Legge 104 come chiedere l’avvicinamento (moduli)

Legge 104 come chiedere l'avvicinamento e quali moduli utilizzare per la richiesta al datore di lavoro. Vediamo come funziona, quando l'istanza deve essere accolta e quando invece può essere rifiutata.
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1/2/23

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento per assistere un familiare con disabilità grave. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Il diritto a trasferirsi in una sede di lavoro che è più vicina all’abitazione dove risiede il parente da assistere è una delle norme più utilizzate e discusse della Legge 104.

In questo articolo vediamo come funziona, come può essere richiesto, quali sono i moduli da compilare e quando il datore di lavoro può negare il trasferimento.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega cos’è l’accertamento provvisorio; un focus su quanti tipi di Legge 104 ci sono; e come funziona per la 104 la retribuzione in busta paga.

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: ove possibile

C’è un punto della norma che non si presta a troppe interpretazioni (che pure ci sono e vedremo), non riguarda il diritto all’avvicinamento, ma è strettamente connesso: il lavoratore caregiver non può essere trasferito senza il suo consenso in un’altra sede.

Un po’ più vaga la parte che riguarda invece la possibilità di chiedere un avvicinamento per poter meglio assistere il familiare. La norma dice che il caregiver ha il diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più prossima a quella dell’assistito.

In quell’ove possibile si nasconde un mare di eccezioni.

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Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: modulo

Comunque sia, prima di inoltrarci nella questione, rispondiamo prima alla domanda del titolo di questo post. Come chiedere l’avvicinamento?

L’istanza deve essere presentata al datore di lavoro, con un modulo simile a quello riportato sotto a questo paragrafo. Se non ci sono problemi, il titolare dell’azienda o dell’ufficio accetta la richiesta. Poi è sempre meglio darne anche comunicazione all’Inps.

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: posto vacante

Ma entriamo ora nel merito di questi diritto del caregiver. Sulla questione ci sono state molte pronunce della Cassazione. I giudici dell’Alta Corte hanno un po’ chiarito il quadro. O meglio hanno definito con maggiore precisione i limiti e l’estensione di quell’ove è possibile.

E dunque, al lavoratore dipendente spetta il diritto al trasferimento con la legge 104 nella sede più vicina al domicilio del familiare con disabilità grave che assiste.

Si tratta di un diritto che sussiste sia all’atto dell’assunzione, sia durante il rapporto di lavoro. C’è un ma, questo diritto è subordinato all’esistenza di un posto vacante.

Cioè, se chiede di essere trasferito in una sede diversa deve essere disponibile nella nuova destinazione un ruolo non coperto e adeguato alle sue mansioni. Se non c’è, il caregiver ha il diritto di chiedere l’avvicinamento ma il datore di lavoro può legittimamente dirgli di no.

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: esigenze di produzione

Torniamo per un istante alla possibilità per il dipendente con 104 di rifiutare il trasferimento. Ebbene, questo diritto è quasi assoluto. Quasi, appunto. Perché una recente sentenza della Cassazione ha individuato un limite. Si manifesta quando il rifiuto del dipendente a trasferirsi arreca un significativo danno alle esigenze produttive e organizzative dell’azienda. Un danno che poi, evidentemente, si riverbera sull’intera attività.

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: l’onere della prova

È anche vero, comunque, che spetta al datore di lavoro provare le eventuali conseguenze negative scaturite da un rifiuto del suo dipendente. Se manca una valida dimostrazione, il trasferimento è da ritenersi illegittimo. Il caregiver resta dov’è, come impone il suo diritto.

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: impugnare l’atto

C’è un aspetto su cui prestare molta attenzione. Quando al caregiver viene imposto un trasferimento che ritiene illegittimo, non può semplicemente rifiutarsi di prendere servizio nella nuova sede. Non spetta a lui la decisione finale. Deve quindi impugnare l’atto di trasferimento del datore di lavoro. Sarà il giudice, dopo aver valutato il ricorso del dipendente con la legge 104, a stabilire se annullare l’ordine di servizio del datore di lavoro e quindi autorizzare il dipendente a restare nella vecchia sede.

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: il ricorso

Passiamo all’avvicinamento. Come anticipato sulla questione si sono accavallate numerose sentenze della Cassazione.

Un caso emblematico riguarda una lavoratrice che ha chiesto di essere trasferita in una sede più vicina all’abitazione della madre e del fratello, entrambi disabili gravi e ai quali è stata riconosciuta la legge 104. Tutti e due assistiti dalla dipendente.

Il datore di lavoro si è rifiutato di accogliere la richiesta. La lavoratrice ha presentato ricorso al tribunale.

Ebbene la Cassazione, riprendendo pronunce precedenti, ha chiarito che il diritto della lavoratrice di scegliere una sede più vicina all’abitazione dei familiari da assistere, sussiste solo «ove sia possibile». E cioè, solo se il suo diritto non danneggia in modo significativo le esigenze economiche, organizzative e produttive del datore di lavoro.

Nel caso in questione comunque, l’azienda non è riuscita a dimostrare quel danno. Infatti la stessa impresa nel corso degli anni aveva già trasferito nella sede richiesta dalla donna una 70ina di lavoratori. Per questo motivo il ricorso della dipendente è stato accolto.

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento (moduli)

Legge 104 come chiedere l’avvicinamento: esigenza familiare

E dunque, il diritto all’avvicinamento, riconosciuto dalla Legge 104 del 1992, articolo 33, comma 5, inoltre, sussiste se c’è anche il requisito della vacanza del posto o se il posto è stato reso disponibile dalla decisione organizzativa dell’azienda o della pubblica amministrazione.

È importante ricordare che in questi cassi, l‘esigenza familiare viene dopo rispetto a quella di servizio. Il motivo? Un danno all’azienda può causare problemi per la collettività, mettendo a rischio la copertura e la continuità dell’organizzazione di lavoro, oltre che la stessa funzionalità della sede.

Questo significa che, anche se in una sede diversa dovesse essere disponibile un posto vacante, il trasferimento richiesto dal lavoratore potrebbe non essere accolto, perché il datore di lavoro ha la libertà di decidere se coprire quel posto vacante o privilegiare soluzioni diverse.

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