Accompagnamento: malattie che ne danno diritto

Quali malattie danno diritto all”indennità di accompagnamento? Ne parliamo in questo articolo. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi). L’assegno di accompagnamento viene […]
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6/10/22

Quali malattie danno diritto all”indennità di accompagnamento? Ne parliamo in questo articolo. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

L’assegno di accompagnamento viene concesso alle persone con invalidità civile che hanno bisogno di assistenza continua per svolgere le azioni della vita quotidiana: per esempio mangiare, camminare o lavarsi.

L’indennità di accompagnamento, nata per sostenere le persone non autosufficienti e in familiari che li assistono, può essere concessa in presenza di malattie fisiche o psichiche particolarmente gravi.

Come dicevamo, però, più che dal tipo di patologia, l’indennità viene riconosciuta in base alle conseguenze che ha sulla vita della persona.

Indice

Requisiti indennità di accompagnamento: a chi spetta e come funziona

L’indennità di accompagnamento è un contributo economico, pagato mensilmente dall’INPS, a persone con invalidità civile al 100% che hanno bisogno di assistenza continua per camminare o svolgere azioni della vita quotidiana. Nel 2022 l’indennità prevede l’erogazione di 525,17 euro (per il 2022) al mese e spetta a chi rispetta questi requisiti:

  • riconoscimento della commissione Asl dell’inabilità totale e permanente (100%);
  • riconoscimento da parte di una commissione Asl dell’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • riconoscimento dell’impossibilità a compiere autonomamente le azioni quotidiane della vita senza un’assistenza continua;
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione);
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

In questo approfondimento di Invaliditaediritti.it abbiamo spiegato perché gli anziani hanno diritto a un accesso facilitato all’indennità di accompagnamento.

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Quali malattie danno diritto all’accompagnamento? L’elenco

Dopo queste premesse, appare evidente che l’indennità di accompagnamento viene concesso per malattie molto invalidanti, che pregiudicano la possibilità di camminare o di svolgere azioni quotidiane come camminare, mangiare o lavarsi. Per il riconoscimento del contributo economico è necessario il parere di una commissione medica che dovrà accertare le condizioni di salute della persona con disabilità. Nei prossimi paragrafi troverai elencate tutte le patologie che possono dare diritto all’accompagnamento.

Approfondisci quali agevolazioni economiche sono riconosciute con le malattie rare, con le le patologie croniche e quando il bonus 200 euro viene erogato agli invalidi civili.

malattie accompagnamento elenco patologie

Accompagnamento con malattie apparato respiratorio

Ecco le malattie dell’apparato respiratorio che possono portare al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento:

  • broncopneumopatie (bpc) croniche asmatiche severe;
  • bpc ostruttive severe;
  • bpc restrittive severe;
  • interstiziopatie severe;
  • trapianto di polmone complicato.

Accompagnamento con malattie dell’apparato urinario

Ecco le patologie dell’apparato urinario che, come spiegato dal sito TheWam.net, possono portare al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento:

  • i.r. terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva e/o cardiomiopatia e/o ipotensione grave e/o neuropatia e/o osteodistrofia e/o anemia grave e/o sindrome emorragica;
  • trapianto renale con complicanze.

Ecco come funziona il calcolo dell’invalidità civile in presenza di menomazioni plurime e a cosa fare attenzione nella scelta della scuola migliore per figli con disabilità.

Accompagnamento con malattie apparato cardiocircolatorio

Queste sono invece le malattie dell’apparato cardiocircolatorio che possono portare al riconoscimento dell’accompagnamento:

  • aritmie gravissime;
  • coronaropatia gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale;
  • miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale;
  • valvulopatie di grado severo scompensate;
  • difetto interatriale (dia) – stadio IV- dia di grado severo. Gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile;
  • difetto interventricolare (div) stadio V;
  • pervietà del dotto arterioso stadio V;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V;
  • cardiopatia ipertensiva scompensata;
  • trapianto di cuore e polmoni complicato: le complicanze vanno valutate come descritto nei relativi capitoli. La percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore –polmoni;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena.

Accompagnamento con malattie dell’apparato digerente

Queste sono le patologie dell’apparato digerente che possono portare al riconoscimento dell’accompagnamento:

  • stenosi esofagea con ostruzione serrata che richiede una gastro/entero-stomia;
  • cirrosi epatica classe C di Childpugh;
  • trapianto di fegato complicato;
  • trapianto di intestino complicato;
  • malattie infiammatorie croniche intestinali.

