Categorie protette, spetta il trasferimento del lavoratore?

Vediamo se alle categorie protette spetta il trasferimento, a quali condizioni e quali sono obblighi e limiti da rispettare.
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14/01/2023

Se appartieni alle categorie protette puoi chiedere di essere trasferito in una sede più vicina al tuo domicilio o di mansione, all’interno della stessa azienda? Alle categorie protette spetta il trasferimento? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Il datore di lavoro ha facoltà, in presenza di esigenze organizzative o produttive, di  trasferire uno o più lavoratori da un reparto a un altro oppure da una diversa unità produttiva a un’altra, anche se situata in area geografica diversa.

Tuttavia, non può fare tutto questo facilmente, perchè per evitare trasferimenti ingiusti (per ripicca verso un lavoratore, per esempio), la legge gli pone dei limiti, stabilendo che il trasferimento non può essere effettuato se non per comprovate ragioni tecniche e organizzative” (art. 2103 del codice civile).

Del resto, non è neanche facile per il lavoratore richiedere un trasferimento di sede o di unità produttiva, se non in particolari condizioni che vengono tutelate dalla legge.

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La norma tutela in particolare i lavoratori con disabilità. Vediamo quindi se per legge alle categorie protette spetta il trasferimento o no.

Indice

Alle categorie protette spetta il trasferimento?

Ti diciamo subito che no, alle categorie protette non spetta il trasferimento in ogni caso. Nel senso, per il solo fatto di appartenere alle categorie protette non puoi chiedere e ottenere un trasferimento di sede di lavoro o di unità operativa nella stessa azienda.

Abbiamo detto, in apertura, che la legge tutela i lavoratori disabili. È così, ma pone anche dei limiti, nel senso che questi diritti non spettano a qualunque persona disabile ma solo ai portatori di handicap.

Vediamo quindi in quali casi puoi chiedere un trasferimento se appartieni alle categorie protette.

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Alle categorie protette spetta il trasferimento, con riconoscimento di handicap?

Quindi, dicevamo che alle categorie protette spetta il trasferimento solo se vi sono determinate condizioni sanitarie.

In pratica, non puoi richiedere facilmente il trasferimento né se hai una percentuale di invalidità al 50% nè se ce l’hai all’80% o più alta. Perchè? Perchè per avere diritto alla priorità di trasferimento di sede devi aver anche riconosciuta la condizione di handicap grave art. 3 comma 3 della Legge 104/92.

La legge, infatti, prevede:

  • il divieto dell’azienda di trasferire il lavoratore disabile;
  • il diritto del lavoratore disabile a chiedere il trasferimento.

Tutto questo, però, solo in presenza di handicap grave, come da disposizioni dell’art. 3 della Legge 104/92, che prevede che “la persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso”.

Quindi: se sei lavoratore disabile, appartenente alle categorie protette e portatore di handicap grave, hai diritto a non essere trasferito senza il tuo consenso e a richiedere il trasferimento di sede o di unità operativa, in funzione delle svolgimento del lavoro più facilitato, in base proprio al tuo handicap.

Se sei iscritto alle categorie protette ma non hai una condizione di handicap grave, non hai questi diritti e puoi essere trasferito di sede in qualsiasi momento né puoi chiedere un trasferimento di sede più vicino al tuo domicilio.

Fermo restando, ovviamente, che puoi sempre opporti alla decisione del datore di lavoro o dell’azienda se ritieni che non ci siano i presupposti, impugnando il trasferimento.

Ma se appartieni alle categorie protette e sei portatore di handicap, puoi in ogni caso rifiutare un trasferimento di sede di lavoro?

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Categorie protette spetta il trasferimento
Categorie protette, spetta il trasferimento del lavoratore? Nella foto: lavoratori in ufficio attorno a una scrivania

Alle categorie protette spetta il trasferimento di sede o possono rifiutarlo in ogni caso?

Quindi, alle categorie protette spetta il trasferimento di sede se, oltre all’invalidità, viene accertato anche un handicap grave.

In queste condizioni, la categoria protetta ha diritto a chiedere un trasferimento di sede più vicina al proprio domicilio o di unità operativa (cambio di mansione in base alle capacità lavorativa) e può rifiutare un trasferimento di sede.

Ma può farlo in ogni caso o ci sono dei limiti? In realtà, ci sono per legge delle possibili deroghe al divieto di trasferimento di sede del lavoratore con handicap grave.

Abbiamo detto che, anche se l’azienda dimostra che ha necessità organizzative e produttive tali da dover trasferire il lavoratore, non può comunque trasferire il lavoratore disabile portatore di handicap grave. Tuttavia, ci sono delle deroghe a questa norma.

La prima deroga è rappresentata dall’ipotesi in cui l’azienda dimostri l’intera soppressione di un’unità produttiva. Per esempio: mettiamo il caso che la tua azienda chiuda un intero stabilimento e tu, lavoratore disabile con handicap grave, faccia parte di questo stabilimento.

In questo caso, se il tuo trasferimento rappresenta l’unica soluzione per evitare il licenziamento, dovrai necessariamente trasferirti di sede. In caso contrario, ti farai licenziare e attenderai di essere chiamato nuovamente dal Centro per l’Impiego tramite le liste di collocamento mirato.

La seconda deroga è il trasferimento per incompatibilità ambientale.  Questo vuol dire che se la tua disabilità è causa di una ridotta capacità lavorativa che non permette più lo svolgimento delle mansione che ti erano state assegnate in azienda, e il datore di lavoro non riesce a reintegrarti in mansioni confacenti con la tua disabilità, può chiederti il trasferimento in un’altra sede di lavoro o il reinserimento in un’altra unità lavorativa, ma con mansioni differenti.

A questo punto ci chiediamo: viene considerato trasferimento di sede anche quello all’interno di uno stesso Comune? E in questo caso, può essere anche rifiutato?

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Alle categorie spetta il trasferimento all’interno dello stesso Comune? Può anche essere rifiutato?

Alle condizioni di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti (appartenenza alla categorie protette e riconoscimento di handicap grave) alle categorie protette spetta il trasferimento anche all’interno dello stesso Comune, così come può rifiutarlo.

Questo, perché anche lo spostamento in un’altra sede di lavoro all’interno dello stesso Comune è considerato trasferimento.

Una Sentenza della Corte di Cassazione, la n. 21670/2019, ha stabilito che può essere definito trasferimento del lavoratore anche quello che viene attuato nell’ambito della stessa unità produttiva, quando questa comprende uffici dislocati in luoghi diversi.

Quindi, se sei lavoratore portatore di handicap grave e appartenente alle categorie protette, puoi rifiutare anche il trasferimento di sede all’interno del tuo stesso Comune, se ritieni che sia comunque troppo lontano dal tuo domicilio o se ti provoca qualsiasi altro tipo di disagio.

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