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Indennità di accompagnamento: come riscuoterla, tutti i modi

Come riscuotere l'indennità di accompagnamento? Ecco i modi possibili, a chi spetta la prestazione e come ottenerla.
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17/03/2023

Come riscuotere l’indennità di accompagnamento? Scopriamolo in questo approfondimento (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Come riscuotere l’indennità di accompagnamento?

Come riscuotere l’indennità di accompagnamento? Iniziamo col dirvi che i pagamenti arrivano direttamente al titolare, senza che ci sia bisogno di un’assistenza personale,

L’indennità può essere riscossa in due modi:

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  • in contanti, presso gli uffici postali (rispettando il calendario dei pagamenti, ordinato in base alla lettera iniziale del cognome del pensionato);
  • con accredito su conto corrente postale o bancario, sul libretto postale, sul conto Banco Posta o sulla Poste Pay Evolution, intestato all’invalido.

Il pagamento decorre a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.

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Ricordiamo, inoltre, che l’indennità di accompagnamento non fa reddito, ovvero non è computabile nel reddito familiare ai fini del pagamento dei trattamenti di famiglia.

In caso di invalido deceduto, gli eredi potranno riscuotere gli importi non riscossi in vita dal titolare, presentando istanza in bollo alla Prefettura del comune di residenza, allegando alla domanda la documentazione richiesta.

Dal 1° gennaio 2023, l’importo dell’indennità di accompagnamento, per effetto della rivalutazione del 7,3%, è stato portato a 527,16 euro al mese, per 12 mensilità (non è prevista la tredicesima).

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Come riscuotere l’indennità di accompagnamento: a chi spetta?

Abbiamo visto come riscuotere l’indennità di accompagnamento, vediamo ora cos’è questa prestazione e a chi spetta.

L’accompagnamento è un contributo economico che l’INPS eroga agli invalidi civili totali (100% di invalidità), agli anziani e ai mutilati.

L’indennità spetta a prescindere dall’età e dal reddito del richiedente. È necessario essere stati riconosciuti invalidi totali non autosufficienti, ovvero non in grado di deambulare senza assistenza o di compiere atti di vita quotidiana come mangiare, lavarsi, vestirsi autonomamente.  

Nel verbale rilasciato dalla commissione medica, in seguito alla visita di controllo, dovrà essere presente una di queste due diciture: “impossibilità di deambulazione senza aiuto permanente di un accompagnatore” oppure “necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita

Inoltre, l’indennità di accompagnamento spetta anche alle persone con più di 65 anni di età con difficoltà persistenti e ai mutilati.

L’accompagnamento spetta ai cittadini italiani, comunitari (iscritti all’anagrafe del comune di residenza) ed extracomunitari (in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo), residenti in Italia, in modo continuato, da almeno 10 anni.

Spetta anche ai rifugiati politici, agli apolidi che risiedono regolarmente in Italia e ai cittadini della Repubblica di San Marino.

Come riscuotere l’indennità di accompagnamento: incompatibilità

L’indennità di accompagnamento, come visto, spetta a prescindere dall’età e dal reddito personale, ma è incompatibile con:

  • l’indennità di frequenza (invalidi minorenni);
  • analoghe indennità per causa di guerra, di lavoro o di servizio (si può scegliere il trattamento economico più favorevole);
  • il ricovero in istituto o reparto di lungodegenza totalmente a carico di un ente pubblico (se il beneficiario paga una parte o l’intera retta, l’indennità continua ed essere corrisposta. Lo stesso vale durante i periodi di ricovero connessi per terapie correlate alla specifica patologia).

Chi riceve l’accompagnamento può regolarmente lavorare e possedere una patente di guida speciale.

Come riscuotere l'indennità di accompagnamento
Come riscuotere l’indennità di accompagnamento: in foto un’anziana in carrozzina in compagnia di una giovane donna.

Come riscuotere l’indennità di accompagnamento e come ottenerla?

Una volta visto come riscuotere l’indennità di accompagnamento, vediamo come ottenerla. In primo luogo va riconosciuta l’invalidità del richiedente.

La procedura viene avviata con l’invio di un certificato introduttivo, per via telematica, dal medico curante all’INPS. Successivamente l’interessato dovrà presentare domanda all’INPS, sempre per via telematica, oppure rivolgendosi a un patronato o a un CAF.

A questo punto l’INPS, tramite raccomandata A/R, comunicherà all’interessato il luogo, la data e l’orario della visita medica, a cui dovrà necessariamente sottoporsi. La visita è tenuta da una commissione medica competente.

È possibile chiedere, previa presentazione di un certificato medico, la visita domiciliare qualora la persona interessata sia impossibilitata a muoversi.

Se entro tre mesi la commissione non ha ancora effettuato la visita, l’interessato potrà rivolgersi all’Assessorato alla Sanità della Regione. In ogni caso, l’accertamento sanitario va terminato entro 9 mesi dalla presentazione della domanda.

Sarà la commissione medica a inviare, tramite raccomandata A/R, il verbale di visita. Se la percentuale di invalidità riconosciuta dovesse dare diritto all’indennità, la commissione medica trasmetterà d’ufficio alla Prefettura competente una copia della domanda di concessione di indennità e una copia autentica del verbale sanitario.

A questo punto, l’Ufficio Invalidi civili della Prefettura invierà all’interessato, tramite posta, un modulo che, il richiedente dovrà compilare e presentare alla Prefettura per posta, per via telematica o tramite una terza persona (allegando al modulo una copia del documento di riconoscimento).

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