare domanda per l’assegno di incollocabilità?

Per essere idoneo a ricevere l’assegno di incollocabilità, il lavoratore deve presentare una richiesta presso l’ufficio INAIL di riferimento e ha la possibilità di ricevere assistenza da parte di un patronato.

La domanda deve includere le informazioni personali dell’individuo, una dettagliata descrizione dell’invalidità (sia di origine lavorativa che extra lavorativa, se applicabile) e una copia del documento d’identità.

Nel caso di invalidità derivante da cause extra lavorative, sarà necessario allegare la relativa certificazione.

La richiesta può essere inviata all’ufficio competente in base al proprio indirizzo tramite:

È possibile che l’assegno sia approvato anche in seguito a una valutazione medica da parte di un professionista INAIL durante l’esame delle lesioni permanenti.

Assegno di incollocabilità e rivalutazione
Assegno di incollocabilità e rivalutazione – L’immagine mostra una persona disabile in carrozzina vicino a una scrivania che sta ascoltando un’altra persona.

Come avvengono i pagamenti dell’assegno di incollocabilità?

Per ricevere l’assegno mensile di incollocabilità tra le prestazioni erogate dall’INAIL, chi ne fa richiesta ha diverse opzioni tra cui selezionare, a seconda delle proprie preferenze e comodità. Le scelte per l’erogazione includono:

  1. Accredito su conto corrente bancario o postale: Il pagamento viene inviato direttamente al conto corrente bancario o postale indicato dal beneficiario.
  2. Accredito su libretto di deposito nominativo bancario o postale: L’assegno viene depositato su un libretto di deposito nominativo fornito dal beneficiario.
  3. Accredito su carta prepagata con codice IBAN: L’assegno viene caricato su una carta prepagata con codice IBAN, che funziona come un conto bancario.
  4. Erogazione tramite istituti di credito convenzionati con l’INPS per beneficiari che risiedono all’estero: Nel caso in cui il beneficiario si trovi all’estero, l’assegno può essere erogato tramite istituti di credito affiliati all’INPS.
  5. Pagamento in contanti presso sportello bancario o postale per importi fino a 1.000,00 euro: In determinate situazioni, per somme inferiori a 1.000,00 euro, è possibile ricevere il pagamento in contanti presso un’apposita filiale bancaria o postale.

La selezione della modalità di pagamento è basata sulle preferenze e le necessità del beneficiario.

FAQ sull’assegno di incollocabilità e rivalutazione

Quanto sarà la pensione di invalidità nel 2023?

L’importo della pensione di invalidità viene erogato per un totale di 13 mensilità, a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della richiesta per la verifica dell’inabilità. Questo beneficio non è trasmissibile agli eredi ed è stabilito a 313,91 € al mese per l’anno 2023.

Quanto dura il vitalizio INAIL?

La rendita diretta per inabilità permanente rappresenta un sostegno erogato per la ridotta capacità lavorativa a seguito di danni permanenti derivanti da eventi precedenti al 25 luglio 2000. È importante notare che questa prestazione non è soggetta a tassazione IRPEF.

Per poter accedere a questa prestazione, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • L’evento che ha causato l’inabilità deve essere legato al lavoro svolto.
  • Il grado di inabilità permanente deve situarsi tra l’11% e il 100%, valutato in base alle tabelle incluse nel Testo Unico.
  • La prestazione ha effetto a partire dal giorno successivo alla guarigione clinica.

La durata di questa prestazione è valida per l’intera vita, a condizione che:

  • Nel periodo in cui una revisione potrebbe verificarsi, il grado di inabilità riconosciuto non scenda al di sotto dell’11%.
  • La rendita non venga convertita in una somma in unica soluzione.

Chi ha diritto all’aumento della pensione nel 2023?

Gli ultra settantacinquenni vedranno un aumento della loro pensione da 563,74 euro a 599,82 euro al mese, un incremento di 36,08 euro. Gli altri riceveranno una pensione minima di 572,20 euro al mese, con un incremento di 8 euro. Questi aumenti si applicano a coloro con reddito personale che rispetti i requisiti della legge o, nel caso di coniugati, con reddito personale e del coniuge combinato entro quattro volte l’importo minimo.

I beneficiari di questi aumenti sono coloro che già ricevono la pensione minima. Le regole esistenti rimangono valide: l’integrazione al minimo si somma a tutti i tipi di pensione, tranne quelle supplementari o basate esclusivamente sul sistema contributivo che non raggiungono il minimo stabilito dalla legge.

Nel caso in cui il pensionato riceva più trattamenti pensionistici, a partire dal 1983, l’integrazione al minimo si applica a una sola pensione, e su questa verranno applicati gli aumenti.

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