Sfratto categorie protette: è possibile?

Scopri in quali casi può avvenire lo sfratto categorie protette e cosa dice la normativa in merito a tale situazione.
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28/06/2023

Sfratto categorie protette: vediamo se questo provvedimento può essere applicato anche agli inquilini affetti da disabilità. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo video guide e interviste).

Secondo la normativa di riferimento, il proprietario di un immobile in affitto ha il diritto di richiederne il rilascio dell’abitazione se non ci sono più le condizioni per continuare il contratto. Ciò può avvenire se l’inquilino non paga regolarmente il canone o se decide di rimanere nell’abitazione oltre la scadenza del contratto. La giurisprudenza italiana ha stabilito procedure specifiche per proteggere i diritti del locatore in entrambi i casi.

Ma cosa accade se l’inquilino inadempiente è una persona con disabilità o invalidità? Quali sono le protezioni previste dalla legge per lo sfratto di categorie protette?

All’interno di questo articolo, analizziamo in modo più approfondito se è possibile lo sfratto categorie protette.

Sfratto categorie protette: che cos’è lo sfratto?

Prima di affrontare la questione dello sfratto categorie protette, è importante avere un’idea generale del funzionamento della procedura di sfratto.

Un proprietario può decidere di avvalersi di questo strumento legale se vuole recuperare la proprietà locata a uso abitativo o commerciale, in caso di mancato pagamento del canone d’affitto o di inadempimento alla scadenza del contratto.

In tal caso, il locatore deve rivolgersi al tribunale, che fissa un’udienza alla quale le parti devono partecipare personalmente. Se il conduttore non si presenta, viene concessa la convalida del provvedimento per poter procedere allo sfratto. Altrimenti, si apre una causa civile ordinaria.

La procedura di sfratto prevede l’atto di citazione in tribunale, l’udienza (solitamente dopo 20 giorni), la convalida del provvedimento (dopo 30 giorni se l’inquilino non si presenta), l’atto di precetto (invito a lasciare l’immobile entro 10 giorni per evitare l’esecuzione forzata) e, infine, l’avvio di una causa civile se la controparte si presenta in aula.

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Sfratto categorie protette: è possibile lo sfratto per morosità?

Nel caso di morosità nel pagamento del canone di locazione da parte di inquilini appartenenti alle categorie protette, il giudice può concedere una dilazione di pagamento se la situazione di difficoltà economica è derivata da eventi imprevisti e comprovati, come la perdita improvvisa del lavoro o malattie gravi.

Questa concessione, tuttavia, non è automatica per le categorie protette, ma rappresenta un elemento in più per dimostrare lo stato di difficoltà.

Se i requisiti previsti dalla legge sono rispettati, il giudice può concedere al conduttore un termine di grazia fino a 120 giorni per saldare il debito, ma ciò non implica automaticamente l’annullamento dello sfratto.

Sfratto categorie protette: è possibile lo sfratto per finita locazione?

Se si parla di sfratto di categorie protette a causa della scadenza del contratto di locazione, la questione è diversa rispetto al mancato pagamento del canone.

La legge prevede che l’azione di sfratto possa essere posticipata di 9 o 18 mesi per alcune categorie di soggetti, come ad esempio gli anziani con più di 65 anni, coloro con più di 5 figli a carico, i disoccupati, i malati terminali e altre categorie specifiche.

Tuttavia, non c’è un collegamento diretto tra le categorie protette e questi soggetti che possono beneficiare di misure specifiche per lo sfratto. Spetta al giudice valutare caso per caso se l’inquilino inadempiente ha diritto a determinate proroghe.

Sfratto categorie protette: cosa si intende per categorie protette?

La legge 68/99 definisce come categorie protette le categorie di persone che si trovano in condizioni di svantaggio rispetto ad altre, come per esempio soggetti con disabilità fisiche o mentali, invalidi del lavoro, invalidi di guerra o di servizio, persone non vedenti o non udenti, vittime di crimine organizzato o di terrorismo, e coloro che necessitano dell’assistenza e del sostegno dello Stato.

Queste tipologie di individui godono di agevolazioni per trovare un lavoro, poiché le imprese pubbliche e private sono obbligate ad assumere personale appartenente a tali categorie.

Non esistono, però, procedure specifiche per lo sfratto di categorie protette, ma la legge prevede scadenze più lunghe per consentire loro di mettersi in regola con i pagamenti.

Sfratto categorie protette
Sfratto categorie protette – L’immagine mostra una persona anziana in carrozzina in un giardino con accanto altre due persone in piedi.

Sfratto categorie protette: ci sono categorie protette dallo sfratto?

In sintesi, le categorie protette previste dalla legge non coincidono con quelle protette dalla procedura di sfratto.

Nel caso di sfratto per morosità, sono considerate categorie protette tutte le persone che non sono in grado di pagare il canone per motivi non imputabili a loro stesse. Invece, nel caso di sfratto per finita locazione, rientrano nella categoria protetta non solo gli anziani e i malati, ma anche coloro che sono disoccupati o in attesa di un alloggio popolare.

In ogni caso, il giudice valuta la situazione specifica per decidere se concedere eventuali vantaggi ai soggetti coinvolti nella procedura di sfratto.

FAQ Sfratto categorie protette

Che cos’è lo sfratto?

Lo sfratto è un procedimento legale che il proprietario può avviare per recuperare l’immobile locato. Questo può avvenire se l’inquilino non paga l’affitto o rimane nell’abitazione oltre la scadenza del contratto. La procedura include vari passaggi, tra cui la citazione in tribunale e l’udienza tra le parti.

Sfratto categorie protette: è possibile lo sfratto per morosità?

Sì, è possibile lo sfratto per morosità anche per le categorie protette. Tuttavia, in casi di difficoltà economiche comprovate e impreviste, il giudice può concedere una dilazione di pagamento. Questa concessione non è automatica e non annulla lo sfratto.

Sfratto categorie protette: è possibile lo sfratto per finita locazione?

Sì, è possibile. Tuttavia, alcune categorie protette possono ottenere una dilazione dello sfratto di 9 o 18 mesi. Ciò include anziani sopra i 65 anni, persone con più di 5 figli a carico, disoccupati e malati terminali. Il giudice valuterà caso per caso.

Cosa si intende per categorie protette?

Le categorie protette sono definite dalla legge 68/99 e includono persone in condizioni di svantaggio, come disabili fisici o mentali, invalidi del lavoro, non vedenti o non udenti, vittime di crimine organizzato o di terrorismo. Queste persone godono di agevolazioni per trovare lavoro, ma non sono automaticamente esenti dallo sfratto.

Ci sono categorie protette dallo sfratto?

Non tutte le categorie protette sono esenti dallo sfratto. Nel caso di sfratto per morosità, le categorie protette includono persone incapaci di pagare l’affitto per motivi non imputabili a loro stesse. Nel caso di sfratto per finita locazione, le categorie protette includono anziani, malati, disoccupati o coloro in attesa di un alloggio popolare. In ogni caso, il giudice valuterà la situazione specifica.

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