Scadenza categorie protette: date e obblighi

La scadenza dell'appartenenza alle categorie protette intercorre in alcuni casi dopo la firma di un contratto lavorativo. Scopri quali sono le situazioni nel dettaglio.
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02/02/2023

Scadenza dell’appartenenza alle categorie protette: scopri nel dettaglio quando decade l’iscrizione a questa categoria (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Vediamo quali sono le scadenze e gli obblighi relativi alle categorie protette, un tema di grande importanza per le aziende che lavorano con queste categorie di lavoratori.

Conoscere la scadenza dell’appartenenza alle categorie protette è fondamentale per garantire il rispetto delle norme e delle leggi del lavoro, nonché per prevenire sanzioni e problemi legali.

Indice

Scadenza dell’appartenenza alle categorie protette: quando si perde l’iscrizione?

L’iscrizione all’elenco delle categorie protette si basa sulle disposizioni degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 22/2015, con l’obiettivo di aiutare le persone disoccupate disabili a trovare lavoro.

La permanenza nell’elenco è compatibile sia con un rapporto di lavoro subordinato che con un’attività lavorativa autonoma con le seguenti condizioni:

  • Se l’iscritto instaura un rapporto di lavoro subordinato con un reddito annuo superiore a 8.000 euro, decadono dall’iscrizione a meno che la durata del rapporto di lavoro non sia inferiore a sei mesi. In questo caso, l’iscrizione è sospesa per la durata del rapporto di lavoro.
  • Se l’iscritto instaura un rapporto di lavoro subordinato con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro, mantiene l’iscrizione.
  • Se l’iscritto intraprende un’attività lavorativa autonoma o un’impresa individuale con un reddito corrispondente a un’imposta lorda inferiore o pari alle detrazioni spettanti (€ 4.800), mantiene l’iscrizione.

La scadenza dell’appartenenza alle categorie protette si ha, quindi, nel momento in cui una persona disabile ottiene un posto di lavoro con un contratto superiore ai sei mesi e con un reddito annuo superiore agli 8.000 euro.

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Scadenza dell’appartenenza alle categorie protette: che cos’è il prospetto informativo disabili?

Per quanto riguarda il lavoro e le categorie protette, è appena passata un’importante scadenza, ovvero quella del 31 gennaio 2023, data ultima per inviare il prospetto informativo disabili da parte di datori di lavoro pubblici e privati che sono obbligati a farlo.

Questo obbligo riguarda datori di lavoro pubblici e privati che hanno al loro interno almeno 15 dipendenti.

In relazione alla quota riservata alle assunzioni di persone con disabilità, le aziende devono inviare il prospetto informativo disabili entro il 31 gennaio di ogni anno solo se il numero di dipendenti è cambiato rispetto all’anno precedente e questo modifica l’obbligo.

L’obiettivo di questa autocertificazione è quello di condividere le informazioni aziendali con l’ufficio di collocamento mirato per attuare quanto previsto dalla normativa in materia.

Il prospetto informativo disabili, regolato dal Decreto ministeriale del 2 novembre 2010, rappresenta una sorta di descrizione della situazione lavorativa dell’azienda al 31 dicembre dell’anno precedente.

In questo documento, l’azienda specifica la sua situazione riguardo all’obbligo di assumere persone con disabilità o appartenenti ad altre categorie protette, nonché il numero di posti di lavoro e mansioni disponibili.

Il proprietario dell’azienda deve fornire informazioni sul numero totale dei dipendenti, il numero e i nomi dei dipendenti che rientrano nella quota di riserva, e eventuali posti di lavoro e mansioni disponibili per tale categoria di lavoratori.

Scadenza dell'appartenenza alle categorie protette
Scadenza dell’appartenenza alle categorie protette: nella foto una donna in carrozzina ride e parla con un uomo.

Scadenza dell’appartenenza alle categorie protette: come nascono le categorie protette?

Nel 1968 fu introdotta la Legge n. 482, nota come collocamento obbligatorio, che obbligava i datori di lavoro a includere un numero specifico di persone con disabilità nel proprio organico.

Tuttavia, nel 1999 questa rigida normativa fu sostituita dalla Legge n. 68 che introdusse il concetto di collocamento mirato, che si concentra sulla valorizzazione delle capacità lavorative delle persone con disabilità.

Questa legge fornisce strumenti e supporto per valutare adeguatamente le capacità lavorative di queste persone e inserirle in posizioni adatte, attraverso analisi del lavoro e soluzioni per i problemi legati all’ambiente di lavoro.

Scadenza dell’appartenenza alle categorie protette: quali sono i soggetti che possono richiedere l’iscrizione?

Secondo l’articolo 1 della legge n. 68/99, possono richiedere l’iscrizione alle categorie protette:

  1. Persone in età lavorativa con limitazioni fisiche, mentali o sensoriali e persone con disabilità intellettiva che presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  2. Persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% accertato dall’INAIL;
  3. Persone non vedenti;
  4. Persone sordomute;
  5. Persone invalide di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio con menomazioni secondo le tabelle del testo unico sulla pensione di guerra D.P.R. n. 915/78.

Inoltre, per proteggere coloro che si trovano in situazioni di svantaggio o disagio sociale anche se non presentano menomazioni psico-fisiche, l’articolo 18 della legge n. 68/99 prevede una quota di riserva per i dipendenti a favore di:

  1. Orfani e coniugi superstiti di coloro che sono deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio nelle pubbliche amministrazioni o a causa dell’aggravamento dell’invalidità riportata per tali cause;
  2. Coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro;
  3. Profughi italiani rimpatriati riconosciuti dalla legge 26 dicembre 1981, n. 763;
  4. Orfani e coniugi delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (legge n. 407/1998).

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