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Categorie protette, cosa dire al colloquio di lavoro: esempi

Scopri alcuni consigli utili per affrontare in serenità un colloquio di lavoro per categorie protette e mostrare le proprie competenze.
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10/03/2023

Colloquio di lavoro per categorie protette: vediamo alcuni consigli utili per affrontare in serenità questo importante momento lavorativo (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Il colloquio di lavoro è un momento importante e delicato che richiede una buona preparazione. Non si tratta solo di fare una buona impressione al possibile futuro datore di lavoro, ma anche di comunicare le proprie capacità e aspirazioni per permettere all’azienda di valutare le competenze del candidato in relazione al posto disponibile.

Questo è ancora più importante quando si parla di un colloquio di lavoro per categorie protette, poiché l’attenzione deve spostarsi dalle difficoltà della patologia e concentrarsi sulle abilità del candidato.

Si tratta, quindi, di un aspetto cruciale per fare in modo che la scelta del candidato sia basata sulla sua utilità per l’azienda, piuttosto che sull’adempimento delle leggi sull’occupazione obbligatoria.

In questo contesto, è importante valutare attentamente quanto si vuole rivelare sulla propria patologia e, se necessario, fornire il verbale di invalidità. Tuttavia, è possibile omettere alcune informazioni sulla disabilità e concentrarsi invece sulle abilità e le competenze del candidato.

Vediamo, quindi, qualche consiglio specifico per affrontare il colloquio di lavoro per categorie protette.

Indice

Colloquio di lavoro per categorie protette: bisogna parlare della propria disabilità?

Se si è stati chiamati per un colloquio di lavoro per una posizione destinata alle “categorie protette”, è normale che il selezionatore possa rivolgere domande riguardanti la propria disabilità per capire se si è compatibili con l’attività richiesta dal ruolo.

Questo non è pregiudizievole, ma rappresenta un’opportunità per fare presente eventuali particolari esigenze o porre domande specifiche sull’attività quotidiana che ci si aspetta dal candidato.

Ad esempio, se si avrà bisogno di permessi previsti dalla Legge 104/92 per visite mediche o terapie.

Non sarà necessario fornire dettagli sulla propria patologia o storia clinica, ma è sufficiente spiegare se ci sono attività che non siamo in grado di svolgere e se si ha bisogno di strumenti o adattamenti per la propria postazione lavorativa.

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Colloquio di lavoro per categorie protette: che documenti portare?

Durante il colloquio di lavoro per categorie protette non è necessario portare con sé tutti i documenti riguardanti la propria storia clinica.

Tuttavia, può essere utile avere con sé l’attestazione dell’iscrizione nelle liste del collocamento mirato e una relazione conclusiva che illustri eventuali esigenze particolari o limitazioni, mantenendo sempre la propria privacy al sicuro.

Il resto dei documenti è superfluo. Infatti, durante il colloquio, il focus deve essere sulle competenze, esperienze ed aspirazioni del candidato, non sulla sua disabilità o storia clinica.

Colloquio di lavoro per categorie protette: cosa non chiedere?

Durante un colloquio di lavoro per categorie protette, è importante porre domande pertinenti all’esperienza e alle competenze che si ricercano nel candidato. Tuttavia, ci sono alcune questioni che non dovrebbero essere poste, in quanto potrebbero essere considerate discriminatorie o pregiudizievoli nei confronti del candidato.

In particolare, non è opportuno chiedere informazioni sulla salute o disabilità del candidato. Questo tipo di domande viola la legge sulla privacy e può portare a discriminazione nei confronti dei candidati con disabilità.

Inoltre, non è legale chiedere informazioni sulla vita privata del candidato come l’orientamento sessuale, la religione o l’etnia. Queste domande possono essere considerate invasive e potrebbero influire negativamente sul processo di selezione.

Il focus del colloquio di lavoro per categorie protette dovrebbe essere sull’esperienza lavorativa e sulle competenze tecniche del candidato al fine di valutare se la persona sia adatta alla posizione lavorativa offerta dall’azienda.

Colloquio di lavoro per categorie protette
Colloquio di lavoro per categorie protette: in foto un ragazzo in carrozzina in ufficio davanti a una lavagna.

Colloquio di lavoro per categorie protette: come scrivere nel CV che si appartiene alle categorie protette?

Il modo corretto di inserire la dicitura riguardante l’appartenenza alle categorie protette è all’inizio del curriculum vitae, nella sezione contenente le informazioni personali come nome, cognome, data di nascita e indirizzo di residenza.

L’espressione da utilizzare è “Appartenente alle categorie protette in base alla legge 68 del 1999”.

Inoltre, alla fine del curriculum vitae, si può aggiungere l’informazione “Iscritto all’elenco del Collocamento Obbligatorio in base alla legge 68 del 1999 il [data di iscrizione all’elenco]” per ribadire l’appartenenza alle categorie protette.

Tuttavia, l’appartenenza alle categorie protette non è sufficiente per ottenere un posto di lavoro. Le aziende cercano personale che abbia le competenze e le abilità necessarie per svolgere la mansione richiesta. Quindi, non è opportuno valutare un candidato solo in base alla sua appartenenza ad una determinata categoria di persone svantaggiate.

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Colloquio di lavoro per categorie protette: quali sono i consigli generali?

Se si appartiene alle categorie protette e ci si appresta ad affrontare un colloquio di lavoro, ci sono alcuni consigli utili da seguire per presentarsi al meglio e fare una buona impressione.

Innanzitutto, è importante mostrarsi sicuri di sé e motivati. Essere parte delle categorie protette non dovrebbe essere visto come un ostacolo, ma come un’opportunità per dimostrare le proprie capacità e competenze in ambito lavorativo.

Inoltre, è fondamentale prepararsi bene per il colloquio, studiando l’azienda e la posizione offerta. Questo dimostra interesse e dedizione nei confronti del lavoro e può fare la differenza nella scelta del candidato.

Durante il colloquio, è importante mantenere un atteggiamento professionale e rispettoso. Rispondere alle domande con chiarezza e precisione, evitando di divagare o esagerare nelle descrizioni delle proprie abilità.

Infine, in caso di domande relative all’appartenenza alle categorie protette o alla salute/disabilità, si deve rispondere con sincerità, ma senza sentirsi obbligati a fornire informazioni dettagliate sulla propria situazione personale.

Seguendo questi consigli, i candidati appartenenti alle categorie protette possono affrontare il colloquio di lavoro con fiducia e determinazione, dimostrando le proprie competenze professionali e facendo emergere il proprio valore aggiunto per l’azienda.

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