Prestito con accompagnamento: quando è possibile

Prestito con accompagnamento: cerchiamo di capire se è possibile richiedere un finanziamento in possesso della sola indennità di accompagnamento.
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20/10/2022

Nel caso in cui un disabile abbia bisogno di liquidità, può richiedere un prestito con accompagnamento? È sufficiente essere titolare dell’indennità per avere l’approvazione del prestito, oppure bisogna presentare altre garanzie? Quali sono le tipologie di prestiti che si possono richiedere? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Diciamolo subito: il prestito con accompagnamento rappresenta quasi un sogno irraggiungibile.

Purtroppo, nessuna banca o finanziaria può ottenere delle garanzie forti da chi percepisce esclusivamente questa indennità.

Tuttavia, in presenza di altre garanzie, potrebbe anche essere possibile ottenere un prestito con indennità di accompagnamento, soprattutto con un prodotto finanziario ben preciso: la cessione del quinto. Analizziamo approfonditamente l’argomento in questo articolo.

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Prestito con accompagnamento: perché non si può ottenere con la sola indennità

È possibile ottenere un prestito con accompagnamento? Noi di invaliditaediritti.it siamo a favore dei diritti degli invalidi e le nostre informazioni non derivano da accordi con banche e finanziarie.

Non siamo qui a pubblicizzare prodotti bancari, per cui non ti porteremo a pensare che sia possibile ottenere dei soldi con facilità, quando non è vero.

Per questo ti diciamo subito che il prestito con indennità di accompagnamento, nei casi in cui tu sia esclusivamente titolare della stessa, è impossibile, e ti spieghiamo motivi.

L’indennità di accompagnamento è un trattamento assistenziale erogato a titolo di “aiuto” alle persone disabili. Non prevede il versamento di contributi e non ha un limite reddituale.

Il suo importo mensile è pari a 528,94 euro. Se l’indennità di accompagnamento è la tua unica forma di reddito, in nessun caso una banca o una finanziaria accetterà la tua richiesta di prestito con indennità di accompagnamento, perché non si accollerà né il rischio di insolvenza nel pagamento delle rate del prestito, né eventuali spese processuali per il recupero del debito.

Tuttavia, essendo l’indennità di accompagnamento compatibile con l’attività lavorativa e con altre prestazioni previdenziali di natura contributiva, nel caso in cui dovessi percepire redditi da lavoro o da pensione, potrebbe anche essere possibile ottenere un prestito con accompagnamento.

Sia nel caso in cui tu sia lavoratore dipendente disabile o pensionato, puoi accedere in questo caso a una particolare forma di finanziamento: la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Vediamo di cosa si tratta.

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Prestito con accompagnamento: la cessione del quinto

Quando è possibile, quindi, un prestito con accompagnamento? Se insieme all’indennità percepisci reddito da lavoro dipendente o una pensione di invalidità di natura contributiva, puoi richiedere la cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Se sei un lavoratore pubblico o privato oppure un pensionato disabile con indennità di accompagnamento, la legge ti permette di restituire la somma avuta in prestito cedendo al finanziatore fino a un quinto della pensione o dello stipendio.

In pratica, il datore di lavoro o l’ente previdenziale ti trattiene la rata dallo stipendio o dalla pensione e la versa al finanziatore.

La somma massima del prestito viene stabilita sulla base dell’importo dello stipendio o della pensione. La durata del rimborso va da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni.

Il finanziamento è rinnovabile, ma a determinate condizioni:

  • se è decorso un limite minimo di tempo pari ai 2/5 dell’intera durata del prestito iniziale, ovvero se hai rimborsato almeno il 40% del numero delle rate previste;
  • se vuoi rinnovare un’operazione di durata pari o inferiore a 5 anni con una di 10 anni.

Se sei un pensionato puoi richiedere la cessione di un solo quinto, perché sulla pensione si può fare una sola trattenuta, il cui valore non può superare il quinto della somma mensile percepita.

Se sei un dipendente puoi chiedere un finanziamento più alto perché puoi cedere un ulteriore quinto del tuo stipendio, ovvero sullo stipendio è possibile fare due trattenute. In questo caso, oltre alla cessione del quinto, dovrai stipulare con il finanziatore anche il contratto di “delegazione di pagamento”.

Il datore di lavoro è tenuto ad aderire alla cessione del quinto, mentre è libero di aderire o meno alla delegazione di pagamento.

Questo tipo di finanziamento prevede l’obbligo di un’assicurazione (rischio lavoro e/o rischio vita) per garantire il pagamento del debito residuo in caso di perdita del lavoro o di decesso del titolare.

Non basta però essere lavoratori o pensionati, perché ci sono dei requisiti da rispettare in entrambi i casi e alcune categorie di contribuenti vengono esclusi dalla cessione.

Scopri se è possibile richiedere un prestito con assegno ordinario di invalidità, come fare e quali sono le opzioni.

