Legge 104 art 3 comma 1 trasferimento

Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento: è un diritto anche per il caregiver che assiste un disabile non grave? Vediamo cosa dice la legge.
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07/08/2023

Vediamo insieme come funziona le Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento: il lavoratore può rifiutarlo? (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento

La Legge 104 dedica un apposito articolo sul trasferimento, da una sede all’altra, di lavoratori dipendenti disabili e dei familiari che li assistono.

L’articolo 33, comma 5 sancisce il diritto del lavoratore caregiver di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio del familiare da assistere e di rifiutare, ove sia possibile, il trasferimento in altra sede.

Questo vale per l’articolo 3, comma 3 della Legge 104, ovvero per quelle persone con disabilità in condizioni di gravità. Ma il rifiuto al trasferimento è un diritto che spetta anche quando si assiste un disabile con Legge 104 articolo 3, comma 1, ovvero non in condizione di gravità?

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Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento: sentenza della Cassazione

A rimuovere le differenze sul diritto a rifiutare trasferimenti in altre sedi (e di lavorare in orari notturni), è stata la sentenza numero 12649 della Corte di Cassazione, del 10 maggio 2023, secondo cui una persona disabile ha sempre diritto all’assistenza, a prescindere dallo stato di gravità. Dunque a prescindere dal comma di riferimento della 104.

La sentenza della Cassazione segue quella della Corte d’Appello del Tribunale di Milano, che era intervenuta in favore di un lavoratore caregiver, assistente di un familiare titolare della 104 (comma 1).

Questi si era rifiutato di effettuare turni di notte e il suo ricorso era stato accolto dalla Corte d’Appello, che nel sentenziare in favore del lavoratore aveva citato l’articolo 53, comma 3, del decreto legislativo numero 152 del 26 marzo 2001 e l’articolo 11, comma 2, lettera C, del decreto legislativo numero 66 dell’8 aprile 2003.

Inoltre, i magistrati hanno esteso il diritto al rifiuto di lavorare di notte, anche alla possibilità di rifiutare il trasferimento in altra sede.

Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento: l’eccezione

Il trasferimento in altra sede è possibile soltanto previo consenso del dipendente stesso oppure, in caso di mancato accordo col datore di lavoro, se emergono ragioni tecniche e organizzative di produzione, eccezionali, che rendono il trasferimento del dipendente indispensabile.

In caso contrario, se il cambio di sede non dovesse rappresentare per l’azienda un danno economico, questa non potrà negare il diritto al trasferimento del suo dipendente.

Anche in questo caso, a intervenire sul diritto al mancato trasferimento è stata la Corte di Cassazione, con la sentenza numero 704 del 18 gennaio 2021, la quale ha chiarito che debba sussistere un bilanciamento tra il diritto del lavoratore caregiver e le esigenze del datore di lavoro.

Spetta al datore di lavoro dimostrare che il trasferimento del lavoratore caregiver sia legato al soddisfacimento delle ragioni tecniche e produttive dell’azienda.

Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento in sede più comoda

Oltre al rifiutare il trasferimento in altra sede, per impossibilità dovute al rischio di non poter più assistere il familiare disabile, il lavoratore dipendente può anche chiedere il trasferimento in una sede di lavoro più comoda, dimostrando di aver già prestato, in passato, assistenza al familiare disabile (sentenza della Cassazione, numero 26603 del 18 ottobre 2019).  

Il diritto di precedenza e scelta sedi disponibili

L’articolo 21 della Legge 104 stabilisce che la “persona handicappata, con un grado di invalidità superiore a 2/3 già riconosciuta con apposito verbale, o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della Tab. A annessa alla legge 10 agosto 1950, numero 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili. I soggetti di cui al comma 1 hanno la precedenza in sede di trasferimento a domanda”.

Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento
Legge 104 art 3 comma 1 e trasferimento: in foto un uomo assiste un’anziana in carrozzina.

Faq sul diritto al trasferimento con Legge 104

Qual è la funzione dell’articolo 33 della legge 104?

L’articolo 33 della legge 104 garantisce al lavoratore il diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più prossima al domicilio della persona da assistere.

Il diritto al trasferimento del lavoratore è un diritto assoluto?

No, non è un diritto assoluto e può essere limitato da ragioni di organico, gestione e organizzazione del lavoro.

Come si applica la Legge 104 ai genitori separati?

Nel caso di genitori separati, la Legge 104 prevede che entrambi possano usufruire dei benefici per la cura del figlio, a condizione che sia dimostrata la convivenza con il minore.

Cosa dice la Legge 104 riguardo l’assistenza fuori regione?

Se un lavoratore deve assistere un familiare con disabilità grave che vive in un’altra regione o a più di 150 chilometri di distanza, deve presentare una documentazione valida al suo datore di lavoro. Questa norma viene regolamentata dal decreto legislativo numero 119 del 2011 che ha modificato l’articolo 33 della Legge 104 del 1992.

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