Accompagnamento con malattie dell’apparato endocrino

Di seguito trovi le patologie dell’apparato endocrino che possono portare al riconoscimento dell’accompagnamento:

  • diabete mellito con complicanze moderate;
  • sindrome di cushing con complicanze;
  • insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti.

Accompagnamento con malattie dell’apparato osteoarticolare e locomotore

Queste sono le patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore che possono portare al riconoscimento dell’accompagnamento:

  • agenesia completa bilaterale degli arti superiori;
  • amputazione o perdita delle due mani non protesizzabile (tutte le perdite o amputazioni superiori bilaterali vengono assimilate);
  • amputazione bilaterale di coscia o gamba non protesizzabile.

Accompagnamento con malattie dell’apparato neurologico

Queste sono le malattie dell’apparato neurologico che possono portare al riconoscimento dell’accompagnamento:

  • sclerosi multipla EDSS pari o superiore a 6;
  • demenza vascolare con cdr 2-5;
  • morbo di Alzheimer con cdr 2-5;
  • morbo di Parkinson –stadio 4 – 5 di hy (severa disabilità; ancora in grado di camminare o stare in piedi senza assistenza – obbligato alla sedia a rotelle o costretto a letto, a meno che aiutato) o stadio 3 con gravi effetti collaterali da farmaci antiparkinsoniani;
  • epilessia con crisi plurisettimanali generalizzate o parziali complesse;
  • emiplegia;
  • paraparesi con deficit di forza grave;
  • paraplegia;
  • tetraparesi con deficit di forza medio;
  • tetraparesi con deficit di forza grave;
  • atassia cerebellare con disabilità grave o totale;
  • afasia di livello 1 o 0 alla asrs;
  • mielomeningocele in associazione con deficit radicolari lombosacrali e sfinteriali;
  • mielomeningocele associato a Arnold-Chiari di tipo ii e/o idrocefalo;
  • miopatie con grave astenia prossimale grado 5 mdrs;
  • distrofia di Duchenne.

Accompagnamento con malattie dell’apparato psichico

Queste sono le patologie dell’apparato psichico che possono portare al riconoscimento dell’accompagnamento:

  • disturbo amnesico persistente indotto da sostanze (tipo Korsakoff);
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit grave);
  • schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit grave);
  • disturbo schizoaffettivo (tab. b1- b2-b3, deficit grave);
  • depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit grave);
  • disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit grave);
  • anoressia nervosa (tab. d, deficit grave);
  • ritardo mentale grave e profondo (q.i.: < 35-40).

Accompagnamento con malattie dell’apparato visivo

Concludiamo il nostro approfondimento, con le patologie dell’apparato visivo che possono portare al riconoscimento dell’accompagnamento:

  • cecità assoluta (campo visivo residuo minore del 3%);
  • fibrosi cistica con manifestazioni conclamate di malattia;
  • osteogenesi imperfetta forme gravi con fratture frequenti e deformità plurisegmentarie;
  • sindrome di down, di Patau, di Edward, trisomia 9, monosomia 5p o sindrome del “cri du chat” (grido di gatto), oloprosencefalia alobare o semilobare.

Accompagnamento, patologie più frequenti

Abbiamo raccolto le patologie che, spesso, danno il riconoscimento all’indennità di accompagnamento. Come spiegato nei paragrafi precedenti, però, affinché l’assegno venga erogato, è necessario che le malattie impediscano alle persone che ne soffrono di mangiare, camminare, lavarsi o svolgere altre azioni della vita quotidiana.

Dopo questa doverosa premessa, ecco quali sono le malattie collegate più spesso alla concessione dell’accompagnamento:

  • malattie mentali, quali schizofrenia e disturbo bipolare;
  • disturbi del neurosviluppo, come l’autismo;
  • malattie congenite come la sindrome di down;
  • Parkinson e Alzheimer;
  • sclerosi multipla in stadio avanzato;
  • diabete mellito in trattamento;
  • cancro e malati chemioterapici;
  • problemi cardiovascolari gravi, come aritmie e cardiopatie;
  • interventi chirurgici che hanno comportato menomazioni permanenti (amputazioni, asportazione di organi fondamentali);
  • problemi nefrologici (reni), persone soggette ad emodialisi;
  • persone affette da malattie croniche che necessitano di cure continue;
  • postumi di episodi ischemici, come le paresi;
  • persone affette da Hiv, se la patologia è in grado di incidere sugli atti quotidiani;
  • artrosi e artrite reumatoide, in base all’incidenza e alla gravità (spondiloartrosi, artrosi polidistrettuale, coxo-artrosi, spondilite anchilosante);
  • paraplegia o tetraplegia.

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