Prestito con accompagnamento
Prestito con accompagnamento: quando è possibile

Prestito con accompagnamento: categorie escluse dalla cessione del quinto con accompagnamento

Il prestito con accompagnamento potrebbe quindi essere possibile solo nel caso in cui si riescano a presentare altri tipi di garanzie reddituali (stipendio o pensione).

L’accesso alla cessione del quinto con accompagnamento, però, pur essendo ampiamente concesso a lavoratori con regolare contratto di assunzione o ai pensionati da lavoro, non è consentito a tutti.

È lo stesso Inps che chiarisce chi non può richiedere questa tipologia di finanziamento, e cioè:

  • percettori di pensioni e assegni sociali;
  • invalidi civili con assegno mensile di sostegno al reddito;
  • chi percepisce assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
  • assegnatari di sussidi di sostegno al reddito come VOCRED, VOCOOP, VOESO;
  • chi percepisce assegni al nucleo familiare;
  • percettori di pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
  • chi accede alle prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della legge n. 92/2012.

Come vedi, gran parte degli invalidi titolari anche di accompagnamento sono esclusi da questa forma finanziaria. Non tutti, però, come vedremo nel prossimo paragrafo.

In questo articolo ti mostriamo le opportunità di prestito agevolato con Legge 104, destinate alle persone con invalidità civile e ai familiari.

Prestito con accompagnamento: categorie di invalidi che possono richiedere cessione del quinto con accompagnamento

Come abbiamo visto, molte categorie di invalidi non possono accedere al prestito con accompagnamento, ma alcune possono ottenere la cessione del quinto con accompagnamento.

È il caso, per esempio, di chi percepisce prestazioni come l’assegno ordinario di invalidità, diverso dall’assegno mensile di assistenza al reddito a causa di redditi molto bassi.

Le pensioni di invalidità, infatti, sono assoggettate a lavoratori e pensionati che, nel corso della vita, hanno versato contributi da lavoro dipendente.

Quindi, se percepisci pensione di invalidità o assegno ordinario di invalidità, hai lavorato e versato contributi, puoi richiedere la cessione del quinto, soprattutto se percepisci anche indennità di accompagnamento, in quanto contribuisce ad aumentare il tuo reddito, e questo rappresenta una garanzia per la banca o la finanziaria.

Se la gravità della patologia che ha portato al riconoscimento dell’invalidità, e quindi dell’assegnazione della pensione di invalidità, non è tale da mettere a serio rischio la tua vita, puoi tranquillamente richiedere un prestito con indennità di accompagnamento.

In caso contrario, ovvero se la patologia è considerata suscettibile ad aggravamento (lo menziona il verbale di invalidità), la banca o la finanziaria non ti concederanno il prestito, a causa di un alto rischio di non rientro delle somme concesse in prestito.

In molti casi, anche se l’invalidità è ritenuta “stabilizzata”, l’istituto di credito richiederà preventivamente alcune verifiche mediche per accertare le tue effettive condizioni di salute.

La visita e la relativa certificazione saranno eseguite dal tuo medico di base, che dovrà compilare un’apposita modulistica.

Se l’esito della visita non darà parere negativo, si potrà procedere all’iter per la richiesta della cessione del quinto con accompagnamento, di cui ti parleremo tra poco.

Mutuo con legge 104 anno 2022: ecco come ottenere un mutuo agevolato per l’acquisto della prima casa o per la sua ristrutturazione usufruendo della legge 104.

Prestito con accompagnamento: come fare richiesta

Supponiamo adesso che tu possa accedere a un prestito con accompagnamento in quanto, oltre all’indennità, percepisci reddito da lavoro o hai una pensione a carattere contributivo: come presentare richiesta per cessione del quinto con accompagnamento?

Dopo che avrai ricevuto l’esito positivo attraverso la certificazione medica, se sei pensionato dovrai chiedere all’Inps la cosiddetta “comunicazione di cedibilità della pensione”, un documento che indicherà anche quale potrà essere l’importo massimo che potrà essere detratto mensilmente dalla tua pensione per restituire il prestito.

Dovrai poi consegnare questo documento alla banca o alla finanziaria, sempre che le stesse non abbiano stipulato delle convenzioni con l’Inps: in questo caso, la comunicazione di cedibilità della pensione sarà elaborata dallo stesso istituto di credito.

Se invece richiedi il prestito con accompagnamento in qualità di lavoratore dipendente disabile, la banca inoltrerà la documentazione al datore di lavoro, che dovrà accettare la richiesta e pagare mensilmente la rata del prestito alla banca, trattenendola dalla tua busta paga mensile.

In conclusione, ti ricordiamo che  la valutazione finale, come per ogni tipo di prestito, spetta sempre alla banca o alla finanziaria, quindi avere una garanzia è un buon punto di partenza, ma purtroppo non ti assicura che otterrai il prestito al cento per cento.

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