Pensione di invalidità: le malattie che ne danno diritto

Pensione di invalidità: le malattie che danno diritto al riconoscimento dell'inabilità totale secondo le tabelle Inps. Il tipo di patologie e i trattamenti previdenziali e assistenziali ai quali si può accedere. Come funziona la richiesta, cosa bisogna fare e a cosa stare attenti. L'elenco delle patologie altamente invalidanti.
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9/12/22

Pensione di invalidità, alcune patologie per la loro gravità danno diritto a trattamenti per l’inabilità totale (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Alcune patologie possono portare al riconoscimento di percentuali di riduzione della capacità lavorativa che in automatico consentono a chi ne soffre di accedere a prestazioni assistenziali e previdenziali erogate dall’Inps.

INDICE:

Pensione di invalidità: linee guida

Una lista di queste malattie, insieme alle linee guida che devono seguire le commissioni medico legali, è stata diffusa dall’istituto di previdenza.

Nella legge numero 118 del 1971 si chiarisce la definizione di persona affetta da invalidità. Nella normativa si legge che possono essere ritenuti invalidi quei cittadini che sono «affetti da minorazione congenita o acquista con esiti permanenti delle infermità fisiche o psichiche o sensoriali».

Ma non solo, queste minorazioni devono comportare «un danno funzionale permanente, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo, o se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età».

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Pensione di invalidità: assistenziale e previdenziale

Ora, come sapete non è certo sufficiente sostenere la visita di fronte alla commissione medica ed essere dichiarati invalidi er avere diritto alla pensione di invalidità civile (assegno agli invalidi civili) o a un altro trattamento assistenziale o previdenziale dell’Inps.

Vengono richiesti anche altri requisiti.

Ci soffermiamo qui su quelli sanitari. La malattia invalidante deve essere tra quelle previste dalla legge e avere il riconoscimento di una determinata percentuale di riduzione della capacità lavorativa. Riduzione che deve essere almeno dei due terzi, come nel caso dell’assegno ordinario di invalidità.

Ovviamente, come sapete, si può anche essere affetti da due o tre patologie invalidanti. E questo incide nell’assegnazione delle percentuali di invalidità.

Pensione di invalidità: età

Per essere riconosciuti invalidi civili bisogna avere una età compresa tra i 18 e i 67 anni (età lavorativa) e soffrire di minorazioni congenite o acquisite o avere insufficiente mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali, che incidono in tutto o in parte sulla loro capacità lavorativa.

Per i minori e le persone che hanno più di 67 anni si viene riconosciuti invalidi quando le patologie o le menomazioni impediscano o limitino la capacità di svolgere le funzioni tipiche della loro età.

Pensione di invalidità: trattamenti

In questo articolo ci occupiamo in particolare di quelle patologie che da tabella Inps danno diritto al 100% di invalidità e quindi potenzialmente possono consentire di accedere a queste misure assistenziali o previdenziali:

Pensione di invalidità: certificato medico

Per avere diritto a questi trattamenti serve che si sia prima riconosciuti invalidi civili (qui trovi la guida completa per sostenere le visita medica).

In breve questa è la procedura:

  • recarsi dal medico di base per chiedere il rilascio del certificato medico introduttivo che certifica le patologie invalidanti. Questo documento deve contenere:
    • dati anagrafici;
    • codice fiscale;
    • tessera sanitaria;
    • dati clinici (anamnesi, obiettività);
    • diagnosi con codifica ICD-9 (Classificazione delle malattie, dei traumatismi, degli interventi chirurgici e delle procedure diagnostiche e terapeutiche);
    • indicazione dell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o dell’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua) in caso di richiesta di indennità di accompagnamento);
    • indicazione di eventuali patologie oncologiche in atto;
    • indicazione di eventuali patologie gravi;
    • indicazione della finalità del certificato;
    • l’esatta natura delle patologie invalidanti e la relativa diagnosi.
  • Dopo aver compilato il certificato il medico lo invia telematicamente all’Inps, stampa la ricevuta che contiene il codice unico, e lo consegna alla persona interessata (una copia del certificato medico introduttivo deve essere poi esibita durante la visita);
  • l’assistito ha poi 90 giorni per presentare la richiesta di visita medica per l’invalidità civile all’Inps (che a sua volta la indirizza all’Asl). La domanda può essere inviata direttamente dalla persona interessata con una procedura telematica, ma è anche possibile rivolgersi a un patronato;
  • l’Asl fissa la data della visita e la comunica al paziente (che deve preparare una adeguata e recente documentazione medica per consentire una oggettiva valutazione delle sue condizioni).
Pensione di invalidità.

Pensione di invalidità: elenco patologie altamente invalidanti

Ma veniamo al dunque di questo articolo: quali sono le patologie che possono dare diritto al riconoscimento dell’invalidità totale (100%). L’Inps ha pubblicato questo elenco:

  • malattie cardiovascolari come aritmie gravi (senza pacemaker), cardiopatia gravissima, Miocardiopatie o valvulopatie con insufficienza cardiaca gravissima;
  • Tubercolosi polmonare con esiti fibrosi parenchimali o pleurici con insufficienza respiratoria e dispnea a riposo;
  • Pneumonectomia con insufficienza respiratoria grave;
  • Ipotiroidismo grave con ritardo mentale;
  • Artropatia gottosa con grave impegno renale;
  • Diabete mellito complicato da grave nefropatia;
  • Ipoparatiroidismo non suscettibile di utile trattamento;
  • Iposurrenalismo grave;
  • Alzheimer con deliri e depressione ad esordio senile;
  • Epilessia generalizzata con crisi plurisettimanali in trattamento;
  • Epilessia generalizzata con crisi quotidiane;
  • Emiparesi grave o emiplegia associata a disturbi sfinterici;
  • Epilessia localizzata con crisi plurisettimanali o quotidiane in trattamento;
  • Sindrome cerebellare grave;
  • Afasia grave;
  • paralisi cerebrale infantile con emiplegia o atassia;
  • Sindrome extrapiramidale parkinsoniana o coreiforme o coreoatetosica grave.

Quasi tutte questa patologie possono dare diritto anche al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento (525,17 euro al mese per 12 mensilità), una misura che è compatibile con altri trattamenti previdenziali o assistenziali (e con la stessa Legge 104) e non è deve sottostare a nessun requisito reddituale.

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