Quando si rinnova l’indennità di frequenza

Quando si rinnova l’indennità di frequenza: vediamo quando scade l’indennità di frequenza e come fare per rinnovarla.
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30/3/23

Quando si rinnova l’indennità di frequenza? Questo trattamento erogato dall’Inps a tutti i bambini con difficoltà a svolgere funzioni e compiti della loro età, ha una scadenza e deve essere rinnovata per poterne nuovamente beneficiare. Vediamo quando è prevista la scadenza indennità di frequenza e cosa devi fare per rinnovarla. ((entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE:

Quando si rinnova l’indennità di frequenza: a chi è rivolta la misura

Prima di chiarire quando si rinnova l’indennità di frequenza, vediamo in cosa consiste questo trattamento assistenziale e a chi spetta, perché ci porta anche a comprendere perché scade e va rinnovata, a differenza di altri trattamenti per cui non è necessario presentare nuova domanda annualmente.

L’indennità di frequenza è una prestazione economica di tipo assistenziale che viene erogata dall’Inps – rispettando le soglie di reddito previste dalla legge – a:

  • minori di 18 anni con disabilità;
  • minori ipoacusici con perdita uditiva superiore ai 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1.000 e 2.000 hertz.

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Quando si rinnova l’indennità di frequenza: i requisiti

Quando si rinnova l’indennità di frequenza. Il limite reddituale da rispettare per ottenere l’indennità di frequenza è di 5.010,20 euro l’anno.

Oltre ai requisiti sanitario e reddituale, i genitori del minore devono dimostrare che disabile frequenti:

  • l’asilo nido o la scuola materna (circolare Inps n. 11/2003). Nel caso di frequenza di asilo nido o scuola materna, è necessario presentare ogni anno all’Inps un certificato di frequenza scolastica;
  • la scuola pubblica o privata (asilo, scuola primaria e scuola secondaria) fino all’età di 18 anni. In questo caso, è necessario che la frequenza sia pari a ¾ dell’orario scolastico previsto annualmente;
  • centri ambulatoriali sia pubblici che privati, centri diurni anche di tipo semi-residenziale, specializzati nel trattamento terapeutico, nella riabilitazione e nel recupero di persone portatrici di handicap. La frequenza può essere continuativa o periodica ma non occasionale, così come specificato nel messaggio Inps n. 728 del 30/01/2015;
  • centri di formazione e addestramento professionali pubblici e privati convenzionati, finalizzati al reinserimento sociale e scolastico.

Quando si rinnova l’indennità di frequenza: importo e trasformazione dopo i 18 anni

Quando si rinnova l’indennità di frequenza. L’importo dell’indennità di frequenza, nel 2022, è di 291,69 euro al mese, per 12 mensilità, e oltre ai cittadini italiani spetta anche ai minori comunitari regolarmente iscritti all’anagrafe del Comune di residenza e ai minori extracomunitari purché residenti in Italia.

La misura viene erogata fino a 18 anni e, se le condizioni continuano a sussistere, il minore diventato maggiorenne può presentare domanda per l’assegno di invalidità o per la pensione, in base alla percentuale riconosciuta il seguito alla visita della commissione medica dell’Asl.

Per conoscere l’iter di presentazione della domanda per l’invalidità, leggi la nostra guida dedicata.

Vediamo adesso la scadenza indennità di frequenza. Prima, però, scopri quanto aumenterà l’importo dell’indennità di frequenza da gennaio 2023, per mezzo della perequazione delle pensioni e di tutti i trattamenti assistenziali.

Quando si rinnova l’indennità di frequenza. Scadenza indennità di frequenza

Quando si rinnova l’indennità di frequenza. L’obiettivo di questa misura è quello di favorire l’inserimento scolastico e sociale del minore, per questo l’indennità di frequenza viene riconosciuta solo previa dimostrazione della frequenza a una scuola pubblica o privata oppure un centro ambulatoriale o di formazione.

Al fine di raggiungere l’obiettivo, al genitore del minore viene richiesto di presentare, ogni anno, un certificato di frequenza, in cui viene indicata la data di inizio e quella della fine dell’attività.

Il pagamento della prestazione, quindi, avverrà il mese dopo la presentazione della domanda e verrà interrotta nel mese della conclusione delle attività.

Siccome la maggior parte delle attività iniziano a settembre e si concludono tra giugno e luglio, la scadenza dell’indennità di frequenza è generalmente in questi due mesi estivi.

Poi, ad agosto o a settembre, in previsione dell’inizio della scuola e della frequentazione presso centri riabilitativi o di formazione, si rinnova la domanda per l’indennità di frequenza.

A questo punto, vediamo anche come rinnovare l’indennità di frequenza.

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Quando si rinnova l’indennità di frequenza

Quando si rinnova l’indennità di frequenza: la domanda di rinnovo

Quando si rinnova l’indennità di frequenza. Per rinnovare l’indennità di frequenza, tra agosto e settembre (dipende dall’inizio dell’attività) dovrai presentare domanda all’Inps.

La domanda è denominata “Ricostituzione per motivi documentali” e dovrai dichiarare:

  • i redditi percepiti nell’anno precedente e in corso;
  • l’iscrizione e la frequenza al nuovo anno scolastico, allegando il certificato di frequenza della scuola.

Puoi presentare domanda direttamente sul sito web dell’Inps, accedendo con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS) al servizio “Domande di prestazioni pensionistiche”, oppure recandoti presso un Caf o un patronato.

Dovrai anche controllare se sei obbligato a presentare il modello ICRIC, che serve a dichiarare eventuali ricoveri del disabile titolare di indennità di frequenza.

Prima di lasciare questa pagina, leggi su TheWam.net quali sono le regole per i genitori che hanno i conti cointestati con i minorenni che ricevono indennità.

Potrebbe anche interessarti conoscere quali sono tutti i diritti dei disabili a scuola e come funzionerebbe il Reddito di fragilità per disabili e caregiver proposto dalla Fimp.

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